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Un sequestro di droga

Un sequestro di droga

Assolto a Palermo calabrese ritenuto fornitore di una banda di spacciatori

Bruno Cicciarello era stato coinvolto nell'operazione "Dead dog" e la Procura aveva chiesto una condanna a 4 anni di carcere, gli investigatori avevano bloccato un traffico di cocaina tra Lombardia, Calabria, Palermo e altre città dell'Isola

La droga - un chilo di cocaina - non è mai stata trovata, ma Bruno Cicciarello, calabrese d'origine, è finito sotto processo con l'accusa di essere uno dei fornitori di una banda di spacciatori della zona di largo Medaglie d'Oro, sgominata a marzo del 2017 dalla squadra mobile. Adesso il giudice della quinta sezione del tribunale monocratico, Ivana Vassallo, ha deciso di assolvere l'imputato, condividendo le tesi della difesa, rappresentata dall'avvocato Salvatore Ferrante. La Procura aveva chiesto una condanna a 4 anni di carcere.

Cicciarello era stato coinvolto nell'operazione "Dead dog", così denominata perché quando gli affari con la droga andavano male, gli arrestati erano soliti ripetere "muriu u cani". Gli investigatori avevano bloccato un traffico di cocaina tra Lombardia, Calabria, Palermo e altre città dell'Isola. In manette erano finiti i palermitani Salvatore Ficarotta, Omar Ribaudo, Luciano Virzì, Paolo Rizzo e Francesco Graffeo. Per loro, che sono stati processati con il rito abbreviato, le condanne sono diventate ormai definitive. Se in primo grado aveva retto anche l'accusa di associazione a delinquere, che aveva determinato pene pesanti, in appello il reato era stato ritenuto insussistente.

Cicciarello aveva invece scelto l'ordinario. Come è stato ricostruito durante le indagini, l'imputato sarebbe venuto in tutto 4 volte dalla Calabria a Palermo. In tre casi era stato fermato dalla polizia, controllato e perquisito, senza che venisse trovato neppure un grammo di droga. Per la Procura, però, il chilo di cocaina sarebbe stato trasportato proprio nell'unica occasione in cui Cicciarello non era stato perquisito. E a dimostrarlo - almeno secondo il pubblico ministero - ci sarebbero state una serie di intercettazioni tra Ribaudo e Ficarotta in cui si dicevano preoccupati per i continui controlli a cui veniva sottoposto Cicciarello.

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