Venerdì, 19 Luglio 2024
Stop ai lavori

Ex supercinema Orchidea, apposti sigilli al cantiere per irregolarità

L'area del futuro Mediterranean Cultural Gate è stata posta sotto sequestro dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro

Nuovo stop, e stavolta pesante, al progetto di riqualificazione dell'ex supercinema Orchidea. Il cantiere edile sorto a febbraio, dopo anni, per la realizzazione dell'atteso Mediterranean Cultural Gate, è stato posto sotto sequestro preventivo dai carabinieri del Nil (nucleo ispettorato del lavoro) di Reggio Calabria. La competenza delle forze dell'ordine fa intuire che si tratti di irregolarità legate al cantiere e all'osservanza della normativa di riferimento: gli specialisti dell’Arma alle dipendenze funzionali dell’ispettorato nazionale del lavoro operano infatti a tutela dei lavoratori e del rispetto dei diritti assistenziali e previdenziali e le necessarie misure di sicurezza sui luoghi di lavoro, oltre che nel contrasto del lavoro in nero privo di regolarità contrattuali e antinfortunistiche. Lo scorso anno proprio il nucleo reggino, durante un'attività di controllo, aveva scoperto 91 situazioni di lavoro sommerso e comminato sanzioni amministrative per 329.500 euro con 56 persone denunciate.

Ai sensi dell'articolo dell'articolo 321, comma 3 bis codice di procedura penale, il sequestro è disposto quando ricorre il pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente a un reato possa aggravarlo o agevolarne altri. Un atto, dunque, motivato da estrema urgenza. In questo caso il provvedimento, emesso ieri dopo un'attività ispettiva, è clamoroso perché riguarda un importante cantiere dell'amministrazione comunale di Reggio Calabria, che ha finanziato l'intero progetto del Gate con 4 milioni di euro, fondi Pnrr e Patti per il Sud. Nel palazzo storico e abbandonato in condizioni di inagibilità, l'ambizione del Comune è creare una struttura culturale polivalente, il cui design è frutto di un concorso di idee internazionale con il coninvolgimento degli ordini professionali, vinto dallo studio Sarrubo. Ma l'ex cinema, oltre che una ferita nella via marina alta, cuore del centro cittadino, è un immobile confiscato: simbolo di rinascita e legalità, fa effetto che proprio qui si siano riscontrate irregolarità.

Dopo lo stallo dei cavi non rimossi l'ennesimo stop per il progetto

Poche settimane fa, facendo una ricognizioni sui tanti lavori fermi in città, ReggioToday aveva ricordato lo stallo del cinema Orchidea. Un progetto che risale al 2019 con l'approvazione della giunta e poi il promettente concorso pubblico per l'appalto. A gennaio finalmente è stato effettuato lo sgombero preliminare dei locali fatiscenti da videogames e macchinette poker, poi l'esordio della ditta esecutrice non a distanza di mesi non si era visto perché il comune non era ancora riuscito ad ottenere da Enel e Telecom la rimozione di alcuni cavi e cabine telefoniche presenti nella facciata dell'edificio. Installazioni vintage e ormai inutili, rimaste lì nel contesto di oblio dell'ex cinema, che le società sono state obbligate ad eliminare in presenza di lavori pubblici. Negli ultimi giorni si era risolto anche questo intoppo permettendo l'avvio dell'intervento ma adesso l'ennesima tegola profila sviluppi più seri. Il sequestro dell'area, temporaneo, dovrà ora essere convalidato dall'autorità giudiziaria e in caso contrario perderà efficacia. Solo allora conosceremo reati e sanzioni e sapremo quale destino avrà l'opera presentata come gioiello culturale della città.

Il progetto contemporaneo di Sarubbo Atelier resta un miraggio

Il progetto del Mediterranean Gate, autentica porta del Mediterraneo, è dello studio Raffeale Sarubbo Atelier, con sede a Lisbona (ma il titolare è di origini calabresi). Il nuovo edificio ha una precisa continuità con il waterfront e nella sua distribuzione di spazi e fruizione anche con il restaurato palazzo Piacentini, sede del museo archeologico. 
Come è spiegato nella scheda tecnica, il concept è basato sul complemento tra spazi interni e contesto esterno. Gli interventi principali prevedono la demolizione del tetto e delle pareti divisorie; il restyling della facciata e l'nserimento di un nuovo nucleo che amplia l'edificio attuale. Sviluppato in verticalità, avrà un foyer per l'accoglienza dei visitatori e una grande scala circolare di collegamento con le numerose sale. L'interno è schermato ma assolutamente visibile dal lungomare grazie a una copertura di pelle filigranata. Al piano terra ci sarà una sala per concerti, spettacoli teatrali o eventi pubblici, con tribune mobili da adattere alle diverse destinazioni d'uso, e questa scelta si ritrova anche negli altri livelli, dove alcuni divisori all'occorrenza possono chiudersi per separare i vari spazi. 

il rendering del nuovo Orchidea

Vedremo mai tutto questo o rimarrà un miraggio immortalato soltanto nei rendering? I ritardi dovuti all'inerzia nell'eliminazione di cavi e cabine avevano già causato danni facendo slittare i lavori esterni (che dopo lo sgombero si prevedeva di concludere entro giugno) all'inizio dell'estate - con i disagi che si possono ben immaginare sulla via marina alta nel suo maggior periodo di frequentazione. Ora però c'è un problema prioritario da risolvere e il cantiere è di nuovo sospeso. Uno dei manifesti di street art che l'artista reggino Bruno Salvatore Latella ha creato proprio qui si intitola Eterno Eden: parafrasandolo questo nome, possiamo dire la stessa cosa dell'attesa di questo ambizioso e travagliato progetto. 

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