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Festa della Liberazione, gli omaggi di Reggio dalla panchina parlante ai due murales

La giornata del 25 aprile ricca di solenni iniziative in città. "Reggio Città aperta, la memoria si esercita attraverso l'arte e la bellezza,” sono le parole del sindaco Giuseppe Falcomatà

Onorare la memoria di un pezzo di storia indelebile per il nostro Paese è doveroso, farlo con numerose e significative iniziative deve essere un vanto che Reggio Calabria può certamente portare avanti grazie ad una serie di appuntamenti ben riusciti.

Tre occasioni che hanno scandito la mattinata del 25 aprile, oggi giornata dedicata alla festa della Liberazione. Il primo momento, da registrare alle ore 10, ha acceso i riflettori dell’attenzione al Castello Aragonese. Nella sempre suggestiva location del centro città è stata installata una panchina parlante con su scritto una frase di Antonio Gramsci. Il tutto va ad inserirsi nel progetto Comunale che aveva precedentemente dato vita ad uno stallo contro la violenza sulle donne. Coinvolte sia l’Anpi che Udi, quest’ultima in prima linea per sottolineare la resistenza femminile.

Si passa poi alla Villa Comunale quando l’orario segna le 11 e l’osservata speciale è chiaramente la Stele del Partigiano dove ogni anno vengono deposti dei fiori. L’omaggio è arrivato dalle massime autorità civili e militari cittadine, associazioni, sindacati e partiti tra cui Anpi, Anei, Arci, Legambiente, Libera, Udi, Cgil-Spi, Cisl Usv e Pcl. Momento di ricordo scandito dalla musica della Rhegium Jazz Orchestra e dalle preziose parole del partigiano Aldo Chiantella.

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Congedati con la Villa Comunale, c’è stato anche il tempo per deliziarsi con l’arte trasformata in murales. Siamo chiaramente a Largo Botteghelle, precisamente in via Enna. Qui sono comparsi due omaggi al partigiano Pasquale Brancatisano - nome di battaglia ‘Malerba’ - e a Teresa Gullace. Entrambe le opere sono state realizzate da Daniele Geniale, Luis Gomez De Teran e Salvatore Velotti di Inward - osservatorio sulla creatività urbana. Presenti sia il sindaco di Cittanova Cosentino che il vice di Samo Bruzzaniti, entrambi in rappresentanza dei Comuni di nascita dei due partigiani. Insieme a loro hanno presenziato anche degli eredi di Brancatisano e Gullace. Immancabili, inoltre, i contributi di Anpi con il presidente Antonio Casile e di Francesco Alì del Sunia.

Le parole

L’intera giornata è stata commenta dal sindaco di Reggio Calabria. Così il primo cittadino Giuseppe Falcomatà: “Il 25 aprile non è e non sarai mai una giornata come un’altra. È il giorno in cui l’Italia si è liberata dalle atrocità e dell’oppressione di un regime cruento. In molti hanno pagato a caro prezzo il desiderio, la voglia e la necessità di libertà. Purtroppo, col passare degli anni, sono sempre meno i testimoni di quell’epoca nefasta rappresentata dal ventennio e dalla seconda guerra mondiale. Con loro vanno via molti nostri partigiani e a noi tocca il compito di raccogliere quel testimone affinché mai più possano accadere simili atrocità che hanno oppresso e distrutto il nostro popolo ed il nostro Paese.

Per farlo – aggiunge il sindaco – è da un po’ di anni che usiamo un linguaggio nuovo e diverso perché colpisca e stimoli nei più giovani e nelle future generazioni i valori della Resistenza contro l’abominio che fu il nazifascismo. È il nostro modo per celebrare il 25 aprile, per festeggiare la liberazione, per ribadire che Reggio è una città aperta, inclusiva, solidale, antifascista, dove la diversità è fonte di ricchezza e dove la memoria si esercita anche attraverso l’arte e la bellezza. 

Lo facciamo con una ‘panchina lettera’ che richiama le parole di Antonio Gramsci sulla necessità di prendere posizione, sempre e comunque, contro ogni violenza, sopruso, e sopraffazione, sentendo nostre le sofferenze degli altri popoli. Questo, per noi, significa essere partigiani. E continuiamo a farlo grazie a due opere d’arte che ritraggono il partigiano Malerba e Teresa Gullace, testimoni esemplari della lotta all’oppressore. 

Sono simboli – conclude Falcomatà - di una Reggio che vuole essere aperta, inclusiva, solidale, nella quale le differenze sono una ricchezza e fonte di crescita, dove le contaminazioni culturali possono soltanto far bene allo sviluppo della città.”

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