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La mobilitazione contro la grande opera / Villa San Giovanni

Ponte sullo Stretto, nuovo esposto: si spera in una seconda inchiesta a Reggio Calabria

Dopo il fascicolo aperto a Roma a seguito dell'iniziativa di Bonelli, Schlein e Fratoianni, oggi un'istanza è all'attenzione del procuratore Bombardieri

Una nuova inchiesta per il ponte sullo Stretto, parallela al fascicolo aperto a Roma, che sia presa in carico e seguita dalla procura di Reggio Calabria. E' questo l'auspicio con il quale questa mattina al Cedir è stato depositato un esposto che pone all'attenzione del magistrato l'iter del decreto ponte chiedendo di valutarne la regolarità. 

L'iniziativa, già annunciata a Villa San Giovanni, segue la mobilitazione avviata dopo l'avviso di avvio della procedura per gli espropri legati alla realizzazione della grande opera. A firmare l'atto sono stati Rossella Bulsei, responsabile del comitato Titengostretto, l'avvocata Maria Grazia Fedele, il commercialista Giuseppe Fedele e il segretario del Pd villese, Enzo Musolino. I dettagli dell'esposto saranno resi noti giovedì nel corso di un'assemblea pubblica presso lo studio Fedele sul lungomare Cenide, ma sappiamo che il contenuto ripercorre le tappe che si sono susseguite dopo l'approvazione della legge che ha dato il via libera alla grande opera. "Già soltanto a vedere questi eventi in fila cronologica la sensazione è da brividi", commenta Musolino. "Nei prossimi giorni avvieremo un'interlocuzione con il procuratore Bombardieri. Ovviamente ci auguriamo che l'esposto generi un'indagine che vorremmo restasse a Reggio perché abbiamo messo in evidenza tutto quello che sta interessando il nostro territorio". 

Il modello è l'esposto presentato lo scorso febbraio da Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, ma da allora è accaduto molto altro, bruciando i tempi di un procedimento non ancora concluso eppure presentato all'opinione pubblica come cosa fatta. "Fino a quando non sarà approvato dal Cipess questo è ancora il progetto di un privato e non si può parlare di un'opera dello stato, né di pubblica utilità", ricorda Enzo Musolino. "Ad oggi si tratta di una mera operazione di propaganda politica per gli interessi elettorali del ministro Salvini e chiediamo alla procura di fare chiarezza sul reale stato dei fatti attorno al ponte sullo Stretto".

Gli interrogativi sono quelli avanzati dai tre leader del centrosinistra su costi, aspetti tecnici e soggetti coinvolti, oltre che sulla mancanza di trasparenza e la documentazione sull'opera negata dal governo alle forze di opposizione. L'obiettivo è valutare la rilevanza penale della realizzazione del ponte sulla base dei tanti rilievi mossi, in particolare sul potere contrattuale attribuito all'azienda costruttrice WeBuild e sulla composizione della 'resuscitata' società Stretto di Messina. Dopo il deposito dell'esposto e la conseguente apertura di un fascicolo d'inchiesta presso la procura di Roma, ad oggi contro ignoti e senza persone indagate né ipotesi di reato definite, a questi punti se ne sono aggiunti altri. Bonelli ha chiesto ulteriori indagini sull'adeguamento del progetto alle raccomandazioni tecniche del comitato scientifico di esperti e adesso anche dell'antimafia. E il parallelo esposto presentato a Reggio Calabria segnala pure il discusso avvio della procedura espropriativa che viola i preliminari passaggi obbligatori. Una situazione che riguarda da vicinissimo le due città dove saranno aperti i cantieri del ponte, principali e accessori, cancellando sulla sponda calabrese 150 tra abitazioni ed attività produttive. Secondo i denuncianti, attuando un'irregolare commistione tra il progetto ponte e il testo unico sugli espropri, si è fatto così partire senza titolo il tempo per la presentazione delle osservazioni da parte degli interessati. Il comitato Titengostretto, composto prevalentemente da residenti inseriti nel piano particellare con le loro proprietà, sta organizzando una compatta resistenza popolare, che adesso aggiunge un nuovo tassello rivolgendosi alla procura.

Da Villa si lancia un'eco verso l'altra riva dello Stretto, dove i no ponte messinesi contestano l'apertura dei punti informativi della società dell'ad Ciucci: un terzo esposto concepito in Sicilia completerebbe il mosaico dell'attenzione giudiziaria accesa sulla grande opera. Lo sportello villese intanto non è ancora attivo e gli operatori telefonici dopo l'iniziale disponibilità sono diventati laconici e rispondono seccamente che daranno informazioni soltanto alle persone stilate nella lista degli espropri. Da giovedì l'infopoint dovrebbe aprire fisicamente, ma l'utenza a Villa si annuncia piuttosto risicata. "Non sono attendibili - conclude Enzo Musolino - perché la loro stessa funzione è già un fake, non essendoci ancora la dichiarazione di pubblica utilità che giustifica l'esproprio". 

Di vero e grave c'è la clessidra dei 60 giorni capovolta in un anticipo indefinito sull'iter legittimo del contratto per la costruzione del Ponte. Una procedura che in realtà attende ancora di superare le fasi della conferenza dei servizi e la valutazione di impatto ambientale. 

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