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Il caso Unida

Università Dante Alighieri, il cda delibera la federazione con la Mediterranea

Voto all'unanimità per avviare il processo che porterebbe all'unione tra i due atenei, soluzione alla crisi di Unida che piace più della cessione a privati

Un consiglio di amministrazione con un solo ordine del giorno, avviare il progetto di federazione dell'Università per stranieri con la Mediterranea. Così all'unanimità il cda della Dante Alighieri presieduto da Piero Aloi ha deliberato la dichiarazione d'intenti che adesso sarà trasmessa all'ateneo diretto dal rettore Giuseppe Zimbalatti. La fusione tra le due università è la soluzione guardata con grande favore anche dai dipendenti dell'Unida per uscire dal grave stato di crisi finanziaria, determinato non solo dalla mancata erogazione del sostegno economico da parte dei componenti istituzionali del consorzio ma pure dal drastico calo di iscrizioni di studenti stranieri nello strascico della pandemia e poi con gli scenari internazionali della guerra. Unirsi con la Mediterranea potrebbe essere l'opzione salvifica e percorribile, come previsto per gli atenei di piccole dimensioni dalla legge Gelmini, oltre a smorzare i toni del dibattito sulle proposte di acquisto da parte di privati (principalmente due, quasi uguali nei contenuti, dalle università telematiche eCampus e UniCusano), attorno alle quali circolano voci incontrollate e in parte inattendibili. Un vero e proprio muro contro muro, che allo stato attuale vede uscire sconfitta la strada della privatizzazione.

La federazione piace più di una cessione a privati, le cui proposte restano in piedi

Nei fatti però, quelle manifestazioni di interesse non sono state accantonate e potrebbero ancora essere valutate dell'associazione Dante Alighieri, in un'eventuale assemblea che dovrà tenere conto, almeno per eCampus, la scadenza dell'offerta il 18 aprile. Ma la mancanza di consenso unanime su quella proposta lascia pensare che la storia finisca qui. I dubbi non dissipati sull'eventualità che Unida sia acquisita da una delle due società restano quelli del mantenimento dei livelli occupazionali e della mission culturale dell'Università per stranieri, preziosissima come seconda istituzione del genere nata in Italia dopo Perugia e poi anche insieme a Siena, e unica per posizione geografica nel crocevia del Mediterraneo. Nonostante entrambi i soggetti interessati abbiano assicurato che sarà così, la presenza preponderante dei privati all'interno del consorzio (per UniCusano è stata apertamente presentata come una necessità, per garantire il risanamento dei conti dell'ateneo) lascia qualche ragionevole dubbio che possa accadere diversamente. 

Soddisfazione dei sindaci Brunetti e Versace per l'avvio del percorso

L'ateneo unico piace ai sindaci Brunetti e Versace, intervenuti al cda, che hanno sottolineato la valenza dell'Unida nell'attuale contesto sociale e storico. "Siamo tutti consapevoli - ha dichiarato il sindaco reggino facente funzioni Brunetti - che se perde l'Università Dante Alighieri perde l'intero Paese, perché la realtà reggina è fra le poche, in Italia, a rappresentare un faro ed un punto di riferimento nella promozione della conoscenza e della diffusione della lingua, della cultura e della civiltà italiana attraverso una didattica ed un lavoro di ricerca radicati nel dialogo interculturale e nella cooperazione internazionale". Brunetti è ottimista sul percorso di federazione con la Mediterranea. "Si apre una fase - ha affermato - che vedrà un confronto stretto e serrato. Da lì in poi si dovrà seguire una procedura precisa perché il progetto si concretizzi". 

Dello stesso avviso il sindaco metropolitano facente funzioni Carmelo Versace: "Non è una vittoria, ma un primo passo fondamentale per raggiungere l'obiettivo che avevamo indicato. Adesso si apre un'interlocuzione nella consapevolezza che, attraverso le sensibilità dei due rettori, Giuseppe Zimbalatti e Antonino Zumbo, si farà il possibile per salvare un'azienda culturale unica nel contesto calabrese". 

Versace, che quando la crisi dell'Unida è venuta allo scoperto in modo scioccante, è stato l'unico tra i componenti di matrice pubblica del consorzio ad affrontare con parole nette le imputazioni di responsabilità attribuite agli enti per la crisi finanziaria, non ha aggirato l'argomento: "Negli anni si è purtroppo accumulata una massiccia mole debitoria, anche a causa della pandemia, che ha seriamente messo in pericolo l'esistenza della Dante Alighieri. Ognuno, arrivati a questo punto, deve fare la propria parte e spero che in questa fase così delicata anche la Regione possa assumere un ruolo essenziale quale interlocutore autorevole per ripianare il deficit e contribuire al rilancio dell'Università per stranieri". E suona un po' come una frecciatina, perché oggi pomeriggio al cda era stata invitata la vicepresidente della giunta regionale Giusy Princi, che però è stata assente. "Il mio pensiero - ha proseguito Versace - va ai lavoratori della Alighieri, docenti ed agli amministrativi che vivono con ansia l'evolversi della situazione, e anche agli studenti e le studentesse che rappresentano il cuore pulsante di questa splendida realtà accademica. L'Università per stranieri va salvata perché è un patrimonio della città e della Calabria intera. Nulla può o deve essere lasciato al caso".

Convocati dal prefetto con Ugl Scuola i rappresentanti dei lavoratori in stato di agitazione 

Intanto continua lo stato di agitazione del personale Ata della Dante Alighieri: i dipendenti hanno acccolto con fiducia la delibera che formalizza il percoso della federazione con l'università Mediterranea. Oggi il presidente del cda Piero Aloi e le Rsu dell'ateneo sono stati convocati dal prefetto Massimo Mariani; con loro c'erano il segretario nazionale Ugl Scuola Ornella Cuzzupi, e i membri del sindacato confederale eletti nella rappresentanza unitaria, Giovanni Rositani e Angelo Arcidiaco. Ringraziando il prefetto per l'interessamento, Cuzzupi ha dichiarato: "La Dante Alighieri rappresenta una delle tre università per stranieri esistenti nel territorio nazionale, autorizzata al rilascio dei certificati di lingua italiana, nonché patrimonio della comunità reggina e calabrese. L’Ugl Scuola quindi sostiene e fa proprie tutte le iniziative orientate alla possibile federazione con l’Università Mediterranea". 

Inizia l'interlocuzione con Zimbalatti, poi si dovrà stilare un progetto

Alla delibera del massimo organo dell'ateneo seguirà ora il successivo passaggio all'Università Mediterranea, il cui consiglio di amministrazione dovrà adottare a sua volta un provvedimento analogo. Sarà poi necessario stilare un progetto contenente obiettivi, compatibilità finanziarie e logistiche con la riallocazione degli organici e delle strutture delle due università in coerenza con il piano stesso e con il fine della fusione, che è migliorare la qualità dell'attività didattica e di ricerca e la razionalizzare e distribuzione delle sedi e delle risorse universitarie. Insomma, non un iter che possa essere portato a termine in tempi brevi. E soprattutto compatibili con l'urgente salvezza della Dante Alighieri, un'emergenza sulla quale continuano a fare leva i privati con la seduzione delle loro proposte.

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