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Cronaca

Giro di auto di lusso a prezzi modici, disposto sequestro di 500 mila euro

Emergono i primi particolari dell'inchiesta della Dia che ha portato agli arresti domiciliari sei indagati

Importavano automobili di lusso dalla Germania e da altri Paesi e le rivendevano in Italia evandendo totalmente o parzialmente le imposte con falsa documentazione, prestanome e altri espedienti fiscali. La direzione investigativa antimafia di Torino ha sgominato l'organizzazione, già toccata in passato per un'inchiesta sul traffico di droga gestito dalla 'ndrangheta di Volpiano, nel Torinese. 

Al centro dell'inchiesta, questa volta, il proprietario di un'autosalone di Volvera (sempre nella città metropolitana di Torino) già arrestato in passato per reati in materia di stupefacenti ed ora agli arresti domiciliari insieme ad altre cinque persone. Secondo la Dia, il gruppo criminale vendeva le auto ad ignari acquirenti, attratti dal prezzo molto concorrenziale. Le sei persone sono indagate per usura, associazione a delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologica in atto pubblico, con l'aggravante della transnazionalità.

Secondo quanto emerso dalle indagini, così si legge su MilanoToday, l’immatricolazione in Italia era curata da due donne, la titolare e la dipendente di un’agenzia di pratiche auto, le quali fornivano all’associazione il loro stabile contributo nel trasmettere alla motorizzazione civile la documentazione commerciale contraffatta, inducendo così in errore i pubblici ufficiali che ritenevano che non fosse dovuto alcun versamento dell'Iva. Per questa ragione il giudice ha disposto anche il sequestro di circa mezzo milione di euro pari all'imposta che si ritiene evasa per l'importazione indebita di trentacinque auto.

Coinvolti anche il titolare di un autosalone con attività di noleggio a Milano e in Calabria e colui che si occupava di ritirare le vetture in Germania.

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