Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Con il magistrato Livatino il Papa proclama venerabile la suora reggina Rosella Staltari

Il Papa ha autorizzato il Dicastero a promulgare i decreti per sette venerabili servi di Dio con il riconoscimento delle loro virtù eroiche. Avvenimento storico per le diocesi di Reggio Calabria e Locri. La giovane religiosa è stata in missione nella nostra città tra il 1965 e il 1973

Rosella Staltari

Papa Francesco, martedì 22 dicembre 2020, nel promulgare i decreti che riconoscono il martirio del magistrato ucciso dalla mafia Rosario Angelo Livatino, e le virtù eroiche di altri sette servi di Dio, ha fatto un grande dono alle chiese di Reggio Calabria e Locri. Perché tra questi sette venerabili, c’è anche Rosella Stàltari, una giovane reggina, eccezionale figura di religiosa e di asceta, nata in seno alla Congregazione delle Figlie di Maria SS. Corredentrice, dal 1958 attiva prima nella nostra città, e successivamente, operativa in altre parti di Italia e nel mondo.

"Rosella è il “primo Fiore” di questa Congregazione fondata oltre 50 anni fa, - scrive il giornalista Filippo Praticò - da due altre eccezionali figure che hanno dato lustro alla comunità cattolica di Reggio Calabria, padre Dante Vittorio Forno e suor Maria Salemi, fondatori tra le altre opere realizzate, di Villa Bethania Christi di Condera, e la casa Domus Nazareth di via Filippini. E sullo sfondo appare un altro beato della chiesa reggina, il compianto arcivescovo Giovanni Ferro che appunto, nel giugno 1958 accolse padre Dante Forno assieme alla sua comunità religiosa, e subito lo incaricò di animare un servizio di carità che allora in diocesi era del tutto mancante, quello dell’accoglienza degli orfani abbandonati e poveri".

"Don Forno – scrive il sacerdote Nuccio Cannizzaro - con le sue suore fu precursore delle comunità di accoglienza pensate sul progetto delle case famiglia, non più istituti spersonalizzanti ma piccole comunità dove la dimensione famigliare caratterizzava la vita dei minori e dei giovani. Sorsero così le case Domus Nazareth e Villa Betania che continuano ancora oggi ad accogliere tanti ragazzi e giovani con un servizio di amore libero e gratuito". Monsignor Giovanni Ferro, il 25 marzo 1963 emette così, il decreto di approvazione del nascente istituto.

Ed è nella Congregazione delle Figlie di Maria SS. Corredentrice della città di Reggio che approda una Rosella Stàltari di appena 14 anni. Nata il 3 maggio 1951 ad Antonimina, sul versante jonico dell’Aspromonte, Rosella ad appena due anni orfana della madre è accolta in un istituto di suore di Locri presso cui frequenta i regolari corsi scolastici fino alla licenza media inferiore.

Per conoscere meglio Rosella, ci si affida, scrive ancora Praticò, a padre Giancarlo Maria Bregantini che nella solennità del giorno di Pasqua del 20 aprile 2003, quale vescovo di Locri-Gerace, firma il decreto di avvio della causa di beatificazione e canonizzazione della serva di Dio Rosa Stàltari. Scrive il presule che la fanciulla “viene inviata a Reggio Calabria presso l’Istituto Mater Gratiae al Parco Fiamma, della Congregazione delle Figlie di Maria SS.ma Corredentrice per continuare gli studi.

L’amore paziente ed esemplare di padre Vittorio Dante Forno, fondatore della Congregazione, la maternità spirituale della superiora generale, suor Maria Salemi e la condivisa gioia delle sorelle, generano nel cuore di Rosella, già aperto alla voce dello sposo, il desiderio di speciale consacrazione al Signore e, dopo lunga e sofferta ricerca interiore, il 2 luglio 1973 con la professione religiosa insieme ad altre compagne di cammino, Rosella
si consacra per sempre al Signore”.

Monsignor Bregantini prosegue osservando che "La vita di Rosella, dopo la sua definitiva consacrazione, si apre alla luce solare della ricerca incessante della bellezza del Signore e dell’umile ed appassionato amore servizievole ai fratelli soprattutto i più bisognosi di cure e di sollievo: ed è di parola fino alla fine dei suoi giorni. Pagine del suo diario, commuovono per il carattere elevatissimo della sua esperienza alla scuola del Signore: sono pagine mistiche, di altissimo lirismo estetico, che parlano della interiore nostalgia di Cielo dello spirito di Rosella a nessuno rivelato pienamente. Ne è prova l’epilogo della sua esistenza dopo il trasferimento a Palermo".

Per il vescovo operaio Bregantini "Palermo è la tappa decisiva e matura della scelta di Rosella: non solo viene nominata educatrice di un gruppo di bambine, ma all’interno della sua comunità la sua presenza si pone come testimonianza autentica di radicalismo evangelico. In una pagina dei suoi scritti, Rosella, in un dialogo d’amore con Gesù, così confida: "Gesù mio, il tuo nome è scritto nel mio cuore ed è Lui che mi riscalda e mi avvampa d’amore. Voglio perdermi, o Gesù, nel tuo mare d’amore: ma il mare per quanto sia profondo, ha il suo fondo e così la sua fine. Ma il tuo amore no, perché non ha nessun fondo e più si entra e più amore c’è". (30 ottobre 1969).  

La sua estasi d’amore si consuma in una mattinata fredda del 4 gennaio 1974 a Palermo reggendo tra le mani una statuina della Madonna, vera Madre dopo la perdita della sua mamma terrena, ed il Crocifisso della sua professione pendente dal collo: nel viso impressa una struggente bellezza. Così muoiono i Santi!".

Ecco perché per Bregantini "La storia di Rosella si innesta meravigliosamente con la storia della diocesi di Locri-Gerace". Altre note biografiche annotano che, durante la sua permanenza a Palermo e precisamente il 14 novembre 1973, "avendo appreso che il padre fondatore don Dante Forno sta molto male – scrive l’Associazione di Volontariato Rosa Stàltari - Rosella non indugia ad offrire a Gesù la sua vita, in cambio della salute del Padre. Gesù esaudisce il suo desiderio; Rosella, infatti, morirà a Palermo all’età di 22 anni nel gennaio 1974. Le condizioni di salute di padre Forno migliorano ed egli vivrà ancora altri 2 anni circa”.

Scrive a questo proposito don Cannizzaro che "la sua forte fibra già logora dall’operosità sacerdotale e minata dalla sofferenza, cedette all’intensità della malattia. Il 15 dicembre 1975, in Reggio Calabria, lasciò la terra
per avviarsi al cielo".

Più longeva e non meno straordinaria l’opera spirituale di suor Maria Salemi la cui "vita terrena intessuta di fede, di amore e di immolazione si conclude a Reggio Calabria il 17 febbraio 2018, quando il Signore la chiama a Sé nel Suo Regno".

"Ecco perché - conclude il giornalista Filippo Praticò - è un grande dono il decreto di Papa Bergoglio, che induce tutti a Reggio a meglio approfondire il ruolo delle figure di Rosella Stàltari, di padre Dante Forno, di suor Maria Salemi, e di monsignor Giovanni Ferro che ha voluto che nella comunità cattolica reggina operasse e crescesse una Congregazione feconda di fede e di carità".

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