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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Debito cancellato, Falcomatà: "Adesso possiamo programmare il futuro della città"

In una conferenza stampa a Palazzo San Giorgio il sindaco e l'assessore Calabrò hanno spiegato le disposizione del "Decreto agosto": fondo perduto da 200 milioni per sanare le casse

Sulla carta d’identità della città di Reggio Calabria c’è una nuova data di nascita: è quella del 13 agosto 2020, giorno in cui il capoluogo di provincia si libera del pesante fardello di un debito monstre che lo teneva sull’orlo del dissesto. Da oggi, infatti, la Città dello Stretto potrà guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Il Governo Conte, infatti, ha messo a disposizione del comune di Reggio Calabria un finanziamento a fondo perduto di 200 milioni di euro per rimettere i conti in ordine.

Per spiegare alla città cosa sia successo in queste ultime ore, il sindaco Giuseppe Falcomatà (nella foto durante il suo intervento) e l’assessore Irene Calabrò hanno tenuto una conferenza stampa presso il salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio. 

“Quella di oggi - ha detto Giuseppe Falcomatà, che ha ringraziato tutti coloro che hanno sostenuto l’amministrazione comunale in questa battaglia - è una giornata importante per il futuro della nostra città. Dal momento in cui ci siamo insediati siamo stati accompagnati da due elementi, da due termini, da due parole che hanno caratterizzato la vita amministrativa e politica della città: il debito e il dissesto. Davanti a questo rischio abbiamo tenuto sempre ben presente le due possibilità di comportamento da parte nostra: dichiarare il dissesto e fare fallire il comune e la città nel suo comparto produttivo oppure comportarsi di fronte allo spettro del dissesto come il buon padre di famiglia”.

Per il primo cittadino di Reggio Calabria, davanti alla situazione di crisi che si stava prefigurando, c’erano due strade da seguire: quella politica o quella amministrativa. Scegliere l’una piuttosto che l’altra portava con se una diversa prospettiva.
“L’approccio politico - ha spiegato Falcomatà - avrebbe significato nessuno beneficio per i cittadini, nessun beneficio per professionisti ed imprenditori, anzi i creditori comune avrebbero avuto ragione dei loro credito in ragione del 40% al massimo di quanto vantato. Eventuali responsabilità di carattere politico amministrativo sarebbero ricadute su chi dissesto lo aveva determinato con la gestione dei bilanci dell’ente e con la gestione della vita della città. Per noi questa non sarebbe stata una vittoria, non sarebbe stata utile una dichiarazione di dissesto scollegata da una possibilità di rilancio della città”.

Invece, la giunta Falcomatà ha fatto prevalere l’agire del buon padre di famiglia. “Perché - ha proseguito il sindaco - eravamo consapevoli che il debito era ed è ingiusto per tutte le persone di Reggio Calabria, ingiusto per i miei figli, per un’intera generazione nata con il peso del macigno del debito, ingiusto per chi paga le tasse pesanti a fronte di servizi che non sono paragonabili ai servizi che vengono offerti.

Dissesto evitato falcomata-2Per Falcomatà, quindi, “La dichiarazione di dissesto non avrebbe minimamente risolto i problemi ma non perché lo dice il sindaco, ma perché lo sottoscrivono tutti coloro con i quali ci siamo confrontati ci dicevano che era inutile il dissesto. Il ragioniere generale dello Stato ha detto che una dichiarazione di dissesto avrebbe portato la città a dichiararlo ancora entro due anni”.

Per evitare il concretizzarsi di questo spettro sono stati tanti i “viaggi della speranza”, organizzati in tempi ristretti, tante le interlocuzioni politiche con chi ha guidato la nazione in questi anni. 

“Adesso - ha detto il sindaco - possiamo dire che i conti tornano, quel debito ingiusto sarà cancellato definitivamente. Il Governo stanzia contributo a fondo perduto di 200 milioni in tre anni: 100 nel 2020, 50 nel 2021 e 50 nel 2022, per consentire di chiudere definitivamente i piani di riequilibrio per avere un bilancio che possa incidere sui tributi locali e con il quale si possa programmare il futuro della nostra città”.

Nuova liquidità che sarà determinante per riprogettare il futuro della città. “Nuova liquidità - ha spiegato Falcomatà - che sarà svincolata per la casse comunali, cosa che libera energie senza produrre indebitamento e ci consente di essere in linea con i pagamenti nei confronti dei nostri creditori e di fare quelle cose che ad oggi avevamo difficoltà a fare, come: la stabilizzazione degli Lsu, i concorsi e per terminare assunzioni nelle nostre società per garantire i servizi”.

Nel chiudere i conti con il suo passato, ancora, Reggio Calabria è riuscita a chiarire l’intricata partita del debito idropotabile che “era arrivato a maturare cifre esorbitanti, prossime agli 80 milioni di euro, era qualcosa di etereo, di irraggiungibile”. In questo caso la partita verrà chiusa con una transazione di circa 60 milioni di euro. 

Dissesto evitato calabro-2All’assessore Irene Calabrò (nella foto) è toccato un intervento più tecnico, ma la giovane amministratrice comunale non ha trascurato l’aspetto politico. “In questi anni - ha detto - ci avevano raccontato che il piano di riequilibrio dei commissari era il futuro della città, ebbene così non sarà perché per risolvere questo problema, per liberare la città da questo macigno ci abbiamo messo la testa ed il cuore”.

Il collegamento con Nicola Zingaretti, Segretario nazionale del Pd e governatore del Lazio, ha chiuso la conferenza stampa di Palazzo San Giorgio. Da Roma, Zingaretti ha posto l’accento sulla battaglia di Giuseppe Falcomatà “che si è battuto come un leone per difendere il futuro di Reggio Calabria, non guardando in faccia nessuno”.

Nell’annunciare il suo prossimo ritorno a Reggio Calabria, infine, Nicola Zingaretti ha detto: “Dobbiamo ora lavorare perché il Sud, tutta l’Italia sia cosciente dei finanziamenti che stanno arrivando dall’Europa per favorire la rinascita della nazione e Reggio Calabria sarà parte di questa ripartenza. Noi, adesso, abbiamo chiare le nostre priorità: “ la scuola, il corretto investimento dei fondi europei e loro sfruttamento per creare lavoro vero e la cura della sanità”.

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