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Rifiuti ad Arghillà

Rifiuti ad Arghillà

Emergenza Arghillà, il comitato permanente Vallata Gallico: "Degrado economico e civico"

Nel mostrare solidarietà agli abitanti del quartiere colpiti da problematiche idriche e di rifiuti, l'associazione ha ribadito che "nessuna Amministrazione è incolpevole"

Insostenibile l'emergenza rifiuti in città. Il limite di sopportazione è stato superato nel quartiere di Arghillà, dove nella notte del 27 gennaio è scoppiata una protesta, con i rifiuti non raccolti utilizzati per bloccare le strade della zona. Il caos spazzatura, mista alla mancanza dell'acqua, rende difficili le giornate dei cittadini. 

In solidarietà degli abitanti della periferia nord reggina, il comitato permanente Vallata Gallico si è interrogata sui motivi della grave situazione mostrando vicinanza ad Arghillà tramite un comunicato: "Il comitato, fin dalla sua nascita nel luglio 2013, non ha mai derogato dai termini della più stretta legalità. Tuttavia non si può esimere dal manifestare la più completa solidarietà con i cittadini di Arghillà. Comprensibilissime e condivisibili sono le cause che hanno determinato la ribellione dei cittadini: non è immaginabile costringere interi quartieri a sopravvivere sommersi da un oceano impressionante di immondizia per poi, magari, denominare le persone 'lordazzi'; così come non è nemmeno pensabile costringere interi quartieri ad agonizzare, privati dell’acqua per intere settimane. Occorre rilevare che, se ognuna di queste situazioni è già di per sé allucinante, tanto per usare un eufemismo, la loro sovrapposizione contemporanea diventa peggiore di un girone dantesco."

"Non si può ancora comprendere appieno - prosegue la nota - la sofferenza dei cittadini se non si contestualizza il tutto in una problematica sociale di grave degrado economico e civico mai affrontato efficacemente e con serietà dalle Istituzioni; degrado che, dunque, anche se passivamente, è stato indotto da chi doveva porvi rimedio. Nessuna amministrazione è incolpevole, persistendo da decenni l’inaccettabile stato di cose. Amareggia il fatto che un’amministrazione dia segno di vita solo a fronte della furia popolare. Il terzo, anzi, il quarto mondo è qui, non dove lo si immagina con tronfia sufficienza."

"Persino l’Onu, ad esempio, - puntualizza il comitato - individua in 50 litri di acqua giornalieri il diritto elementare della persona umana: quantità che da mesi non è garantita né ad Arghillà né nell’attigua Vallata del Gallico. E l’Onu pensa, probabilmente, a luoghi desertici! Le giustificazioni e gli scarica – barile non interessano i cittadini. Se non si è in grado di gestire i problemi la migliore soluzione è quella di tornarsene a casa prima di produrre danni ulteriori. Il fatto è che in questi casi sono proprio le Istituzioni a porsi nell’illegalità più totale non garantendo quei servizi elementari (come l’acqua e la raccolta dei rifiuti) che il patto sociale apoditticamente stabilisce. Così facendo le Istituzioni diventano addirittura criminogene, causando atti di ribellione naturale che qualsiasi creatura metterebbe in atto se privata, per esempio, dell’acqua."

"Eccettuate altre (e più complesse) problematiche che insistono su Arghillà, tutti gli altri problemi sono comuni e pressoché identici per - si conclude la nota - Pettogallico, Villa S. Giuseppe e per tutta via dei Monti. In questo senso, il Comitato Permanente Vallata Gallico rinnova la piena solidarietà al Comitato di Quartiere ed ai Cittadini di Arghillà confermando la feconda collaborazione in atto. Invita i Cittadini alla calma: anche se la sensazione è quella di affrontare il classico muro di gomma, riusciremo a bucarlo insieme con l’intelligenza e la determinazione."

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