Domenica, 14 Luglio 2024
Sicurezza in rete

Cuori Connessi, la polizia presenta il nuovo docufilm sui cybercrimini girato a Reggio Calabria

"Non ne vale la pena" è stato realizzato in collaborazione con la procura dei minori e racconta il percorso di recupero di ragazzi autori di reati online

Il 6 febbraio è stato il Safer Internet Day, giornata mondiale per sensibilizzare sui rischi della Rete e promuoverne un uso consapevole tra i giovani. Nell'occasione è stata lanciata l'ottava edizione di #cuoriconnessi, il progetto ideato dall'azienda Unieuro in collaborazione con la polizia di stato. Presentata con un evento in streaming da Roma, a cui si sono collegati da tutta Italia oltre 200mila studenti, l'iniziativa coinvolge Reggio Calabria come ambientazione del nuovo docufilm sul tema del cyberbullismo e i reati on line. Girato in città grazie alla collaborazione con la procura della Repubblica dei minorenni, la polizia postale e i servizi sociali, il cortometraggio "Non ne vale la pena", scritto e diretto dal giornalista Luca Pagliari, è incentrato sulle testimonianza di minori che stanno seguendo un percorso di recupero dopo essere stati autori di crimini in rete. Disponibile al momento il trailer, il docufilm si potrà vedere da marzo sul sito cuoriconnessi.it che rappresenta un contenitore informativo e di condivisione di materiale audiovideo, esperienze e incontri a distanza con esperti, come punto di riferimento per scuole e famiglie nel contrasto a cyberbullismo, odio in rete, sexting e revenge porn. 

Il trailer del docufilm "Non ne vale la pena" girato a Reggio Calabria

Tra i protagonisti di "Non ne vale la pena" ci sono la commissaria capo della polizia postale di Reggio Calabria, Maria Laura Creazzo, e il giovane Islam, che sta maturando consapevolezza del reato commesso. La loro storia è raccontata anche nel quinto volume del libro Cuori Connessi a cura di Luca Pagliari, dove ci sono casi veri di ragazzi attratti dalla metà oscura della rete, dando spazio non solo alle vittime ma anche a chi è risucchiato da questo universo virtuale di onnipotenza e impunità, e fa del male spesso senza averne reale cognizione. 

Maria Laura Creazzo nel docufilm

Il libro in formato cartaceo sarà disponibile dal 12 febbraio, distribuito gratuitamente dai centri operativi per la sicurezza cibernetica della polizia postale nelle scuole di tutta Italia e presso tutti i punti vendita Unieuro senza obbligo di acquisto.

In crescita in una comunità anagraficamente sempre più giovane, fenomeni come body shaming, sextortion e violenze riprese con il cellulare per essere poi divulgate in rete, sono reati che rovinano la vita anche a chi li compie. Ecco perché, sullo sfondo del lungomare e il waterfront di Reggio,i ragazzi nel docufilm dicono "Non ne vale la pena". Perché l'odio fa stare male con se stessi, e dopo resta solo una forte vergogna attorno ai reati commessi. Perché la sensazione di essere forti deridendo e offendendo è un'illusione e quegli atti tracotanti non sono un gioco, è tutta vita vera. Creazzo mostra un faldone: "Dietro ogni nome c'è una persona, una storia". i chi è bullizzato da sempre, e di chi per difendersi è passato dall'altra parte finendo in un'aula di tribunale. 

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