La cerimonia / Arghillà

L'Arma dei carabinieri spegne 210 candeline, festa in piazza dell'Integrazione fra i Popoli

La cerimonia ad Arghillà ha siglato la conclusione delle tre giornate di celebrazioni promosse dal comando provinciale in occasione dell’annuale di fondazione. L'intervento e il bilancio nelle parole del comandante provinciale, generale Cesario Totaro

Solidarietà, sinergia diretta e reciproca con la città e la gente di Reggio Calabria sono stati gli elementi che hanno caratterizzato le tre giornate di celebrazioni promosse dal comando provinciale dell’Arma dei carabinieri in occasione dell’annuale di fondazione della Benemerita, che oggi festeggia i suoi duecentodieci anni di storia.

Per commemorare l'importante ricorrenza, nel giorno in cui, nel 1920, la Bandiera dell’Arma fu insignita della prima medaglia d’oro al valor militare per la partecipazione dei carabinieri alla prima guerra mondiale, è stata scelta la piazza dell'Integrazione fra i Popoli di Arghillà.

La cerimonia in armi ha visto schierato un reparto di formazione, a rappresentanza di tutti i carabinieri della provincia nelle loro diverse organizzazioni e specialità: dalla tradizionale grande uniforme speciale indossata dai carabinieri della Scuola allievi di Reggio Calabria, che richiama le radici storiche dell'Istituzione, alla rappresentanza dei comandanti di stazione, primi interpreti delle esigenze di sicurezza e dei bisogni dei cittadini, nonché principale e concreta espressione di un modello operativo incentrato sulla prossimità.

Alla festa, presenti le massime autorità cittadine, militari e religiose, hanno partecipato anche i militari artificieri antisabotaggio, unità forestali e specializzate nei settori della salute, del lavoro e delle indagini di polizia giudiziaria di alto profilo. Nello schieramento, come di consuetudine, anche i gonfaloni del Comune di Reggio Calabria, della Città metropolitana e della Regione Calabria e delle associazioni combattentistiche e d’Arma. Consegnate le onorificenze ai militari che si sono distinti nel corso delle attività.

I carabinieri festeggiano ad Arghillà il 210° anniversario della fondazione: le foto

L'intervento del comandante provinciale, generale Cesario Totaro

"Desidero innanzitutto rivolgere, a nome di tutti i carabinieri della provincia di Reggio Calabria e mio personale, un
grato saluto per essere oggi qui con noi, perché la vostra presenza conferisce particolare solennità a questa semplice ma significativa cerimonia in occasione del 210° anniversario di fondazione dell’Arma dei carabinieri.

Viene spontaneo chiedersi quale sia l’elisir di lunga vita di questa istituzione bicentenaria. fra i tanti tasselli che la sorreggono e la orientano a distanza di tanti anni vi è sicuramente la bussola dell’etica con i suoi 4 punti cardinali: la militarità, la competenza, il coraggio e l’umiltà. Il termine militarità, un tempo forse evocativo solo di law & order, oggi rappresenta il fedele custode dei valori che sono alla base di questa istituzione ultracentenaria, primi fra tutti l’ordine e l’armonia che ogni presidio dell’arma concorre a garantire nella gestione delle dinamiche relazionali tra individui e pubblici poteri all’interno delle singole comunità.

Da sempre l’Arma dei carabinieri, per la sua funzione di prevenzione e rassicurazione sociale, si avvale di una fitta rete di comandi stazioni che, specie nei centri più piccoli, rappresentano l’unico presidio di riferimento per la cittadinanza, simbolo di legalità e di visibile presenza dello stato, in grado di porsi in ascolto delle persone per coglierne le preoccupazioni e soddisfarne i bisogni emergenti. non a caso lo scorso 16 settembre Papa Francesco, in occasione dell’incontro per gli 80 anni del sacrificio di Salvo D’Acquisto, ha detto che i carabinieri “non sono chiamati solo a fare il proprio dovere”, ma hanno una grande missione: quella di rendere più “giusta e umana la società”. chiunque indossi questa uniforme porta il peso di questa responsabilità.

Una missione svolta con competenza, secondo punto cardinale dell’etica nell’Arma. Gli equilibri in qualunque comunità si reggono sull’impegno di ciascuno e, in particolare, di chi guida, chi governa, chi esercita un qualsiasi potere purché lo faccia con competenza, requisito raggiungibile solo attraverso un’adeguata formazione, che miri a uno sviluppo integrale e ininterrotto dell’uomo, quale sintesi fra le capacità tecnico-scientifiche e il culto dei valori.

Ma per uno sviluppo integrale occorre una formazione integrale, basata sul valore dell’essere più che dell’apparire, quel esse quam videri dalle radici nobili e antiche a cui aveva fatto riferimento Cicerone e, ancor prima, Eschilo, entrambi ironici nel denunciare - millenni orsono - la tendenza degli uomini a voler competere, per quanto attiene alla virtù, in apparenza piuttosto che in sostanza.

E' un campo di azione vasto in cui può sopraggiungere lo scoramento, oggi ancor più di ieri, nell’attuale stravolgimento antropologico. per farvi fronte occorre l’impegno costante nella consapevolezza che quello che è stato realizzato è sempre troppo poco rispetto a quello che resta ancora da fare.

Una formazione che è “tradizione” di una memoria fatta di gesti di semplicità, solidarietà, umiltà, che hanno saputo cambiare la storia della lotta alla criminalità e al terrorismo in ordine e sicurezza pubblica, facendo appello - come ebbe modo di dire il presidente Scalfaro alcuni anni orsono - non solo ad atti di eroismo, bensì ricorrendo al coraggio quotidiano delle piccole azioni, altro pilastro dell’etica del carabiniere".

La nascita del primo presidio dell'Arma a Reggio Calabria

"Dal 6 novembre 1860, data della costituzione del primo presidio dell’Arma a Reggio Calabria, all’epoca composto da 30 militari al comando di un ufficiale, - continua il generale Totaro - molte gocce purpuree sono state versate a
salvaguardia della libertà e della giustizia in questa terra, spesso considerata di frontiera. Ma se quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, mi vien da pensare che l’oceano senza quella goccia sarebbe più piccolo. ecco perché da oltre due secoli l’Arma si prodiga con umiltà, per garantire l’espletamento dei servizi istituzionali, in particolare quelli di prossimità".

I valori dell'Arma

"Umiltà e prossimità, due qualità tanto rare quanto imprescindibili del nostro essere e del nostro agire, che la gente ci riconosce e a cui non rinuncia ininterrottamente da oltre due secoli, ma ancor più al giorno d’oggi, in cui la trasgressività dei comportamenti sociali, le apprensioni economiche e, non ultima, la pervasività della ‘ndrangheta condizionano la percezione della sicurezza e la coesione sociale.

Non una umiltà fondata su un generico buonismo o su una presunzione di sé, bensì l’umiltà propria di chi sa di non potercela fare da solo. Di chi sa di essere chiamato a un compito arduo: ma chiamato, e per questo accompagnato.

Accompagnati da coloro ai quali è stata affidata la nostra stessa missione, nonché dall’autorità giudiziaria, da sempre al nostro fianco, ma anche da tutti quei servizi orientati all’inclusione, al superamento dello scarto, per essere quotidianamente di supporto ai più fragili, per garantire la protezione alle vittime di ogni genere di violenza, l’accoglienza ai profughi, il soccorso nelle emergenze e nelle calamità naturali, nella consapevolezza che “da soli si va più veloci ma insieme si va più lontano”.

E', dunque, per questa ragione che siamo particolarmente lieti quest’oggi di condividere questo momento con la gente che anima queste comunità, a cominciare dai loro primi cittadini che ringrazio per essere oggi qui con noi e ai quali dico: tenetevi strette le vostre stazioni carabinieri!

Questa lieta ricorrenza, che rappresenta per tutti noi carabinieri sempre un momento di festa, ancorché dai toni sobri e contenuti, com’è nella nostra tradizione, è altresì l’occasione per ricordare i carabinieri che hanno onorato il giuramento con coraggio e dedizione, fino all’estremo sacrificio; in particolare quest’oggi commemoriamo i martiri di Fiesole che 80 anni fa, il 12 agosto 1944, immolarono coscientemente la propria vita per salvare quella di dieci cittadini, poco prima di essere fucilati dall’occupante tedesco. ancor oggi l’impegno richiesto è intensissimo, e ad esso resta connaturato un elevato rischio per gli operatori; tant’è che nell’anno appena trascorso, 10 colleghi sono stati feriti nell’espletamento del servizio".

Il bilancio delle attività sul territorio metropolitano

"So bene che non può esserci compensazione tra le statistiche criminali e la rilevanza del nostro impegno, che è complementare a quello delle altre forze di polizia, tuttavia, solo nell’ultimo anno, i carabinieri hanno tratto in arresto 1.129 persone di cui 38 per associazione di tipo mafioso, con la cattura di 9 latitanti, (Gioffrè, Mercuri, Strangio, Rocco, Bellocco, Sganga, Catania, Gutuman, Zappia.), e oltre 35 milioni e 800 mila euro di beni sequestrati e confiscati, perseguendo nell’ultimo triennio il 71%, (32.817 Arma rispetto ai 46.224 totali),  di tutti i reati denunciati e scoprendo il 72%, (9.713 Arma Territoriale e 1.731 Arma Forestale rispetto ai 15.892 totali),  dei casi risolti da tutte le forze dell’ordine nella provincia.

Ogni giorno oltre 167 pattuglie operano per la prevenzione e in media 33 uomini sono impegnati nell’ordine pubblico, nel contesto dell’architettura funzionale offerta dal modello di coordinamento delle forze di polizia.

A difesa di salute, patrimonio culturale, lavoro, ambiente e agroalimentare

“Dappertutto e rasoterra”, talvolta “estirpando e non semplicemente tosando” come direbbe don ciotti, i nostri reparti territoriali hanno aderito alle puntuali esigenze delle comunità, fornendo una fitta rete di protezione, in sinergia con i comparti di specialità affidati all’Arma, la cui elevata competenza è particolarmente cara agli italiani.

In particolare, l’Arma è stata chiamata a giocare un ruolo da top player per quanto attiene alla transizione ecologica, nell’era del rapporto critico tra uomo e risorse naturali. I carabinieri forestali reggini, che in qualità di polizia ambientale sono parte integrante del sistema di sicurezza nazionale, con le loro 107 unità garantiscono la prossimità ambientale in ambito provinciale.

In ambito internazionale, forniscono un contributo quali caschi verdi per l’ambiente dell’Unesco, per la protezione di siti riconosciuti patrimonio dell’umanità. A tal riguardo, a Sabaudia è stato avviato un centro di eccellenza, a disposizione delle nazioni unite, per la  formazione di operatori ambientali di diversi paesi, specie nel continente africano.

La sicurezza, tuttavia, non si esaurisce nelle attività di contrasto e di prevenzione poiché essa - come ha più volte sottolineato il ministro Piantedosi - è, prima di ogni cosa, un’aspettativa: l’aspirazione di ogni cittadino a godere di “uno spazio entro il quale…esercitare i propri diritti politici, civili, sociali ed economici”. E l’Arma reggina, con i suoi 90 presidi territoriali e 21 forestali è parte garante di questo spazio.

Le parole del comandante per i militari del Comando provinciale

"Infine, mi rivolgo a voi, militari del comando provinciale carabinieri di Reggio Calabria, perché sappiate farvi interpreti ancor più attenti dei bisogni della comunità, fornendo quel sostegno e quella vicinanza che da sempre l’arma garantisce alla popolazione e dando risalto - in ogni relazione col cittadino - a quella disponibilità e a quella correttezza che rendono credibili anche la fermezza e la determinazione quando necessarie.

Sono certo che costituirete col vostro quotidiano e silenzioso impegno un baluardo a tutela della sicurezza e della pacifica convivenza, corrispondendo all’impareggiabile credito di fiducia che i cittadini, da sempre, ci accordano e che, in fondo, resta la nostra più alta gratificazione. Viva l’Italia! Viva l’Arma dei carabinieri!"

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