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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Cronaca Locri

Il comitato "Difendiamo l'ospedale" alza il livello di allerta: prepararsi all'emergenza

I numeri del contagio in Calabria, per il momento, rimangono molto contenuti ma ciò che preoccupa la presidente Bruna Filippone e tutto il direttivo è la situazione di atavica crisi in cui versa il sistema sanitario regionale

“In questa fase di emergenza sanitaria legata al Covid-19, abbiamo già visto quanto sia difficile anche per le regioni meglio attrezzate, come Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, affrontare questa inattesa ed impegnativa sfida. Anche in questi territori, se il contenimento dell’epidemia dovesse fallire, le preoccupazioni per la tenuta del sistema sono evidenti”. Si esprime così in una nota il comitato “Difendiamo l’Ospedale” di Locri, presieduto da Bruna Filippone.

Per ora fenomeno contenuto

comitato ospedale locri-2“In Calabria – si legge – almeno per adesso, i numeri dell’infezione sono fortunatamente diversi e la rete dei servizi di emergenza e di assistenza è nelle condizioni di far fronte al problema. Ma se, malauguratamente, lo scenario dovesse evolvere verso una maggiore criticità, le difficoltà del nostro sistema sanitario sarebbero certamente di gran lunga maggiori. La nostra regione, infatti, commissariata da più di dieci anni e soffocata dai vincoli di un Piano di rientro che sembra senza fine, si ritrova con servizi non in condizioni di buona salute, soprattutto se facciamo riferimento alla disponibilità di risorse umane che dovrebbero essere messe in campo per fronteggiare una maggiore diffusione dell’infezione”.  

Punto saturazione raggiunto 

Per il comitato: “Nell’Ospedale di Locri, in particolare, il punto di saturazione delle risorse è stato raggiunto già da tempo, indipendentemente dall’emergenza Covid-19, per cui è molto difficile immaginare, nelle condizioni attuali, la possibilità di ulteriori margini d’intervento”. 

Vicinanza a chi lavora

In questo particolare momento, il comitato “Difendiamo l’Ospedale” ritiene, prima di tutto, di dover esprimere gratitudine e vicinanza a tutti gli operatori che stanno fronteggiando, con spirito di sacrificio, le disfunzioni di un sistema incapace di garantire, da tempo, una condizione di “normalità”.

Personale molto disponibile

“Siamo certi che la disponibilità di tutto il personale, su turni e orari, continuerà ad essere massima, ma occorre ribadire con forza che gli operatori devono essere tutelati e messi nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro. Proprio in data odierna si è registrato presso il nosocomio locrese un presunto caso di contagio da coronavirus, poi, fortunatamente, rivelatosi infondato”.  

Protocolli non rispettati

“Ed ecco che sono emerse tutte le criticità che già si conoscevano: il paziente non è stato accolto nella tensostruttura adibita a pre-triage, allestita appositamente da quasi dieci giorni, ma direttamente all’interno del pronto soccorso, rischiando, ove fosse stato un caso di reale contagio, di diffondere rapidamente il virus ai presenti. La struttura della protezione civile montata esternamente, che avrebbe dovuto accogliere i casi sospetti, è invece solo dotata di una scrivania, alcune sedie e non è previsto personale appositamente formato, ragion per cui non può essere considerata di alcun supporto al nosocomio locrese”.

Pronto soccorso in emergenza

Secondo il comitato locrese: “Il personale presente all’interno del Pronto soccorso non è dotato di sufficienti dispositivi di protezione individuale previsti dalla normativa vigente per far fronte ad un eventuale emergenza di massa. E’ necessario e fondamentale, poi, prevedere l’assunzione straordinaria di medici ed infermieri, anche finalizzati alla gestione dell’emergenza”.  

L’appello alle autorità

Il comitato fa, pertanto, appello a tutte le autorità competenti di predisporre tutto ciò che si ritiene necessario per essere preparati nel caso in cui ce ne fosse  bisogno. “Non possiamo solo sperare – conclude – che il rischio rimanga basso”.   

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