Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Edilizia, la FenealUil chiede maggiore formazione per gli operai

Per il segretario generale Maria Elena Senese è determinante che la Regione finanzi i corsi presso le scuole edili

“Nella Calabria dei paradossi ce n’è uno che risulta particolarmente inaccettabile e riguarda il mondo dell’edilizia: uno dei settori trainanti, se non il settore trainante dell’economia calabrese che, nonostante i vividi segnali di ripresa rischia di essere frenato e di  perdere cosi le occasioni di prospettiva offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dalle provvidenze messe in campo dallo Stato come quelle previste nella normativa del superbonus”. A parlare è Maria Elena Senese, segretario generale della FenealUil Calabria.

“Perché? Presto detto - spiega Maria Elena Senese - per il fatto che, nonostante gli investimenti crescano e con essi la domanda di lavoro, le imprese calabresi non riescono a reperire manodopera specializzata. Questa carenza, poi, sottende il rischio che i cantieri possano essere invasi da lavoratori non qualificati e pronti ad accettare qualsiasi tipo di contratto, tranne quello edile, pur di lavorare. Cosa bisogna fare quindi. Bisogna, necessariamente, puntare sulla formazione professionale attraverso il sistema bilaterale, attraverso gli enti scuola edili”.

Per il segretario generale della FenealUil Calabria:  “Occorre un massiccio ricorso alla formazione, con un piano che preveda come punto di partenza di una nuova cultura del lavoro già dalla scuola dell’obbligo, offrendo alle ragazze ed ai ragazzi informazioni utili all’inserimento maturo e cosciente nel mondo del lavoro. Non bisogna mai dimenticare, infatti, che accanto all’aggiornamento professionale per gli operai e i tecnici, in una concezione di formazione continua, ogni scuola edile svolge corsi di ingresso in cantiere, corsi per l’avviamento al lavoro, corsi per la sicurezza e formazione professionalizzante a carattere integrativo”.

Gli enti scuola, ricorda in fine Maria Elena Senese, “sono accreditati presso la regione per i servizi di istruzione e formazione professionale e per i servizi al lavoro. Gli strumenti per una corretta formazione professionale ci sono, basterebbe che chi gestisce la cosa pubblica in Calabria decidesse di sostenere finanziariamente queste esperienze professionali e, così facendo, compartecipare ai costi della formazione, creare un nuovo bacino di operai altamente professionalizzati e riscrivere il presente ed il futuro di un settore, quello edile, che da sempre è stato motore trainante dell’economia regionale”.

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