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Martedì, 4 Ottobre 2022
Festa al via / Pentimele

Bagno di folla al centro ma la gente diserta le bancarelle

Nella prima sera della festa parte male l'area di Pentimele e i Tiromancino non riescono a riempire piazza del Popolo

Città intasata di traffico, delirio parcheggi e gente a fiumi. Nella prima serata della festa è tutto nella norma. O quasi. Perché la gente ieri è stata dappertutto tranne che nell'area della bancarelle, che tradizionalmente rappresenta, insieme alle giostre, uno dei punti d'interesse di chi vuole godersi l'offerta ricreativa dei festeggiamenti. Ma se il luna park nella zona del tempietto ha confermato le aspettative attirando giovani e famiglie (e rendendo impraticabile per gli automobili la porzione di lungomare parallela al parco giochi), gli stalli delle bancarelle non si erano mai visti così vuoti. C'era più movimento persino negli anni dell'emergenza pandemica e ieri a Pentimele l'atmosfera era crepuscolare, illuminata solo con i mezzi autonomi dei gazebo e in carenza di sufficienti lampioni accesi. Poche persone si aggiravano tra gli stand e, caso storico, alle 22 era possibile parcheggiare con facilità infilandosi tra i tanti posti disponibili nelle file di auto. 

Allestite all'ultima ora per intoppi burocratici sulle autorizzazioni e con commercianti che si sono tirati indietro in extremis di fronte a tariffe troppo care, le bancarelle dovrebbero rimanere per tutto il periodo della festa, cioè fino a martedì (anche se una consuetudine che sembra oggi lontanissima vedeva estesa o anticipata la loro permanenza in appendici temporali dettate dall'afflusso di presenze). Il condizionale è d'obbligo perché i commenti che si colgono tra gli stand lasciano presagire intenzioni diverse. Lo fa capire un ambulante africano, che lancia sconti speciali di fine fiera. Veramente la festa è appena iniziata, è la prima sera.... "Prima e ultima", taglia corto lui, riscuotendo la pronta approvazione di un avventore ("e certo, ma domani che torna a fare? Non gli conviene"). 

L'impressione è che nessuno abbia creato le condizioni per curare nel modo giusto quella che è da sempre un'istituzione delle feste mariane. Abbiamo parlato delle luci, ma c'è anche da rilevare che uno degli ingressi all'area, poiché coincidente con la strada di accesso al circolo del tennis, non si è potuto chiudere e nessuna indicazione ammoniva gli ignari automobilisti che più giù avrebbero trovato i "panettoni" di blocco e sarebbero stati costretti a retrocedere lungo un tragitto gremito di gente a piedi, tra cui bambini nei passeggini, che si dirigeva alle bancarelle. Un fastidio che certamente non invoglia i visitatori.

Spirato sul nascere il villaggio gastronomico denominato del satizzo, un progetto abbandonato dall'amministrazione per mancanza di una congrua adesione, scoraggiata dai requisiti troppo rigorosi (e onerosi) per la concessione dei gazebo. La classica proposta di frittole e panini con salsiccia è stata comunque disponibile nei vari locali e con una sorveglianza militaresca sugli abusivi. Peccato che però quest'anno il gusto più popolare della nostra storia sia diventato quasi roba da ricchi. L'aumento dei costi ha imposto agli esercenti un rincaro quasi generalizzato: un panino senza particolare arte si paga circa 8 euro, cifra che aggiungendo le bevande fa decisamente lievitare il budget medio di una famiglia che alla festa, oltre a mangiare, vorrebbe magari comprare qualche prodotto artigianale o portare i bambini alle giostre. 

A proposito di luna park, ugualmente aperto in fretta e furia, questo ha invece richiamato presenze importanti mentre ha stupito una piazza del Popolo piena solo per metà in occasione del concerto dei Tiromancino. La sede è sicuramente di dimensioni importanti, ma anche l'evento era da grandi numeri, eppure non ha ottenuto i riscontri attesi. Troppa roba tra cui scegliere forse (nel carnet c'era anche lo spettacolo musicale etnofolk in piazza Castello, un concerto all'Arena e una commedia teatrale alla villa comunale).

O forse, facendo una prima mappatura dell'affluenza, ieri sera si è avuta la conferma di una verità non scritta, ovvero che la festa appartiene al centro. Ogni lodevole tentativo di dislocare il cartellone degli appuntamenti è finora fallito: per i reggini e soprattutto per chi arriva da fuori, festa di Madonna è piazza Duomo, e poi il corso, il lungomare, al massimo piazza Indipendenza (attuale sede prevista del concerto finale di Malika Ayane). La già sperimentata location di piazza del Popolo per gli spettacoli del programma civile mariano non ha mai convinto proprio nei casi in cui qui si sono ambientati i concerti della festa. 

Oggi è una caldissima domenica, vedremo se alle bancarelle si preferirà il mare e soprattutto quanti stand rimarranno in piedi fino al termine della festa.

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