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Il caso / Locri

Ancora un'aggressione a un medico del pronto soccorso di Locri

Il dottor Abenavoli ha riportato un trauma cranico. La denuncia dei sindacalisti Cisl e l'appello della garante della salute

Ennesima aggressione al personale del pronto soccorso di Locri da parte di utenti. Un medico, il dottor Bernardo Abenavoli, è stato colpito con un pugno in testa da un utente spazientito dalla mancanza di uno specialista nell'ospedale e ha riportato un trauma cranico.

L'episodio è segnalato da Giuseppe Rubino, segretario aggiunto Fp Cisl, e Giovanni Calogero, segretario generale Cisl Medici. In una nota scrivono i sindacalisti: "Purtroppo non tardano a presentarsi le solite reazioni scomposte da parte di qualche utente che oltraggia proprio chi potrebbe solo aiutarlo, curandolo ed indirizzandolo verso la soluzione del suo problema di salute. Aggredire un medico, Infermiere o qualsiasi operatore della sanità è un profondo controsenso ma in una società malata si verifica e succede troppo spesso".

Continua la nota: "Ad alimentare queste reazioni incide purtroppo il fango che viene regolarmente sparso contro chi dovrebbe essere tutelato dall’organizzazione, dal posto fisso di polizia, da un numero congruo di guardie giurate, da qualsiasi forma di protezione ma soprattutto dovrebbe essere rispettato dagli utenti e da quanti offendono le figure sanitarie e l’ospedale di Locri, lanciando un vero e proprio allarme sociale. La tutela parte dall’organizzazione cui è tenuta l’Asp stessa ma spesso è amplificata da precisi intenti di screditare, di attaccare lo stesso tessuto organizzativo che già di suo si presenta sfilacciato. Da subito bisogna intervenire con fatti, purtroppo la solidarietà di circostanza e l’ipocrisia non risolvono il problema, addirittura lo mantengono in vita".

Rubino e Calogero lanciano poi un appello: "Iniziamo a sostenere gli operatori sanitari, se qualcosa non va bene ci sono le sedi opportune e le procedure mirate per intervenire in modo efficace e discreto, sparare nel mucchio porta ad annoverare ulteriori reazioni a danno del personale ed in questo caso un valente e laborioso medico ne ha pagato direttamente le conseguenze. A lui va la riconoscenza per quello che ha sempre fatto e continuerà a fare, altrettanta riconoscenza va a tutto il personale del pronto soccorso, al nuovo direttore della struttura che coraggiosamente e con abnegazione si è preso un difficile carico, a tutto il personale dell’ospedale di Locri che non è parte estranea al pronto soccorso ma elemento integrato, a sua volta sotto continua pressione operativa per il numero ridotto di professionisti".

Si conclude la nota dei sindacalisti Cisl: "La tutela va applicata parlando e non sparlando, intervenendo  con impegno, sostegno, con soluzioni e critiche costruttive, forse non basta ma è la strada da seguire se si vuole veramente risolvere il problema".

Sul fenomeno delle aggressioni negli ospedali calabresi è intervenuta la garante regionale della salute, Anna Maria Stanganelli. In una nota scrive: "Dopo l’aggressione subita nei mesi scorsi dal dott Francesco Nasso, direttore della Uoc di medicina Interna di Polistena, la cronaca odierna registra le ennesime aggressioni ai danni del personale sanitario, che ieri si sono consumate al pronto soccorso di Locri ai danni del dottor Bernardo Abenavoli e all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia ai danni della dottoressa Tiziana Sacco e del dottor Antonio Loiacono, tre professionisti impegnati anch'essi in prima linea ai quali va la mia totale solidarietà oltre alla condanna assoluta verso comportamenti cosi violenti che incutono nella cittadinanza momenti di smarrimento profondo".

"Non è più possibile assistere ad eventi di violenza inaudita nei confronti dei medici – ha continuato Stanganelli – che minano l’attività di professionisti che operano con grande dedizione negli ospedali. Mi attiverò per condividere con le autorità competenti la necessità di un sistema efficiente e di sicurezza all’interno di ogni struttura sanitaria in particolare nel Pronto Soccorso".

Solidarietà e vincinanza al collega Abenavoli, arriva anche dalla segreteria aziendale Anaao Assomed dell’Asp di Reggio Calabria. "Si tratta, purtroppo, - affermano Domenico Giannetta, segretario aziendale Asp di Reggio Calabria, e Francesco Zumbo, vice segretario - dell'ennesimo episodio di aggressione fisica e di violenza verbale che i medici subiscono nei nostri ospedali.

A questo increscioso episodio, infatti, si aggiunge quello verificatosi nei giorni scorsi all’ospedale di Vibo, dove i familiari di un paziente, dializzato e deceduto, hanno aggredito fisicamente due apprezzati professionisti, i colleghi medici Antonio Loiacono, rianimatore e la nefrologa Tiziana Sacco, nei cui confronti l’Anaao Assomed rivolge la più sentita solidarietà e vicinanza. Si auspica vivamente che episodi non si ripetano in futuro e che il rapporto tra medici e pazienti possa al più presto ritornare alla normalità".

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