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Fertilità e procreazione / Gioia Tauro

Calabria terra di vecchi, i dati del Gatjc di Gioia Tauro sul calo delle nascite

Il terzo convegno organizzato dal centro di procreazione medicalmente assistita suggerisce la prevenzione di uno scenario allarmante

Un allarme sulla fertilità e la denatalità in Calabria è stato lanciato da Gioia Tauro in occasione della terza edizione dell'appuntamento annuale dedicato al tema, con il dibattito sulla “Preservazione della fertilità”. Ad organizzarlo è stato il Gatjc, sentro di procreazione medica assistita che opera da trentacinque anni diventando punto di riferimento per il sud Italia.

La giornata divulgativa ha presentato dati preoccupanti, illustrati da Leona Cremonese, ceo del centro, e il dottor Umberto Tripodi, direttore sanitario. La Calabria, come purtroppo tutta l'Italia, è destinata a diventare un paese per vecchi. Nascono sempre meno bambini e non si copre il cambio generazionale. E nel nostro territorio la gravità della situazione la attestano i numeri: in Italia la soglia dovrebbe essere 2.4, la Calabria si attesta intorno all’1.2, cioè esattamente la metà. "Il problema - spiega  Cremonese - è che in questo modo si innescano altri disallineamenti, in questo modo. Negli ultimi vent'anni ci sono mancati 162 mila ragazzi tra i 18 e 34 anni, che fanno parte della la fascia più importante, quella che dovrebbe procreare. Ecco perché - aggiunge l'amministratrice del Gatjc - urge un non più rinviabile aiuto dello Stato per il welfare per le giovani coppie. Chi manterrà, altrimenti, il sistema sociale italiano e calabrese? Chi occuperà i banchi scolastici? I dati Istat non mentono. Come popolazione italiana è già scesi sotto i 60 milioni".

ll convegno incentrato sulla tutela e conservazione della fertilità, bene prezioso per il nostro paese, ha avuto come tema le strategie per far nascere il futuro. "Occorre partire dalla prevenzione e dalla conoscenza - continua la ceo -per rispondere a un fenomeno ormai consolidato. Dal 2013, anno in cui si è toccato il fondo, siamo arrivati a 379 mila bambini in meno, numero ufficiale del 2023. La nostra popolazione invecchia e ci ritroveremo con un aumento di ultrasessantacinquenni che non corrisponde alla presenza di giovani. Chi baderà a quegli anziani?"

Il convegno di Gioia Tauro, arrivato alla sua terza edizione, ha riunito medici, professionisti ed operatori da tutta la Calabria, intervenuti per discutere ed indicare soluzioni possibili al problema della denatalità. "È fin troppo evidente - ha sottolineato Tripodi - che siamo dinanzi ad un problema che non riguarda solo il campo medico bensì, anche quello sociale ed economico. Il decremento delle nascite spinge verso uno spopolamento dei territori, che nel nostro territorio sono di per sè penalizzati da posizioni geografiche isolate. Il risultato fa suonare un campanello d'allarme. A Reggio Calabria, ad esempio, su 100 pensionati solo 75 sono considerati popolazione attiva".

Durante il dibattito i professionisti del Gatjc hanno parlato del loro lavoro. L'embriologa Pirleo ha affermato: "Sempre più coppie si rivolgono a noi per essere aiutate nel concepimento. Per motivi di carriera o economici, si decide di diventare genitori in età più avanzata rispetto al passato - ha aggiunto - e per questo bisogna utilizzare tutte le tecniche scientifiche della procreazione medicalmente assistita a nostra disposizione per preservare la fertilità". Il delicato percorso che inizia con una diagnosi di infertilità, con il suo carico di sconforto, rende necessario anche un supporto psicologico, di cui ha parlato la psicologa e psicoterapeuta del centro, dottoressa Bagalà. 

Al convegno hanno preso parte anche rappresentanti istituzionali, come la garante regionale alla salute, Anna Maria Stanganelli, e il vicepresidente dell'ordine dei medici di Reggio Calabria, Zampogna, che ha espresso l'auspicio che la procreazione assistita sia inserita tra i livelli essenziali di assistenza.

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