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Domenica, 25 Febbraio 2024
Il lutto / Ravagnese

Il dolore di Reggio per Giovanna, che sognava di entrare nell'Arma

Tanti i messaggi per ricordare la ventunenne che ha perso la vita sulla A1 mentre rientrava dal concorso per carabinieri

Non si spegne l'ondata di cordoglio per Giovanna Brancati, la ventunenne di Ravagnese morta sull'autostrada A1 in un tragico incidente stradale, mentre sabato scorso si trovava in viaggio con il padre, che guidava il veicolo ed è rimasto ferito.

La giovane lascia un vuoto non soltanto nei familiari che l'hanno persa ma anche nei tanti amici che oggi la ricordano sui social. Tanti sono i messaggi delle compagne della sua scuola da cui era uscita pochi anni fa, il liceo delle scienze umane Tommaso Gulli: docenti ed ex allievi la descrivono come una ragazza bella, dolce, volenterosa e con cui era piacevole trascorrere insieme i momenti spensierati di quell'età.

Aveva scelto una strada di servizio alla comunità, il lavoro nell'Arma dei carabinieri e negli ultimi mesi si era preparata per le prove del concorso che si sta svolgendo. Per quel motivo era partita accompagnata dal padre e sulla strada di ritorno a casa, all'altezza di Frosinone, il mezzo su cui i due viaggiavano, pare dopo uno scontro, come riporta FosinoneToday e per cause ancora da accertare, si è ribaltato finendo contro il guardrail, un impatto a cui Giovanna non è sopravvissuta. 

Un bellissimo post che racconta chi era la ventunenne di Ravagnese ha voluto lasciarlo su Facebook il sacerdote Paolo Ielo, già parroco di Saline e oggi a Condera, che era stato docente di religione di Giovanna e aveva mantenuto con lei un rapporto di amicizia. Ricordando un messaggio ricevuto dalla giovane pochi giorni fa, scrive don Paolo: "Prof come va, è da tanto che non ci sentiamo non ci vediamo, siete un poveraccio… come amavi affettuosamente chiamarmi… Sempre piena di gioia e di grandi sorrisi, era lei Gió, sin da quando io giovane professore lei alunna ci siamo incontrati nel nostro liceo".

Continua nel cordoglio il sacerdote: "Oggi Reggio non piange, come ho letto in tanti post, perché questa non è una notizia di cronaca, ma come dice la canzone 'come sia facile morire…questo non è l’inferno'. L’inferno è l'infelicita dell’uomo che lo crea, invece tu sei stata sempre un canto alla vita in ogni suo istante, sempre felice e gioiosa. Oggi Reggio fa silenzio, il silenzio della vita che dice grazie, il silenzio della sua famiglia, degli amici, delle compagne, dei suoi professori. Il silenzio che ha conosciuto la bellezza di un capolavoro che Dio ci ha dato, questa è l'unica parola davanti a questa immane tragedia".

Descrivendo la giovane come insegnante, dice ancora don Paolo: "Dico solo che Giovanna era un armonioso canto alla vita, 21 anni che hanno lasciato un segno indelebile. Era una donna che credeva nei suoi sogni, come quella di vestire la divisa dell’Arma e per questo era su quella strada che da Roma tornava in Calabria, per quel concorso per cui si era preparata ed aveva affrontato. Una donna forte e tenace, e ha dato la sua vita proprio come fanno nel loro lavoro i carabinieri, che vivono ogni giorno questa consapevolezza". Conclude il parroco e docente: "Assieme alle mie colleghe oggi diciamo grazie a Dio per averci permesso di incontrarti, incontrare la tua bellezza interiore, la tua forza d’animo, il tuo sorriso che ci hai insegnato ad amare senza condizione alcun. Gió, grazie".

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