Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Crisi idrica, AmaReggio non ci sta: "I reggini più pagano e meno acqua hanno nelle case"

"Sul sistema di gestione delle acque si acclara l’incapacità gestionale di un‘amministrazione." Ad affermarlo è Pasquale Morisani, portavoce dell'associazione e già assessore ai lavori pubblici

La carenza idrica, problema ben noto dalle parti di Reggio Calabria e dintorni. Ormai da tempo vengono segnalati disservizi all'utilizzo dell'acqua e l'estate praticamente alle porte non fa altro che aprire a ulteriori dubbi e preoccupazioni. La sempre attuale questione della crisi idrica viene passata in primo piano dal gruppo AmaReggio, il quale torna a parlare delle "tante chiacchiere e promesse sostenute dall’idea che la diga del Menta potesse rappresentare la panacea risolutiva, peccato che, a due anni dall’attivazione della diga, il problema si è aggravato.

La verità, purtroppo, è che - si legge in una nota a firma del portavoce di AmaReggio Pasquale Morisani - in questi anni si è perso tanto tempo, tante risorse economiche e, soprattutto, è mancato un sistema gestionale adeguato per la gestione delle risorse idriche che continuano a mancare nelle case. Bisogna però dare chiarezza anche alla critica, visto che sul problema è inutile dilungarsi essendo ben noto ai reggini che pagano tanta acqua e ne ricevono sempre di meno, per indirizzare il ragionamento su tre direttrici.

Morisani Pasquale-2La prima - analizza Morisani (in foto), già assessore ai lavori pubblici - riguarda certamente le reti che, in talune zone, si accavallano tra vecchie e nuove, con gravissime perdite aumentate dal flusso di pressione dell’acqua che giunge dal Menta. La diga, così, da risorsa è divenuta un problema determinando falle continue ed il riversamento di enormi quantità di acqua in strada. Bisognava tracciare un quadro preciso di reti, erogazione e sistema di gestione della pressione per evitare l’evidente risultato negativo nonostante la disponibilità di acqua. La diga, infatti, avrebbe determinato un aumento nel flusso dell’acqua in senso quantitativo ma non avrebbe risolto automaticamente i problemi delle infrastrutture idriche. La seconda riguarda le risorse umane dedicate alla gestione di un settore nevralgico e che risultano assolutamente insufficienti, lasciando così alla buona volontà dei pochi manovratori che devono far fronte a continue emergenze.

La terza, fondamentale - aggiunge AmaReggio - in una visione di pianificazione per nuovi modelli gestionali adatti ad una grande città come Reggio, riguarda l’uso della tecnologia. Nel 2010 venne inaugurato il Telecontrollo delle reti idriche reggine, un’opera strategica che ha dotato il servizio idrico comunale di una infrastruttura avveniristica, capace di monitorare e regolare gli impianti di distribuzione su larga parte del territorio cittadino attraverso i collegamenti delle fibre ottiche all’epoca già testate e operative. Questa 'centrale' di controllo e gestione delle reti aveva cominciato a funzionare nella zona Nord di Reggio (Gallico e Catona in particolare), area storicamente problematica per le necessarie manovre idriche di sistema. La logica, avviata in quella fase di programmazione e ristrutturazione del sistema, era quella di fare del Telecontrollo il centro nevralgico per la gestione del settore idrico accentrando in quella struttura la cabina di regia del compartimento idrico integrato. Il tutto bloccato con il commissariamento nel 2012 e mai più ripreso nonostante l’importanza dell’opera. A questo si abbinava il progetto regionale di ingegnerizzazione delle reti idriche, un investimento che per Reggio prevedeva ben 13 milioni finalizzati a rendere ottimale e automatizzata la gestione delle reti idriche. Di tutto questo, però, non si ha più notizia.

L’unica certezza, intanto, è che i reggini - termina così la nota del gruppo - più pagano e meno acqua hanno nelle case, atteso che circa il 60% è stimato come perso nel sottosuolo a causa della pessima gestione del sistema. È bene chiarire che il Comune, quindi i reggini, a Sorical paga tutto, compresa l’acqua persa. Sul sistema di gestione delle acque si acclara l’incapacità gestionale di un ‘amministrazione."

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