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Da sinistra: Liotti, Megale e Cipriano

Da sinistra: Liotti, Megale e Cipriano

Quei certificati elettorali in mano ad una sola persona, ecco la genesi dell'indagine

L'intuito di due agenti della Polizia, di servizio presso uno dei tanti seggi elettorali, ha dato il via all'inchiesta che potrebbe allargarsi a macchia d'olio. Il questore: "Giornata triste ma la città ha gli anticorpi per reagire", al voto anche un residente in un altro continente

Un’indagine nata per caso, o meglio grazie all’intuizione di due agenti della Polizia di Stato in servizio presso uno dei seggi allestiti per lo svolgimento del turno elettorale di settembre, ha scoperchiato il vaso di Pandora dei brogli elettorali in salsa reggina. Un vaso dal quale potrebbero uscire ulteriori novità investigative che potrebbero portare ad allargare la platea dei soggetti sotto indagine.

L’inchiesta, che ha portato all’arresto del consigliere comunale di centrosinistra Antonino Castorina e del presidente di seggio Carmelo Giustra e vede diversi altre persone iscritte nel registro degli indagati, promette di aprire nuovi squarci su quella che il questore Bruno Megale non ha stentato a definire “una giornata triste che rischia di minare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni democratiche che, allo stesso tempo, ci dice che la città ha gli anticorpi giusti per reagire”.

Ma cosa hanno notato i solerti agenti della Polizia. L’anomalia che ha fatto accendere i riflettori di investigatori ed inquirenti è stata la presenza sospetta di un soggetto presso un seggio elettorale con in mano diversi duplicati di certificati elettorali riferiti a sezioni diverse da quella davanti alla quale era stato notato aggirarsi.

Questa intuizione ha portato allo sviluppo dell’indagine che si è basata sull’analisi di un’enorme mole di documenti, riscontrata con l’incrocio dei dati e la raccolta delle testimonianze di diversi cittadini reggini, soprattutto anziani.

Per la Digos, infatti, sono stati emessi un numero di duplicati di certificati elettorali davvero impressionante, soprattutto riferibili a soggetti anziani o deceduti addirittura nel 2018 o pochi giorni prima del voto ma anche a soggetti residenti in altri continenti da diversi anni.

L’attenzione degli investigatori si è concentrata su Antonino Castorina. Il consigliere comunale di maggioranza, per il quale sarà avviato l’iter prefettizio per valutare la sua eventuale sospensione dalla carica, aveva richiesto ed ottenuto personalmente - come sottolineato dal procuratore Giovanni Bombardieri in conferenza stampa - “un numero rilevantissimo di duplicati di certificati: 280 su 320 certificati rilasciati da ufficio Santa Caterina”. “Si è fatta incetta di certificati elettorali illecitamente - ha detto il procuratore reggino - e illecitamente sono stati utilizzati, dati si riferisce al primo turno e non abbiamo dati riferibili al secondo turno”.

Dai controlli effettuati su cento certificati elettorali sarebbe emerso che tutti i soggetti non avevano mai rilasciato procura o dichiarato smarrimento del loro certificato elettorale e, soprattutto, non si erano mai recati a votare.

Con un canovaccio comune a tutti i contesti analizzati, tali tessere venivano annotate sui registri elettorali, associate a cittadini censiti all’atto del voto con, il più delle volte, l’attestazione della identificazione del cittadino la modalità “per conoscenza personale”.

Le indagini degli uomini della Digos, guidati da Nicodemo Liotti, si sono concentrate sul voto al primo turno, quello del 20 e 21 settembre scorsi e hanno messo in evidenza anche un altro spaccato fuori norma in tutto il contesto elettorale: quello della gestione delle sostituzioni dei presidenti di seggio da parte della politica.

Gli investigatori, anche in questo caso, hanno evidenziato l’impegno di Antonino Castorina Castorina nel “provvedere alla nomina dei presidenti di seggio inizialmente facendo riferimento ad atto di delega a firma del sindaco e dopo con una procedura ratificata dallo stesso sindaco a poche ore dal voto”.

In questo giro di sostituzioni è entrato anche Carmelo Giustra, il presidente di seggio finito ai domiciliari insieme al consigliere comunale di maggioranza. Giustra e Castorina, secondo quanto verificato dagli investigatori, si sarebbero recati insieme presso il seggio 172 - quello del quartiere Archi Cep IV - per la sostituzione del presidente ma, davanti alla presenza della sostituta indicata, Giustra sarebbe stato dirottato verso la gestione del seggio 184: quello del quartiere Cep III.

“Quella venuta alla luce - ha chiosato il procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni - non è questione estemporanea ma meccanismo preordinato da tempo, che vede la nomina di presidenti di seggio compiacenti ed una mole enorme di errori sui documenti”.

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