Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Le casse comunali preoccupano "Reggio Attiva", chiesta operazione verità al sindaco

Con il Decreto "Semplificazioni" i Governo ha fissato al giugno del prossimo anno la scadenza della moratoria per i Comuni in difficoltà economica ma il dissesto appare dietro l'angolo

Palazzo San Giorgio

La situazione delle casse comunali, con il rischio default sempre dietro l’angolo, preoccupa i vertici di “Reggio Attiva” che, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale numero 115/2020 e in vista delle ormai prossime elezioni comunali, chiede lumi al sindaco Giuseppe Falcomatà e alla sua squadra di governo.

“Noi di Reggio Attiva - si legge in una nota stampa - condividiamo la richiesta di un urgente provvedimento legislativo chiarificatore e risolutore delle problematiche ricorrenti. Il governo sensibile al grido d’allarme ha deciso nel decreto semplificazione la sospensione fino al giugno 2021, a causa dei disagi patiti dagli enti locali per l’emergenza sanitaria da Covid, di tutte le procedure di riequilibrio finanziario. A seguito di ciò l’esito del giudizio 686/SR, la cui udienza si è tenuta il primo luglio per videoconferenza avanti le sezioni riunite della Corte dei Conti sarà sospeso!”. 

Reggio Attiva aspetta “con ansia di conoscere l’esito della sentenza, anche se la stessa nn produrrà effetti per la “moratoria “decisa dal governo che sospende le procedure in corso e qualsiasi procedura di controllo da parte delle competenti sezioni regionali della Corte dei conti”.

“In questo scenario di scadimento delle garanzie costituzionali - si legge ancora nella nota - è più che mai importante richiamare il principio che la Corte Costituzionale ha ribadito nella recente sentenza: il bilancio è un bene pubblico. Ne discende la responsabilità per chi amministra e il dovere inderogabile degli stessi di sottoporsi al giudizio finale della collettività riguardante il confronto tra il programmato e il realizzato”.

Poiché le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale della nostra città sono prossime, e la moratoria decisa dal governo fino al 30 giugno 2021 “consente di eludere il giudizio/controllo della Corte dei Conti, dovrebbe essere sensibilità istituzionale del sindaco e della giunta comunale tutta, di fare chiarezza! In applicazione della normativa vigente, in nome della legalità e trasparenza a loro molto cara sarebbe cosa buona e giusta sottoporsi al giudizio dei reggini rendendo noti l’ammontare dell’attuale disavanzo e il progressivo incremento o decremento che si è determinato durante il mandato amministrativo che ricordiamo ha avuto inizio nell’ottobre del 2014 e si concluderà nel settembre di quest’anno”.

Per Reggio Attiva "il rischio di dover dichiarare il dissesto è scongiurato fino al 30 giugno 2021 e sono sospese anche le conseguenti responsabilità che ne sarebbero derivate a carico degli amministratori! Reggio Attiva, teme che la scelta dell’attuale amministrazione, sarà quella di mettere sotto il tappeto la polvere, omettendo di fare chiarezza e lasciando in eredità alla nuova amministrazione il peso di una massa debitoria e le conseguenti scelte obbligate. Sapere quando andare via è saggezza. Essere in grado di farlo è coraggio. Andare via a testa alta è dignità”.

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