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Protezione civile

Sisma dello Stretto, tra curiosità e sinergie locali: parte la grande esercitazione

Ancora da aggiustare il sistema IT-Alert, che non ha raggiunto tutte le zone interessate. Insediata la Dicomac, oggi ad aprire le attività sono state le scuole con l'evacuazione

Il terremoto fa paura anche quando è finto. Così stamattina l'arrivo dell'avviso della Protezione civile per la simulazione Sisma dello Stretto ha creato qualche batticuore in città - nonostante il messaggio si aprisse con la parola "esercitazione" ripetuta tre volte. Impossibile equivocare, ma è anche vero che il pensiero di calamità del genere crea comunque una certa apprensione psicologica. Non solo: a sorpresa, sebbene in questi giorni fosse stata data ampia informazione dell'evento su tutti i media locali, molti reggini incredibilmente non ne sapevano nulla e sono stati spiazzati da quel sms dove si annunciava un probabile rischio maremoto. Altri hanno invece fatto confusione con il sorvolo del lanciatore cinese anche sui cieli della nostra regione e con eventualità, proprio in quelle ore, della caduta di frammenti di satellite. 

IT-Alert con qualche aggiustamento, scuole protagoniste della prima fase 

La prima giornata dell'esercitazione nazionale - la più imponente mai realizzata in Italia da ProCiv - si è dunque aperta con questo varo, pur simulato, di IT-Alert, il sistema nazionale di allarme pubblico per l’informazione in tempo reale della popolazione, riguardo calamità in corso. Si tratta di una fase sperimentale e infatti qualche discrasia c'è stata: sul campione individuato di 500.000 persone delle province di Reggio e Messina a cui, tramite aggancio delle celle telefoniche, è stato inviato il messaggino intorno alle 10 di questa mattina, la ricezione è avvenuta a macchia di leopardo, e in qualche caso sporadico con ritardo anche di ore - situazione che ovviamente, durante un terremoto reale, renderebbe inutile l'allerta. I problemi potrebbero essere dipendenti dai diversi tipi di dispositivi degli utenti, ma, come aveva detto ieri proprio a Reggio il capo dipartimento della ProCiv Fabrizio Curcio, il bilancio dell'esercitazione sarà positivo anche se non tutto funzionasse alla perfezione, perché consentirà di apportare, sempre fuori dall'emergenza, progressivi aggiustamenti alla complessa macchina dei soccorsi, che coinvolge il livello centrale (con la base operativa di Roma) e quelli locali, creando una sinergia tra istituzioni, operatori, volontari e cittadinanza.

Ma torniamo a IT-Alert. All'arrivo del messaggio, annunciato da una suoneria speciale, i primi attori dell'esercitazione sono stati gli allievi delle scuole che hanno aderito all'iniziativa. In città e provincia i ragazzi di alcune classi selezionate e i loro docenti hanno messo in pratica il piano di evacuazione che già conoscono per averlo più volte provato come attività prevista da tutti gli istituti. A Reggio è stato possibile vedere file ordinate di studenti muoversi nelle cordate dirette ai punti di raccolta scolastici. Con un po' di delusione per chi non ha partecipato ed è rimasto sui banchi a studiare, immaginando scenari di ricostruzione sismica quasi da parco giochi. I commenti dei giovanissimi seguivano questo refrain: "Ma non succede niente"; "non si sente almeno una botta?"; "perché a me non arriva il messaggio?". 

Convinti che, come in un film, sarebbe stato creato un finto sisma con effetti speciali straordinari, gli studenti che non hanno svolto l'evacuazione si son dovuti "accontentare" di un ripasso delle norme di comportamento sicuro durante un terremoto. Un promemoria offerto dallo stesso IT-Alert nella pagina informativa alla quale, nel messaggio, si suggeriva di collegarsi al sito indicato e al link della campagna "Io non  rischio". I cittadini hanno potuto anche compilare un questionario con finalità di raccolta dati sul funzionamento del sistema. 

IT-Alert era già stato testato in un contesto operativo nel corso dell'esercitazione svolta sull'isola di Vulcano lo scorso aprile, ma questa è la prima applicazione su un'utenza numericamente importante e su un'area geografica così estesa. Per sapere come sia davvero andata la prova è ancora presto e dovremo aspettare l'esito del monitoraggio della Protezione Civile e il briefing tecnico che si terrà domenica al termine dell'esercitazione. Sarà un passaggio cruciale, perché l'esame nello Stretto, se risultasse superato, potrebbe promuovere il sistema dall'attuale stadio sperimentale a una piena operatività nella reale circostanza di un forte terremoto. 

Esercitazione terremoto, allestita la Dicomac: le foto dal Cedir

Insediata la Di.Coma.C. che rimarrà a disposizione del territorio

Dopo l'allerta telefonica, le operazioni si sono avviate in entrambe le regioni. Partendo dal terremoto preso a modello (quello del 1975 con epicentro a Reggio, che è stato aumentato alla magnitudo di 6.0), gli scenari  simulati "full scale" sono stati divisi tra i due territori: in Sicilia in questi giorni si svolgeranno rilievi ed esami nelle aree a cinque chilometri dalla costa individuate a rischio tsunami (calcolata allerta arancione con un’onda di maremoto di altezza inferiore a 0,5 metri); mentre in Calabria, e precisamente nei comuni di Calanna e Laganadi e nelle frazioni reggine di Terreti e Croce Valanidi, domani dalle 10 alle 16 sarà impegnato un team composto da geologi e unità del corpo nazionale di soccorso alpino. Intanto, in parallelo a una riunione operativa in prefettura, questo pomeriggio presso il Cedir si è insediata la Direzione di Comando e Controllo (Di.Coma.C), vero e proprio quartier generale della crisi, dove i vari operatori e dirigenti raccoglieranno le segnalazioni e gestiranno le esigenze di soccorso e approvvigionamento dopo l'evento sismico, organizzando la strategia generale e capillare dell'intervento.

La Di.Coma.C. è stata inaugurata dalla visita di Curcio e delle autorità istituzionali (i prefetti di Reggio e Messina, Mariani e Di Stani; il capo del corpo nazionale dei vigili del fuoco Guido Parisi; l'assessore regionale Mauro Dolce e il direttore generale regionale ProCiv Costarella; il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Carlo Doglioni), che hanno visitato l'allestimento assolutamente realistico: oltre alla sala operativa comprende un centralino, vari container della ProCiv, mezzi di soccorso e due tendoni di accoglienza e mensa per gli operatori.

Presente anche un articolato presidio della Croce Rossa, mentre il campo per l'ammassamento della popolazione terremotata con numerose tensostrutture è stato posizionato a Bova Marina, nello spazio dello stadio comunale, dove sono giunti anche volontari della Protezione Civile dalla Campania, ospiti della sezione Stella Maris, associazione capofila delle attività. Il Coc di Bova oggi pomeriggio è stato disponibile per le visite dei cittadini.

Domani esercitazione nel vivo con gli scenari operativi

Stamattina c'è stato anche il taglio del nastro ufficiale per la mostra itinerante "Terremoti d'Italia" con la vicepresidente della giunta regionale Giusi Princi, l’assessore regionale alle Infrastrutture Mauro Dolce, il sindaco reggino facente funzioni Paolo Brunetti, e il coordinatore dell’ambito territoriale provinciale dell'Ufficio scolastico regionale, Vito Primerano. Aperta al pubblico, con ingresso gratuito, da lunedì a sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, la mostra interattiva dedicata alla conoscenza e la prevenzione dei terremoti si potrà visitare fino al 3 dicembre con un'attenzione particolare alle visite delle scolaresche, per cui è riservato l'orario mattutino.

Domani l'esercitazione entrerà nel vivo con varie attività specifiche, come il soccorso di persone sotto le macerie e con disabilità e la messa in sicurezza di un'area con crolli insieme ai Vigili del fuoco (presso l'ex caserma 208), lo spostamento via mare delle colonne mobili (al porto di Reggio e all'imbarco dei traghetti di Villa) e il recupero e la salvaguardia di riproduzioni di diverse tipologie di opere d'arte presso il museo archeologico e la Cattedrale. Qui interverranno quattro squadre formate da funzionari del MiC (architetti, restauratori, archeologi, storici dell'arte e archivisti), Vigili del Fuoco, Carabinieri del Nucleo Ttutela di Cosenza e da volontari della Protezione Civile. Per ogni articolo recuperato saranno effettuate operazioni di imballaggio e di schedatura, documentate attraverso rilievi fotografici e la compilazione di schede con l’indicazione dell’immobile di originaria collocazione e quella del luogo di ricovero di ogni manufatto, destinate al sistema informativo del Ministero. Le riproduzioni utilizzate per l'intervento saranno poi inviate e custodite presso un deposito per beni culturali mobili recuperati a seguito di eventi calamitosi.

Nel frattempo per la giornata di domani lo stesso dipartimento della Protezione Civile ha diramato, tramite i mezzi di informazione tradizionali, un avviso di allerta arancione per condizioni meteorologiche avverse in Calabria e Sicilia. Stavolta è un evento vero ma, ha precisato Curcio, il maltempo non fermerà l'esercitazione, piuttosto aggiungendo allo scenario un'emergenza in più da fronteggiare. 

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