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I sindaci che hanno dato vita alla protesta pacifica

I sindaci che hanno dato vita alla protesta pacifica

Caos rifiuti, protesta pacifica dei sindaci reggini: "Vogliamo risposte dalla Santelli"

Il primo cittadino di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, critica il black out istituzionale: "Da dodici giorni non riusciamo ad avere risposte dalla Regione"

In fascia tricolore davanti Palazzo Campanella per dare vita ad una protesta pacifica e ottenere quello che stanno chiedendo da tempo: un incontro con i vertici della Regione per risolvere il rebus rifiuti. E’ stata questa la scelta di un gruppo di amministratori della provincia reggina, con in testa il sindaco Giuseppe Falcomatà, che stanno cercando di riaprire i canali istituzionali con la giunta regionale e tirare fuori il territorio dall’emergenza rifiuti: un’emergenza sanitaria che rischia di diventare un’emergenza di ordine pubblico.

Dodici giorni senza risposte

spazzatura jole-2“Sono dodici giorni - ha detto il sindaco Falcomatà - che cerchiamo di capire in tutti i modi dove dobbiamo portare l’indifferenziato. Non c’è nessun problema di natura politica, la nostra è una protesta pacifica che vi saremmo risparmiati, ma da troppo tempo non abbiamo risposte dalla Regione”. Da quando Catanzaro ha scelto di chiudere la discarica di Crotone il sistema si è bloccato, per strada i rifiuti si accumulano e già si iniziano a contare i primi incendi ed anche qualche protesta a suon di manifesti (nella foto).

"Si risolva il problema"

“A noi sindaci - ha proseguito Falcomatà - non importa dove verranno portati i rifiuti, se fuori regione o a Crotone. A noi interessa solo che i rifiuti vengano raccolti. Abbiamo sempre privilegiato il rapporto istituzionale ed il confronto con le istituzioni ma, nonostante, i tanti richiami ancora oggi non abbiamo avuto nessuna risposta”.

Correttezza istituzionale

“Chiediamo - ha detto ancora - semplice correttezza nei rapporti. Quella che si stata verificando è un’emergenza salute nell’emergenza salute rappresentata dal coronavirus, ma adesso si rischia una bomba sociale. Io non voglio gettare benzina sul fuoco e non voglio nemmeno fare sciacallaggio politico, mentre c’è qualcuno che cavalca il problema, ma adesso servono risposte”.

Le parole di Neri

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore Armando Neri: “E’ una situazione imbarazzante dal punto di vista istituzionale. Se avessimo la possibilità di dare risposte lo avremmo fatto. Cosa dece succedere prima che la Santelli dia delle risposte che qualcuno venga intossicato dalla diossina sprigionata dai rifiuti bruciati? Quella che stiamo conducendo è una battaglia di civiltà e non ha nessun colore politico”.

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