Nuovo Dpcm anti Covid in un'Italia divisa in 3: la Calabria verso il lockdown totale?

Le regioni in attesa del nuovo provvedimento del premier Conte. La Calabria potrebbe divenire "zona rossa" a causa del sistema sanitario in sofferenza

Conte e Mattarella (foto Ansa)

La Calabria insieme al Piemonte e alla Lombardia sono le tre regioni che rischiano il lockdown totale con il nuovo Dpcm che il premier Giuseppe Conte dovrebbe varare entro oggi, martedì 3 novembre. Uno dei punti in sospeso del provvedimento è l'orario del coprifuoco, per il quale sono in ballo orari che vanno dalle 20 alle 23 anche se il premier uscendo ieri dal Senato ha parlato di "tarda serata". 

Nel nuovo provvedimento ci sarà una cornice nazionale, con interventi validi in tutta Italia, e misure per i singoli territori, con il Paese diviso in 3 fasce che corrispondono ad altrettanti scenari di rischio individuati con criteri "scientifici e oggettivi" approvati dall'Istituto superiore di sanità: più è alta la diffusione del virus, più è in sofferenza il sistema sanitario, maggiori saranno le restrizioni. L'agenzia di stampa Ansa ha spiegato ieri che sono in ballo sette tipi di interventi che riguarderanno tutto il paese: 

  • la chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali, ad eccezione delle attività essenziali presenti all'interno (farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabacchi e edicole);
  • la chiusura dei 'corner' adibiti alle attività di scommesse e giochi ovunque siano collocati, dunque stop alle slot machine nei bar e dai tabaccai;
  • la chiusura di tutti i musei e di tutte le mostre;
  • la riduzione della capacità di riempimento di bus e metropolitane del traporto pubblico locale con la capienza che passa dall'80% al 50%, una misura chiesta da mesi dal Comitato tecnico scientifico per ridurre la diffusione del contagio;
  • la didattica a distanza al 100% per le scuole di secondo grado, dunque per le superiori, anche se la formula utilizzata dal premier in Parlamento - "anche integralmente" - non chiarisce se si tratti di un obbligo o di una scelta lasciata agli istituti. Scuola dell'infanzia, elementari e medie continueranno invece ad essere in presenza, salvo che si trovino nelle aree in cui scatteranno ulteriori limitazioni a causa di un livello di rischio più alto;
  •  il limite agli spostamenti da e per quelle regioni che hanno elevati coefficienti di rischio, che potrà essere derogato solo per comprovate esigenze lavorative, motivi di studio, salute e necessità;
  • il coprifuoco

Lo Scenario 4

All'interno di questa cornice di interventi, e anche se l'ordinanza che disporrà il lockdown totale dovrà essere firmata successivamente al varo del Dpcm dal ministro della Salute Roberto Speranza, nella prima fascia ci saranno le Regioni considerate a "rischio più alto", dunque quelle dove la situazione è compatibile a quella ipotizzata nello 'scenario 4' del documento dell'Iss: un Rt sopra l'1,5 e una "trasmissibilità non controllata" del Covid.

Le regioni a rischio chiusura

Con i dati attuali ci finirebbero il Piemonte, la Lombardia - entrambi con Rt sopra il 2 - e la Calabria ma la situazione potrebbe cambiare: nelle prossime ore saranno disponibili i dati aggiornati del monitoraggio, con il Cts che si riunirà per analizzarli in modo da consegnare al governo la fotografia più attuale della situazione epidemiologica in Italia. È questa la fascia in cui sono previste le misure più restrittive: dai lockdown locali a livello provinciale per almeno 3 settimane alla limitazione della mobilità individuale fino alla chiusura dell'intera Regione ad eccezione delle attività essenziali.

In questa ottica il piano per le regioni nello Scenario 4 prevede per ora: 

  • chiusure per centri commerciali sabato e domenica ma al loro interno resteranno aperte le attività essenziali mentre chiuderanno le attività di scommesse, le lotterie e le sale giochi così come i musei; in discussione ci sono i provvedimenti per ristoranti, barbieri, parrucchieri ed estetisti;
  • limitazione al 50% della capienza per i trasporti pubblici;
  • possibili limitazioni agli spostamenti tra comuni;
  • coprifuoco alle ore 21 e non alle ore 23;

La logica di quest'ultima regola la spiega oggi Il Fatto Quotidiano: ci saranno “limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda”, come ha detto ieri Giuseppe Conte in Parlamento: il compromesso sembra attestarsi alle 21 – anche se Palazzo Chigi ancora spinge per portarlo alle 22 – e ha una ragione ben precisa.

Bisogna evitare che, con i ristoranti chiusi, le persone si ritrovino a cena nelle case di amici e parenti. Il contagio domiciliare, come noto, è al momento la forma più frequente di diffusione del virus e vanno messe al bando tutte quelle situazioni di socialità in cui la mascherina scende e il distanziamento pure.

Resta fuori per ora la scuola, nel senso che anche nel resto d'Italia il governo pensa di portare la Didattica a distanza al 100% a partire dalle scuole superiori. Ma c'è ancora uno spiraglio per lasciare a casa anche i ragazzi delle terze medie. 

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