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Rifiuti in città (foto Facebook Erasmo Villar)

Rifiuti in città (foto Facebook Erasmo Villar)

Reggio invasa dai rifiuti, AmaReggio: "La Tari è arrivata e il malumore continua a crescere"

Luciano Surace, rappresentante del movimento di azione civica, punta il dito contro l'amministrazione comunale: "I cittadini rimangono invisibili agli occhi del sindaco che illude sulla riduzione Tari e falcia la democrazia"

Mentre il saldo della bolletta Tari, in questi giorni, sta bussando alle porte dei reggini, AmaReggio, movimento di azione civica, passa nuovamente all'attacco e punta il dito contro la gestione dell'amministrazione comunale. 

"Nonostante il servizio di raccolta dei rifiuti non funzioni ormai da anni, tra la fine di ottobre e il mese di novembre del 2020 il Comune di Reggio Calabria invia nelle case dei reggini l’avviso di pagamento relativo alla Tari. Di fronte l’evidenza di un tale disservizio, ci si sarebbe aspettati delle misure a sostegno di famiglie e attività produttive con delle riduzioni (di fatto solo annunciate), come tra l’altro prevede la legge nel caso della disastrosa situazione che vive la nostra città. Nulla di tutto questo".

E' il commento di Luciano Surace, componente del movimento che ricorda: "Nei mesi scorsi, intuendo quale sarebbe stato il corso amministrativo, il movimento e il comitato “No Porta a Porta” hanno costituito un centro assistenza Tari per fornire consulenza e assistenza gratuita a tutti i cittadini e una raccolta di firme depositata nel dicembre scorso al Comune di Reggio Calabria.

In questa petizione, oltre cinquecento cittadini chiedono l’immediata riduzione della Tari; la realizzazione di sei isole ecologiche, da individuare stante la nuova delimitazione circoscrizionale approvata nel 2008 in Consiglio comunale; la costituzione di una commissione straordinaria sull'emergenza ambientale causata dal persistente disservizio di raccolta dei rifiuti".

Ad oggi continua AmaReggio, "l’amministrazione comunale sembra non aver preso in considerazione la richiesta dei cittadini espressa nella petizione, ma siamo costretti ad assistere alle sceneggiate del sindaco che dalla sua pagina Facebook, quasi si discolpa dall’esser costretto ad inviare il saldo Tari ai reggini".

Piuttosto, il movimento chiede "il sindaco perchè non spiega alla città che da sei anni a questa parte non ha fatto altro che scaricare la colpa su cittadini (“lordazzi”) invece di pianificare un’azione di recupero e di normalizzazione della gestione dei rifiuti! Spieghi alla città perché le tariffe della Tari non sono state ridotte e nemmeno discusse né in commissione e né in consiglio! Spieghi perché dei cittadini depositano una petizione ai sensi dello Statuto Comunale ma questa istanza di partecipazione
democratica viene chiusa e dimenticata in un cassetto!

Viene da chiedersi, come mai la democrazia al Comune di Reggio Calabria è stata falciata de facto, quando, invece, il sindaco, dovrebbe garantirne e tutelarne ogni sua forma? A distanza di due mesi, infatti, nessuna risposta è pervenuta dalla sala dei bottoni, probabilmente troppo impegnati nelle opere censorie... Intanto, i cittadini rimangono invisibili agli occhi del sindaco, la Tari è arrivata e il malumore in città continua a crescere".

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