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Venerdì, 30 Settembre 2022
Festa Madonna della Consolazione / Centro / Piazza Castello

Villaggio sì...villaggio no...è la terra del panino cu satizzu: scoppia la polemica

Dopo il bando del Comune in vista dei festeggiamenti promossi per la Patrona, la professoressa Cagliostro spiega perché non è una tradizione popolare e avanza delle proposte

Reggio Calabria sembra improvvisamente risucchiata indietro nel tempo e finita nel 1996 quando Elio e le Storie tese cantavano al Festival di Sanremo, vincendo il secondo premio, La terra dei Cachi. 

E Reggio, con i suoi millenni di storia, diventa la terra del panino "cu satizzu". Il Comune ha pubblicato infatti un avviso pubblico per l'assegnazione di concessione di suolo pubblico presso l'area limitrofa di Piazza Castello "Villaggio Degustazione" in occasione delle Feste patPlanimetria Villaggio Degustazione-2ronali (la planimetria foto a lato). Le domande, specifica il bando, potranno essere inviate entro e non oltre il 6 settembre, alle ore 12. 

Palazzo San Giorgio pensa, dunque, che la zona del centro storico, con il Castello ed il Tribunale, possa diventare un Villaggio con sedici postazioni per il panino con la salsiccia, ed altre per vini e prodotti al bergamotto di Reggio Calabria. Certo si dirà che è per un periodo limitato, fono al 13 settembre. 

Ma ecco che la città si divide: panino sì, panino no, villaggio sì, villaggio no. E' la terra dei cachi! Anzi è la terra del panino...

Cagliostro Marisa-3La questione non è per nulla banale, perchè c'è chi richiama alle tradizioni locali ed ecco allora che la professoressa Marisa Cagliostro insorge, specificando bene, che il panino con la salsiccia non rientra affatto nelle tradizioni popolari della festa.

"Eh no! Ora basta.Trovatemi nel programma delle Feste sottoscritto da noti illustri amministratori degli anni '20, - afferma Cagliostro - la tradizione del pane e satizzu! Lasciare che il popolo si ingozzi di cibi preparati chissà come pensando di fare il loro bene vuol dire pensare che con niente si tacitino gli animi? E si illudono i commercianti. Almeno Maria Antonietta proponeva brioche!"

Va giù dura la professoressa che, con reperti storici alla mano, (foto del programma storico in basso), spiega: "Quando il sindaco era Giuseppe Valentino, insieme a illustri nomi della città, il programma delle Feste era ben altro, basato sulla cultura veramente: era prevista la passeggiata storica con la figurazione della venuta a Reggio nell'anno 1571 di don Giovanni d'Austria reduca della vitoria di Lepanto; ed ancora una gara di nuoto, un Gran Corso di fiori dove automobili e carrozze venivano addobbate e percorrevano la via Marina ed il corso Garibaldi con lancio di fiori dai balconi e dalle vetture. Poi c'era un quartetto vocale". programma storico Feste Mariane (marisa cagliostro)-2

"Non ho nulla contro il panino, ovviamente, anche se non è una tradizione popolare - spiega la professoressa - come ci insegna l'antropologia culturale. E' solo un'usanza degli ultimi anni e la Festa ha secoli di tradizione. Allora penso sia opportuno riportare il senso della festa e delle tradizioni su un terreno più culturale. E poi perchè localizzare il Villaggio in pieno centro storico? Non ha senso! Il turista che viene a vedere il Castello non si deve trovare immerso dagli odori dei panini...".

Le Consulte dimenticate

"Il Villaggio della degustazione - aggiunge la docente - poteva essere un'occasione se organizzato in maniera diversa. Quello che mi rattrista è che l'Ammnistrazione comunale si era dotata delle Consulte, uno strumento importante che consenitva agli amministratori di avere pareri e visioni di esperti, in maniera totalmente gratuita e non le ha più utilizzate. Non parlo solo della Consulta della Cultura che presiedevo ma anche delle altre. Non siamo stati interpellati, non siamo stati mai chiamati dal Comitato Feste per capire cosa fare. Adesso siamo pure decaduti e nessuno sembra accorgersene".

"Se proprio si voleva fare un Villaggio per la degustazione - prosegue - si poteva pensare ad un'area più periferica dove c'era spazio. Non ha proprio senso chiudere e ingolfare ancora di più quel tratto del centro storico, che tra l'altro è proprio adiacente al Duomo e quindi sarà preso d'assalto da tantissimi fedeli. Io avrei preferito che l'amministrazione facesse delle targhe, da assegnare ai ristoratori, di "certificazione di qualità", per attestare che vi erano tutte le garanzie per un cibo cucinato in regola". 

"Adesso avanzo una proposta per il dopo Feste - conclude Cagliostro - è necessario che si cominci subito a pensare alla Festa del prossimo anno, con un programma che valorizzi davvero la storia della città e della festa riprendendo le antiche tradizioni, come le bande musicali o le gare sportive. Solo attraverso la cultura la città potrà rinascere". 

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