Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Per il crollo del tetto dell'auditorium "Nicola Calipari" ci sono trenta indagati

La Procura della Repubblica vuole vederci chiaro sulle cause di quanto accaduto a luglio e, fra qualche giorno, nominerà un consulente tecnico per effettuare accertamenti irripetibili sulla struttura

Una veduta aerea della sala Calipari dopo il crollo

Trenta indagati per il crollo del tetto della sala “Calipari” di Palazzo Campanella. Un “atto dovuto”, così come lo ha definito il procuratore Giovanni Bombardieri che, come anticipato dal “Fatto Quotidiano”, insieme al procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e al sostituto Andrea Sodani si sono occupati del crollo sin dal 30 luglio ultimo scorso. 

Tra gli indagati, ci sono i due ex segretari generali di Palazzo Campanella, Giulio Carpentieri e Maurizio Priolo, e l’ex presidente della Camera di Commercio di Vibo Valentia, Michelino Roberto Lico. Quest’ultimo dovrebbe essere indagato nella sua qualità di imprenditore. Al momento, il procuratore Giovanni Bombardieri, l’aggiunto Gerardo Dominijanni e il pm Andrea Sodani contestano a tutti l’accusa di “crollo di costruzioni o altri disastri dolosi”.

L’ipotesi è quella di reato “colposo” per il quale sarebbero indagati pure: Paolo Battaglia, Giovanbattista Battaglia, Giuseppe Gumina, Giovandomenico Caridi, Giovanni Pietro Mortellaro, Raffaele Campisi, Stefania Vitale, Domenico Davoli, Cristiano Minico, Salvatore Laganà, Alberto De Flammineis, Dante Mazzitelli, Francesco Messineo, Luciano Romanelli, Daniele Naso, Domenico Naso, Ferdinando Ferraro, Pierluigi Mancuso, Rosaria Zoccali, Paolo Morabito, Ubaldo Multari, Antonino Di Benedetto, Antonio Palombo, Vincenzo Romeo, Pietro Tarsia, Antonio Pisanelli ed Emanuele Fiorino.

Gli avvisi di garanzia, che sono stati notificati dagli uomini della Squadra mobile reggina guidata da Francesco Rattà, hanno interessato, fra gli altri, ex segretari generali del Consiglio regionale, dirigenti e dipendenti dell’ufficio tecnico. Ma anche i titolari e responsabili delle imprese che, in un modo o nell’altro, negli ultimi quindici anni hanno avuto a che fare con i lavori di costruzione o altri tipi di interventi nella sala “Calipari”, crollata e posta sotto sequestro.

Il passo successivo dell’indagine prevede il conferimento dell’incarico, da parte della Procura della Repubblica, ad un consulente tecnico di parte che dovrà eseguire alcuni accertamenti irripetibili sulle macerie dell’edificio.

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