L'anticipazione

Dogman torna al cinema e Marcello Fonte guarda ancora a Cannes

Il film di Garrone con l'attore reggino Palma d'oro presenta una nuova versione extended e nel futuro di Fonte c'è un altro progetto importante

Si ritorna sempre dove si è stati bene, e Matteo Garrone lo fa immergendosi nelle atmosfere cupe ma profondamente umane di "Dogman". Considerato uno dei lavori più intensi del regista romano, il film che assegnò la Palma d'oro all'attore Marcello Fonte è tornato ieri nelle sale cinematografiche, presentando una extended version con scene inedite. 

Il reggino Fonte, che si trova in questi giorni a Roma, lo ha rivisto in una proiezione privata e commenta: "E' stata una grande emozione ritrovarmi sullo schermo in quel ruolo, e anche parlarne con gli altri spettatori e capire che l'impatto che suscita quel film è sempre fortissimo, anche a distanza di quasi sette anni". 

A Reggio, città dell'attore protagonista, sarà nelle sale dal 4 luglio

Coprodotto da Archimede e Le Pacte con Rai Cinema e distribuito da 01, l'uscita ufficiale di questo director's cut era il 27 luglio, ma proprio nella città del protagonista il film arriverà in ritardo, cioè dal prossimo 4 luglio. "Davvero? Ma l'importante - ci dice Fonte - è che ci sia, e mi dispiace non esserci perché in quella data sarò sul set... altrimenti sarei venuto a vederlo di nuovo anche al cinema a Reggio". 

Dogman, oltre alla Palma per Marcello Fonte, ha vinto sette Nastri d'Argento e nove David di Donatello, inoltre ha avuto una candidatura ai Bafta e tre premi agli European Film Awards. Annunciando la nuova release, Garrone aveva detto di considerare l'opera finalmente completa. Il film del 2018, diventato ormai un titolo classico, è disponibile su varie piattaforme, tra cui RaiPlay, e per questo la nuova versione è soprattutto un'opportunità per riportare sul grande schermo quella cruda e oscura storia, ispirata a un personaggio reale.

Una scena di Dogman (foto 01 Distribution)

Il Marcello cinematografico è infatti l'alter ego di Pietro De Negri, toelettatore di cani romano soprannominato Er Canaro, che nel 1988 divenne il mostro in prima pagina dopo il brutale omicidio di Giancarlo Ricci, ex pugile attivo nella microcriminalità capitolina di quegli anni. Inizialmente pensato per Roberto Benigni, il personaggio del Canaro va a Fonte dopo il rifiuto dell'artista toscano: ed è un benevolo gioco del destino, perché la deviazione dall'idea originale di Garrone si rivela provvidenziale, mettendo su quella strada l'attore reggino, assolutamente perfetto per fisicità e interpretazione. Nonostante la crudezza del racconto e lo sfondo di una periferia dura e senza filtri, il film riesce ad emanare una surreale poesia underground. Il merito è di Fonte, che nella contrapposizione con l'antagonista (Simoncino, ovvero Edoardo Pesce) appare mite, fiducioso e fedele ai valori in cui crede. Come nel rapporto con i cani, per lui l'amicizia è sacra e il tradimento subìto scatena una rabbia cieca, fino alla vendetta che sullo schermo si trasforma in una tragica lotta tra bene e male. 

Garrone, reduce dalla delusione agli Oscar con "Io capitano" (ripagata dai David e ieri anche dai sette premi ai Nastri d'argento del Sngci), fa ora rivivere questa sua creatura prediletta, e a proposito di Academy è un po' un cerchio che si chiude: anche Dogman nel 2019 era stato proposto per rappresentare l'Italia nella corsa alla mitica statuetta ma non era poi riuscito ad arrivare alla preselezione.

I progetti di Fonte, dal Don Chisciotte a un lavoro top secret con un grande regista

Per Marcello Fonte il ritorno nelle sale del film che ha segnato la realizzazione del suo sogno di carriera cinematografica, segnalandolo a critica e registi internazionali, corona un momento ricco di impegni e soddisfazioni. Ha appena finito di girare, nella provincia cosentina, il Don Chisciotte di Fabio Segatori ("bellissima esperienza accanto ad Alessio Boni", dice), e continua a condividere pensieri e ricordi portando in giro il suo libro biografico "Notti stellate" scritto insieme a Paolo Tripodi e Giuliano Miniati (a luglio sarà a Polistena e Taurianova). 

Già nelle prossime settimane inizierà nuove riprese, di cui non può dire nulla. E top secret sono anche due progetti molto importanti, uno dei quali potrebbe portarlo nuovamente a Cannes, dove l'attore reggino guadagnò la Palma d'oro. "Si tratta di un film con un grande regista ma non posso aggiungere altro...". Qualche anno fa, dopo "Aspromonte", in un'intervista Fonte aveva parlato dell'ipotesi di una nuova collaborazione con Mimmo Calopresti, uno che a Cannes è di casa. Non sappiamo se sarà proprio il regista di Polistena (che a settembre finalmente uscirà nelle sale con Gianni Versace L'imperatore dei sogni) a far tornare Marcello Fonte sulla Croisette, ma l'attore cresciuto ad Archi lascia intendere che il futuro riserva belle sorprese. Per il suo lavoro e anche per la comunità reggina del suo quartiere, che lo sostiene e a cui resta molto legato. 

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