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Giovedì, 8 Dicembre 2022
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La festa del 2 giugno in città: le celebrazioni di oggi

Questa mattina, la tradizionale parata militare con l’alzabandiera e la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti. Il neo prefetto ha poi conferito le onorificenze

Anche Reggio Calabria oggi è in festa. In occasione del 2 giugno, sul Lungomare cittadino si è svolta la tradizionale parata militare alla presenza  delle massime autorità civili, militari e religiose della Città metropolitana. Si celebra oggi in tutta Italia una data storica: il primo referendum a suffragio universale per cui furono chiamate a votare per la prima volta anche le donne. Una scelta decisiva del Paese, che appena uscito dalla Seconda Guerra Mondiale e dal regime fascista, accolse con favore la Repubblica Italiana. 

La parata militare 

Come da tradizione a Reggio, le celebrazioni hanno avuto inizio presso il Monumento ai Caduti, con l’alzabandiera e la deposizione della corona d’alloro. Massimo Mariani, che per la prima volta celebra la Festa della Repubblica in città in veste di neo prefetto, ha poi dato seguito alla lettura del messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il messaggio del presidente Sergio Mattarella 

Il Capo dello Stato vuole trasmettere all’Italia i valori che l’hanno resa il Paese che è oggi: libero, democratico e teso all’uguaglianza. Si parla altresì di “coesione” su tutti i territori, cui i prefetti fanno capo. “Qui a Reggio Calabria – afferma il prefetto Mariani – il messaggio di Sergio Mattarella si rafforza anche e soprattutto nella lotta verso la criminalità organizzata. Dobbiamo cercare, insieme, di estromettere dal territorio calabrese tutte le storture esistenti: si parta dal basso, dai cittadini”.

La cerimonia in Prefettura 

Ed è proprio il prefetto ad aver conferito, poi, le onorificenze dell’ordine “Al merito della Repubblica Italiana” e le medaglie d’onore, consegnate ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra, nonché ai familiari dei deceduti “che si propongono di ricompensare benemerenze acquistate verso la nazione nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte ai fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”.
 

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