Cronaca

Comunali, l'annuncio di Minicuci: "Consiglieri di minoranza pronti alle dimissioni"

Dopo la vicenda dell'arresto di Castorina, il consigliere di minoranza e già candidato sindaco di Reggio Calabria incalza: "Falcomatà non si nasconda"

Nino Minicuci

"Grazie alle torbide manovre orchestrate da elementi di rilievo del Partito Democratico, a Reggio Calabria la realtà si ispira tristemente alla fantasia. Da diversi giorni infatti sui social network è diventato virale il video tratto dal film di Antonio Albanese, con il comico che nei panni di Cetto La Qualunque accompagna una donna anziana moribonda al seggio elettorale, ‘ancora calda’.

Se nel film la sequenza può strappare un sorriso, in tutti i reggini non può che suscitare rabbia e sgomento". E' il commento di Antonino Minicuci, consigliere di minoranza, già candidato sindaco di Reggio Calabria che incalza: "Su un aspetto in particolare vorrei porre l’attenzione, aspetto forse non considerato in questi giorni.

Nessuno ha parlato dei familiari e dei parenti delle persone (defunte o bloccate in casa) che secondo le indagini sono risultate regolarmente tra i votanti. Proviamo a metterci nei loro panni, a pensare a che tipo di violenza psicologica sono stati costretti, all’umiliazione provata nel vedere i propri cari spogliati da ogni dignità. Non c’è alcuna volontà di fare retorica o facile sentimentalismo, ma una sincera amarezza nel vedere come sono stati trattati i reggini alle ultime elezioni comunali". 

"A loro, - continua Minicuci - a nome personale e credo anche di tutta la minoranza in sede di consiglio comunale, porgo le mie scuse. Che strano partito il Pd, giustizialista a corrente alternata. Garantista con i suoi e feroce con tutti gli altri. La legge, per il Partito democratico, si interpreta per gli amici e si applica per tutti gli altri". 

"L’ultima conferma è arrivata in questi giorni: a Reggio Calabria gli organi inquirenti hanno scoperchiato un verminaio che vede implicati uomini di spicco del partito di Zingaretti. Antonino Castorina infatti è capogruppo consiliare del Partito Democratico nonché membro della direzione nazionale del PD, su richiesta del procuratore Bombardieri e del procuratore aggiunto Dominijanni è stato posto agli arresti domiciliari, al pari del presidente di seggio Carmelo Giustra.

“Alle elezioni comunali di Reggio Calabria hanno votato anche morti”, a dirlo è il presidente della commissione parlamentare Antimafia Nicola Morra. Infatti, oltre agli anziani che avrebbero votato a loro insaputa vi sono pure (almeno sino al momento) 4 defunti. Evidentemente talmente estimatori di Castorina e di Falcomatà da essere tornati dall'oltretomba per indicare le proprie preferenze". 

Minicuci sorvola "per il momento sul meccanismo perverso messo in atto dai due arrestati, ai quali tuttavia va riconosciuto l'indubbio merito di aver agevolato al massimo lo sforzo fisico necessario per recarsi al seggio e quello mentale per decidere a chi destinare il proprio voto. Il Partito Democratico su questa vicenda ha messo le mani avanti, affermando che non si tratta di un'inchiesta sulle elezioni ma solo su Castorina e Giustra.

Dichiarazione paradossale, come a voler dire che Castorina e Giustra avessero operato in modo illegale per truccare una partita di calcio, non le elezioni comunali reggine e non in favore del Pd stesso. Non è mancato nemmeno il rimbrotto nei confronti della minoranza, colpevole di ‘voler strumentalizzare’ la vicenda.

Forse per il Pd il rispetto delle basilari regole democratiche significa speculare? Forse per il Pd vedere l’uomo di maggior spicco in Consiglio comunale, primo eletto tra le fila del centrosinistra e vicinissimo politicamente al sindaco Falcomatà (quest’ultimo le cui firme sono servite per notificare la nomina di circa 70 presidente di seggio) agli arresti domiciliari con l’accusa di aver falsato le operazioni di voto in diverse sezioni elettorali, significa voler strumentalizzare la vicenda?"

Infine il consigliere di minoranza, "ritenendo inaccettabile quanto accaduto e ritenendo l’attuale maggioranza in sede di consiglio comunale del tutto (auto)privata di qualsivoglia credibilità, il sottoscritto e tutti i consiglieri di minoranza sono pronti a rassegnare le dimissioni in gruppo. Per senso di responsabilità e di dovere, lo stesso passo chiediamo ai consiglieri di maggioranza.

Basta con questo imbarazzante circo, c’è un limite sopportabile rispetto ai furti di democrazia e agli imbrogli orchestrati alle spalle di avversari politici e cittadini. Limite che, in attesa della conclusione delle indagini che potrebbe ulteriormente allargare i confini dell’illegalità, è già stato abbondantemente superato".

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