Il confronto / Arghillà

Viaggio nelle periferie, incontro ad Arghillà con il teologo Massironi

Iniziativa con i rappresentanti del Csi Reggio Calabria: "Un campetto di periferia, simbolo di quelle partite vinte e giocate bene!"

Una giornata straordinaria con don Sergio Massironi, raccontata direttamente dalle parole e dagli scatti che lui ha scelto per "vederci" con i suoi occhi.

Su mandato del Papa, don Sergio, ha coordinato il gruppo di lavoro che ha visitato 40 periferie nei diversi continenti incontrando credenti e non e per ritornare poi al dicastero del Servizio umano integrale a sviluppare quella teologia dell'uomo di cui il pontificato di Francesco è intriso.

"All’interno del partecipatissimo e attesissimo appuntamento promosso dall’Azione cattolica diocesana, don Sergio è stato con tutti noi, anche ad Arghillà, abitando per un pomeriggio questa fragile periferia di Reggio Calabria. La giornata è stata un'esperienza meravigliosa di dialogo, ascolto e inclusione.

Di Arghillà - continua Paolo Cicciù, presidente Csi Reggio Calabria - don Sergio ha conosciuto le ferite e le speranze. Le ferite del degrado e dell'abbandono. Le speranze dei tanti operatori cattolici e non e che con fatica ogni giorno costruiscono percorsi di inclusione, bellezza, diritti e dignità.

E poi, la visita al campetto, spazio colorato, pulito e partecipato che è il segno concreto del percorso (Comune, garante metropolitano e associazioni) di speranza e rinascita che solo “certe partite” riescono a regalare. Giocare tutti per la stessa squadra, il più delle volte, ci porta a vincere importanti partite e sfide quotidiane".

Ad Arghillà, per provare a portare a casa qualche risultato (giustizia e diritti per tutti), si dovrebbe partire da questo modo di fare, da questo atteggiamento di fondo.  Dal blog di don Sergio "A Misura d'uomo", condividiamo parole importanti e cariche di significato, un tracciato di quello che, da anni, viviamo per strada in questo quartiere del nostro territorio.

"Ad Arghillà incontro laici, credenti e non, che si battono per la giustizia e costruiscono oasi di bellezza, pur nell’assenza, spesso, di tutte le istituzioni: osservo e ascolto la loro indignazione trasformata in azione e in speranza spicciola, ma tenace. Trovo gli amici di Azione Cattolica e Csi, disposti a lavorare con chiunque voglia il bene delle persone, al di là delle credenze e delle sigle confessionali.

Restano davanti a me e dentro di me un paesaggio urbano e un mosaico di volti che domandano che Italia sia questa. L’annuncio del vangelo ha una dimensione sociale che ne fa messaggio di salvezza e di libertà. Occorre sporcarsi le mani e privarsi di qualche tranquillità per sopportare ciò che gli occhi preferirebbero non vedere: allora, ed è bellissimo, rinasce l’evangelii gaudium, quella che a comunità chiuse e (in)soddisfatte manca da tanto tempo".

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