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Nino Spirlì (foto Adriana Sapone)

Nino Spirlì (foto Adriana Sapone)

"Dirò negro e frocio fino all’ultimo dei miei giorni", è bufera dopo le parole choc di Spirlì

Sono le parole del vice presidente leghista della Regione Calabria pronunciate a Catania, nell'ambito della "Pontida del Sud", l'iniziativa promossa a sostegno del suo leader Matteo Salvini

"Userò le parole negro e frocio fino all’ultimo dei miei giorni. Che fanno, mi tagliano la lingua per impedirmelo?". Stanno provocando polemiche le parole pronunciate dal vice presidente della Regione Calabria e assessore alla cultura Nino Spirlì, nel corso della "Pontida del Sud", il dibattito organizzato dalla Lega a Catania, a sostegno del suo leader Matteo Salvini, indagato dalla procura del capoluogo etneo.

Il vicepresidente della Regione Calabria, omosessuale dichiarato, cattolico praticante, si è scagliato contro quella che ha definito "la lobby frocia, che ti impedisce di chiamare le cose col loro vero nome". Il video con il suo discorso ha fatto il giro del web ed è lo stesso Spirlì a pubblicarlo sul suo profilo Facebook.

Inevitabili le reazioni su quello che è diventato il caso Spirlì

La deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni invita Spirlì alle dimissioni. "Non perda altro tempo  afferma- rassegni immediatamente le sue dimissioni e chieda scusa. Nel caso non intendesse farlo, ci pensi la presidente Jole Santelli a revocargli il mandato e a fare mea culpa per aver nominato nella sua giunta un uomo che non ha il senso della misura e, soprattutto, con le sue inqualificabili dichiarazioni getta discredito sulla istituzione che rappresenta". 

"Incommentabile, semplicemente e senza riserve: non ci sono parole per commentare le affermazioni a Catania del vicepresidente della Regione Calabria in quota Lega, Nino Spirlì". E' quanto dichiara il capogruppo del Pd al Consiglio regionale della Calabria, Domenico Bevacqua che aggiunge "di fronte a questa frase non c'è davvero niente da chiarire, niente da interpretare. Io non so come si possa ignorare che le parole sono pietre e che, così come sta accadendo da tempo nel nostro Paese, possono fomentare i peggiori istinti e la peggiore sub cultura della discriminazione". 

"Se un rappresentante delle Istituzioni -cocnlude il capogruppo democrat - avalla il linguaggio dell'odio, significa che c'è molto da meditare sulla selezione della classe dirigente e dovrebbe indurre a riflettere anche la presidente Santelli e la sua maggioranza. Il razzismo non è un'opinione politica: è inaccettabile e confligge con tutti i principi fondanti della nostra Costituzione e del nostro vivere civile".


 

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