Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Festa di Madonna, l’attesa dei portatori tra valori e devozione

Prosegue la marcia di avvicinamento ai festeggiamenti in onore della Patrona di Reggio Calabria. Pur senza processione della Sacra Effige, ecco la parola ai tre portatori Surace, Labate e Zito

Il momento più solenne e intenso dell’anno per la città di Reggio Calabria sta finalmente arrivando. I fedeli reggini non vedono come sempre l’ora di onorare e rivolgersi alla Madonna della Consolazione con tutto l’amore di figli in cerca di speranza, vicinanza e una dolce carezza che la Beata Vergine riserva ad ogni persona. 

Quest'anno, come già accaduto nel 2020, non sarà possibile dar vita alle tanto amate processioni. Lunghe camminante di vera fede in cui i portatori con forza e gioia trasportavano la Sacra Effige per le vie della città. Insomma, un po' di nostalgia sale ma la voglia di onorare al meglio la festività resta, come testimoniano alcuni Cavalieri di Maria, dell'Associazione portatori della Vara, da noi intervistati per un loro personale commento sul significato profondo di stare sotto la “stanga” che sia in processione o metaforicamente nell’anima.

Festa Madonna portatore Surace-2

Gaetano Surace

Quando si parla dei portatori della Vara non si può non citare il presidente dell’intero gruppo. Proprio Gaetano Surace ci tiene a ricordare una figura speciale, strettamente legata alla processione: “Noi ricordiamo con molta benevolenza Giovanni Gangeri, il più anziano dei portatori che ci ha lasciato da poco. Tutti lo conoscono per il suo modo di essere portatore e anche per essere un vero esempio per tutti noi. Mi piace e ci pace onorarlo sempre, specialmente in questo periodo della Festa di Madonna.”

Festeggiamenti da vivere diversamente per il secondo anno consecutivo. Un tema che affronta così il presidente Surace: “La tristezza per tutti i portatori la fa chiaramente da padrona per non poter svolgere la processione, ma il buonsenso ci porta ad essere più tranquilli e accettare la situazione pandemica. Vogliamo impegnarci affinché il trasferimento del Quadro si svolga nel miglior modo possibile e in piena tranquillità, così da poter far scendere l'Effigie in Cattedrale.”

Festa Madonna portatore Labate-2

Nino Labate

Che valore assume essere portatori della Vara anche se materialmente non verranno effettuate processioni? Lo spiega così Nino Labate: “Ovviamente c’è l’amarezza di non avere la Madonna sulle spalle, ma è un periodo più difficile rispetto alla normalità e va accettato. Non l’abbiamo fisicamente, ma la portiamo nel nostro cuore, come del resto va fatto ogni giorno della nostra vita.”

Lo stesso Labate può vantare un legame con la Sacra Effigie lungo diverse generazioni. Lui ha ricevuto il testimone di portatore da suo padre e adesso si trova a parti invertite. Da poco è diventato papà e ha affidato il suo bambino alla Madonna. Una forte devozione che attraversa le età e viene intesa in un modo ben preciso. “È una cosa - racconta Nino Labate – che nasce dentro di te. Mio padre non mi ha mai detto ‘da grande vorrei che tu facessi il portatore’.

Quando avevo 14 anni, un giorno sono stato io a voler venire con lui e ovviamente la sua gioia era incontenibile. È stato uno dei suoi più grandi insegnamenti, perché essere portatore è una cosa che si deve sentire e farò lo stesso con mio figlio. Non gli dirò mai di farlo, io l’ho affidato alla Madonna perché il rapporto tra me e la Patrona va veramente oltre. Periodicamente ogni 20 giorni mi reco all’Eremo, non aspetto soltanto i momenti della processione e della festa. Per me Lei c’è sempre, tutti i mesi dell’anno.”

Festa Madonna portatore Zito-2

Bruno Zito

Terzo intervento con un’altra figura del gruppo, da sempre vicina a monsignor Salvatore Nunnari, vescovo emerito di Cosenza - Bisignano, padre spirituale e guida dei portatori dopo l'indimenticabile don Italo Calabró. Ne parla così Bruno Zito: “Per il cittadino, secondo me, monsignor Nunnari è una memoria storica. Ha vissuto Reggio in periodi critici, ad esempio nei Moti quando era sacerdote della parrocchia del Soccorso. E' cresciuto in mezzo alla gente di Reggio, ed è sempre stato vicino ai poveri ed è tutt’ora, nonostante i suoi problemi di salute, sempre attivo. Ha preso anche il Covid, ma il vaccino l’ha salvaguardato.

La settimana scorsa - racconta ancora Zito - nel quinto sabato della Madonna della Consolazione è entrato a far parte dell’aggregazione dei frati cappuccini. Ancora oggi sta accanto a noi portatori. Oltre che un padre e amico è stato sempre un uomo di Chiesa per la gente.”

Anche Bruno Zito non può non commentare la situazione di pandemia, tra cambiamenti e dolci ricordi del passato: “Il momento attuale di pandemia lo vivo con malinconia, ma nello stesso tempo con gioia perché il nostro Quadro è sceso al Duomo l’anno scorso e anche quest’anno lo farà. Anche la pandemia è uno dei tanti ricordi non belli e fanno tutti esperienza come tanti altri fatti sul Quadro, come ad esempio nel ‘98 a novembre quando il Quadro non voleva risalire all’Eremo. Ci sono momenti così, ma la nostra venerata Immagine protettrice di Reggio ci ha salvato da tante altre pandemie.

Dal 2016 - sottolinea Zito - sono cavaliere di Maria, con 45 anni da portatore adesso alle spalle. Ero sotto la stanga da quando avevo 19 anni. L’ambiente dei portatori, tutte brave persone, è fatto di gente che va dall’avvocato al medico, fino all’operaio. Siamo tutti uniti e sotto la Vara si vive un’emozione indescrivibile da fuori. Bisogna esserci sotto per capirla. Sono nato il 14 settembre 1957, mia madre ha visto scendere il Quadro e poi sono nato nel pomeriggio. Così ho anche il nome Consolato in onore della Madonna. Questi sono segni che mi hanno portato ad essere portatore e ringrazio sempre la Patrona di aver potuto seguire questa strada. I reggini sono tutti devoti alla Sacra Effigie.”

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Festa di Madonna, l’attesa dei portatori tra valori e devozione

ReggioToday è in caricamento