Emergenza Coronavirus, verso il Dpcm del 15 ottobre: i nuovi divieti e il coprifuoco alle 23

Tra le ipotesi, stop a feste e nozze con molti invitati e alle manifestazioni pubbliche. Incentivi allo smart working. E un'alternativa per i locali: chiusura anticipata o divieto di stare in piedi fuori dagli esercizi

Il premier Conte (foto Ansa)

Nuovi casi in crescita e focolai in quasi tutte le regioni, compresa la Calabria. L'allerta per un'emergenza sanitaria da placcare ha portato il governo a studiare nuove limitazioni per il contenimento e la diffusione del nemico invisibile anche se il premier Giuseppe Conte esclude un nuovo lockdown nazionale.

Il nuovo e più corposo Dpcm in preparazione per il 15 ottobre 2020, secondo le prime indiscrezioni, dovrebbe contenere uno stop alle feste e alle nozze con molti invitati, la raccomandazione per le aziende a incentivare lo smart working e, secondo alcune ipotesi, anche un coprifuoco alle 23 per i locali pubblici. 

Convocata una riunione urgente

Gli esperti del Comitato tecnico-scientifico e il ministro della Salute Roberto Speranza, intanto, si incontreranno domani, domenica 11 ottobre, in una riunione urgente in cui sarà valutata la situazione e la possibilità di adottare misure più restrittive nel nuovo Dpcm per fermare l'incremento dei contagi di Coronavirus in crescita esponenziale in questi ultimi giorni.

Dpcm 15 ottobre: cosa potrebbe cambiare

A parlare del coprifuoco è la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa in un'intervista a La Stampa, dove però tende ad escludere la possibilità di chiudere i confini tra regioni per fermare il contagio, come prefigurato per Campania e Lazio a causa dei tanti pendolari che si spostano ogni mattina per lavorare:

"Sarebbe una misura pesante dal punto di vista economico e andrebbero valutati gli eventuali benefici che ne trarremmo in termini di calo dei contagi. Ma una stretta sulle misure anti-Covid sarà necessaria. Si dovrebbero ripensare, ad esempio, i provvedimenti adottati per i trasporti".

Ma è proprio Zampa che prefigura il coprifuoco alle 23 per i locali pubblici: "Immagino si possa pensare a restrizioni orarie, ne devo ancora parlare con il mio ministero, ma se arriverà un coprifuoco alle 23 per i locali e i ristoranti, sono certa che il governo l’accompagnerà a misure di sostegno per le attività interessate".

La sottosegretaria propone anche di introdurre nuovi obblighi per i trasporti pubblici, come usare guanti monouso a bordo dei mezzi, aumentando il ritmo delle sanificazioni del mezzo, più volte al giorno, perché non basta una volta sola. In alternativa, si può abbassare il limite massimo della capienza al 50%. Anche in questo caso andrebbe comunque aumentato il ritmo delle sanificazioni. Mentre sono cinque le regioni a rischio lockdown: Sicilia, Lombardia, Piemonte, Campania e Basilicata. 

Stop a feste e nozze, vietato stare in piedi nei locali

Si prepara comunque una serie di strette sui ricevimenti privati che prevedono:

  • Il divieto per tutte quelle che si svolgono in luoghi o locali pubblici;
  • L'ok alle cerimonie matrimoniali e funebri soltanto con un numero limitato di invitati;
  • Abbassare a un massimo ben circoscritto (si ragiona intorno a dieci) le feste private

Il governo non sembra essere consapevole però del fatto che una legge è valida se è possibile anche farla rispettare e in questo caso controllare case private alla ricerca di assembramenti in numero superiore a dieci casa per casa sembra un'impresa complicata. Più semplice sembra invece far rispettare i divieti a stare in piedi e ad assembrarsi fuori dai locali: anche questa norma è allo studio, come spiega oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera.

Nel Dpcm si sta pensando di inserire una norma che vieti la sosta di fronte ai locali. Secondo questa regola si potrà entrare nelle sale o rimanere all’aperto, purché si stia seduti al tavolo e si garantisca il distanziamento tra le persone. Se non c’è posto si deve andare via. Non si potrà stare in piedi all’aperto come accade in piazze e strade soprattutto la sera. E questo vale anche per i gruppi di giovani che si riuniscono nei parchi o in altri luoghi, anche se isolati

La norma è pensata come alternativa al coprifuoco delle 23 e sicuramente sarebbe preferita dagli esercenti. Il Corriere aggiunge anche che sul tavolo del premier Conte c’è un nuovo studio coordinato dal ministero della Salute che disegna gli scenari di rischio e indica le misure da prendere rispetto alle varie fasi dell’epidemia e che dedica un intero capitolo alla trasmissione del virus all’interno di uffici e fabbriche e mette in guardia dai rischi.

Scrivono gli esperti: "I luoghi di lavoro si sono dimostrati fin dalla fase acuta un importante serbatoio di infezioni, non solo in ambienti a rischio specifico, come quello sanitario, ma anche in contesti che, in Italia e non solo, sono stati caratterizzati da cluster anche di notevoli dimensioni, ad esempio nel settore agroalimentare (aziende agricole, trasformazione delle carni, mercati) e in quello delle spedizioni mediante corriere. Inoltre, la ripresa delle attività lavorative in presenza, anche se in percentuali variabili a seconda dei settori, potrebbe contribuire alla attivazione di ulteriori focolai epidemici".

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Fonte: Today.it

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