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Tre giorni di protesta per gli avvocati reggini

Tre giorni di protesta per gli avvocati reggini

Pandemia e digitalizzazione, i penalisti reggini in protesta si astengono dalle udienze

Il presidente della Camera penale di Reggio Calabria, Pasquale Foti spiega le ragioni della protesta: "E' la reazione alla disattenzione del legislatore alle veementi proteste che le camere territoriali hanno avanzato"

L’unione delle Camere penali italiane ha proclamato l’astensione dalle udienze penali e da tutte le attività giudiziarie nel settore penale per i giorni 29,30 2 31 marzo 2021 e la Camera penale di Reggio Calabria ha inteso aderire a tale iniziativa rivolta alla sensibilizzazione su una problematica che ai più potrebbe apparire di poco rilievo ed anzi risulta persino sconosciuta ma che invece assume connotati, per le conseguenze che ne derivano, di portata determinante nell’ambito della tutela dei diritti fondamentali del cittadino.

“L’introduzione di nuovi modelli operativi basati sugli strumenti che l’innovazione tecnologica  - scrive il presidente della Camera penale reggina, Pasquale Foti - mette a disposizione ai fini di una più adeguata ed efficiente attività nelle varie fasi del processo penale è stata da tempo oggetto di numerose sollecitazioni da parte dell’avvocatura penalista, ed in specie la possibilità per i difensori di depositare atti penali attraverso strumenti telematici al fine di contribuire a ridurre gli accessi alle segreterie ed alle cancellerie, in particolare al tempo dell’emergenza pandemica”.

Uno dei nodi da sciogliere pare essere quello della rivoluzione digitale che “il legislatore poco attento e frettoloso ha inteso avviare in modo improvviso nel processo penale mediante l’introduzione del cosiddetto processo penale telematico ed introducendo una serie di modifiche normative di diritto processuale che risultano nella sostanza gravemente influenti sull’effettivo e pieno esercizio del diritto di difesa”.

Gli avvocati reggini, poi, denunciano il fatto che “il sistema presenta infatti continui guasti e inconvenienti tecnici, che ne impediscono il funzionamento. In un sistema quale quello penale in cui risulta determinante l’immediatezza avviene che dovendo procedere in modo esclusivo attraverso il sistema digitalizzato i difensori non riescono a depositare per tempo la nomina difensiva e ciò mette a repentaglio il rispetto dei termini processuali, i pubblici ministeri non hanno tempestiva contezza delle iniziative della difesa. Il deposito degli atti nel portale non è garantito da idonea certificazione comprovante l’esito positivo delle operazioni. Spesso, intervenuto il deposito della nomina, accade che risulta impossibile accedere al fascicolo”.

Il punto nodale della questione sollevata dall’avvocatura penalista “attiene al più volte sollecitato ripristino delle modalità tradizionali di deposito e consultazione dei fascicoli, mediante l’accesso degli avvocati nelle cancellerie in concomitanza con il nuovo sistema introdotto invece, con palese frettolosità, in regime di esclusività con numerose conseguenze persino di inammissibilità degli atti ove depositati con modalità non rispondenti alle rigide regole introdotte”.

In sostanza, quel che gli avvocati penalisti richiedono è il mantenimento di un doppio regime alternativo di deposito accompagnando il nuovo sistema digitalizzato con le precedenti tradizionali modalità di deposito fino al tempo del funzionamento a pieno regime dei sistemi digitalizzati ed il raggiungimento della perfetta organizzazione dell’attività professionale atteso che il mantenimento in modo esclusivo del nuovo sistema alla prova dei fatti ha inciso inevitabilmente sul corretto esercizio delle prerogative difensive che devono essere sempre garantite, in ossequio ai principi costituzionali”.

“L’astensione dalle udienze - spiega Pasquale Foti - è la reazione alla disattenzione del legislatore alle veementi proteste che le camere territoriali hanno avanzato, evidenziando le numerose problematiche tecniche che necessitano di immediata correzione risultando esse in grado di influenzare in maniera irreparabile l’effettiva difesa del cittadino nel processo penale”.

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