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Al centro Raimondo Zagami (Foto profilo Facebook di “Giraffa Bianca” Oreste Serini - Reggio Calabria)

Al centro Raimondo Zagami (Foto profilo Facebook di “Giraffa Bianca” Oreste Serini - Reggio Calabria)

Festa di San Giorgio patrono degli scout: in ricordo di Zagami, educatore di grande valore

Il giornalista Filippo Praticò, nella giornata che celebra il santo patrono della città, coglie l'occasione per ricordare in questo San Giorgio 2021 il padre dello scautismo laico reggino

Il 23 aprile è il giorno che ogni anno la Chiesa dedica a San Giorgio martire, raffigurato come il cavaliere medievale che in sella ad un cavallo lotta e sconfigge un drago. San Giorgio è pure celebrato in tutto il mondo come santo patrono degli scout che in quel giorno si riuniscono all’aperto, e rinnovano solennemente la promessa scout, secondo l’invito di Baden Powell, il fondatore dello scautismo, che suggeriva di rammentarla per riscoprire periodicamente lo spirito della legge scout. 

Il giornalista Filippo Praticò, nella giornata che celebra il santo patrono della città di Reggio Calabria, coglie l'occasione per ricordare "in questo San Giorgio 2021 il padre dello scautismo laico reggino, il professor Raimondo Zagami che ha guidato la sezione di Reggio del Cngei, Corpo nazionale giovani esploratori e esploratrici italiani, per oltre 40 anni a partire dal 1947, formando diverse generazioni di giovani agli ideali di Baden Powell. 

Ideali volti a fare di fanciulle e bambini, ragazze e ragazzi, e giovani, veri cittadini del mondo, preparati e capaci di svolgere iniziative da singoli o in gruppo, disponibili ad aiutare il prossimo e prestare aiuto a chi ne ha bisogno operando anche in contesti difficili, persone “capaci di guidare da soli la propria canoa”".

Chi era Raimondo Zagami

Nato a Messina nel novembre 1906 e deceduto a Reggio Calabria nel novembre 1986, formatosi come docente di educazione fisica all’Accademia Nazionale, alla Farnesina di Roma, ed insegnante nella scuole di Reggio dal 1934, Raimondo Zagami ai suoi ragazzi soleva spesso dire che “le acque dello Stretto uniscono e non separano” le due città.

La sezione Cngei di Reggio

La sezione Cngei di Reggio fondata nel 1915, tra le prime in Italia, nel 1928, con l’entrata in vigore della legge fascista che sciolse ogni genere di associazione giovanile per accentrare le attività educative nell’Opera Nazionale Balilla, viene formalmente chiusa, ma molti propri iscritti continuano a svolgere clandestinamente le attività scout: giochi e incontri camuffati come attività sportive, in sede nelle baracche al rione San Prospero, i campi estivi in Aspromonte, Serra Petrulli o Podargoni. Nel 1944, il gruppo clandestino reggino però cessa del tutto le attività, al contrario di quanto avviene in altre parti d’Italia dove gruppi di scout cattolici continuano ad operare anche durante la Resistenza partigiana con compiti di messaggeri oppure di assistenza medica. Sul fronte dell’associazionismo laico sarà dopo il "Jamboree de la Paix", di Parigi nel 1947, che in Italia rinascerà il Cngei. A Reggio il compito di rilanciare la sezione è assegnato dunque, al professor Raimondo Zagami, adesso maturo scout dal totem di Cervo Veloce del Peloro.

Raimondo Zagami, sposato nel ’36 con la docente Adelina Franco, nel 1947 è padre di due figli, Romano Sergio e Andrea, mentre Carlo arriverà nel 1949. Ricorda ancora Filippo Praticò: "In quell’anno di ripresa il professor Zagami gira per le scuole di Reggio e riunisce alcune decine di ragazzi che dopo un anno di attività all’aria aperta e un campo estivo sotto le tende di Serra Petrulli, nel settembre 1948, dalla sede centrale di Roma si vedranno riconosciuta l’adesione al Cngei. Nel contempo, Zagami è incaricato di riordinare anche le sezioni del Sud Italia, Puglia e Sicilia, in particolare, dove ripartono molti gruppi scout laici.

Gli anni successivi a Reggio vedranno ingrossarsi le fila degli iscritti, lupetti, esploratori e rover, e sotto la guida del professor Zagami le riunioni sono tenute presso la sua abitazione di via Tripepi, o sulla Via Marina, e solo dopo il 1955 gli iscritti Gei avranno sede nei cantinati di alcune scuole al centro. Saranno pure svolte partecipate gite di scout di Reggio e di Messina sull’Etna, al Cippo di Garibaldi; campi estivi in Basilicata con le sezioni di Bari e Reggio Emilia, e nel 1954 un successo di partecipazione al Campo Nazionale di Rasiglia in provincia di Perugia.

La sezione reggina si irrobustisce dell’operato di giovani e meno giovani scout: Nicola Serini, il Lupo Saggio del clandestino GS San Prospero, è vice commissario; il figlio Oreste è capo reparto; nei reparti e nel branco risuonano i nomi di Mimmo Scuncia, Mario Cedro, Carlo Colella, Bruno Paparatti, i fratelli Elio e Pino Canale.

Nel 1951, un evento forte caratterizza l’azione degli scout Gei di Reggio: è la formazione di alcune unità miste con i rover dei clan della cattolica Asci, alcuni provenienti da Roma, che sotto il coordinamento del maggiore Matteo Zagami, comandante di una unità del Genio Militare di stanza a Messina, e fratello del commissario scout Raimondo,  effettuano per diverse settimane operazioni di soccorso alle popolazioni della Vallata del Valanidi, come quelle di Africo, Roghudi e Bova, duramente colpite dall’alluvione.

A Reggio e in Calabria “è l’embrione della protezione civile” ricorda Carlo Zagami, terzo figlio di Raimondo, che tra gli anni 1970 e 1990 ha guidato la sezione Gei reggina, e che nel 1968 è stato attivo partecipante ad una analoga missione di soccorso alle popolazioni siciliane del Belice colpite da un disastroso terremoto. Carlo Zagami ricorda come il padre, dopo le esperienze di aiuti con le alluvioni del 1951 e del 1953, per diversi anni, abbia poi promosso per gli scout reggini corsi di addestramento alla protezione civile con il Corpo dei Vigili del Fuoco e la Croce Rossa.

Essere preparati a prestare aiuto ai bisognosi, - continua Filippo Praticò - è una delle regole scout, ma anche gioco e avventura all’aria aperta, rispettare la natura, conoscere e condividere amicizia e fratellanza con gli scout e gli altri giovani del mondo, sono state le direttrici dell’azione del commissario Raimondo Zagami che ha guidato i contingenti degli scout italiani del Cngei ai Jamboree del Giubileo in Inghilterra nel 1957, del 1963 in Grecia, del 1967 nelle montagne dell’ Idaho negli Usa, e nel 1971 in Giappone. A partire dal 1966 fino alla fine dei loro giorni, con gli scout adulti, Raimondo Zagami e Nicola Serini hanno animato gli annuali Incontri di Primavera del clan Seniores organizzati in varie parti d’Italia.

“Noi, sia pure tra epocali dibattiti e contrasti, fin dai primi anni '60 praticavamo la coeducazione – ha scritto in una memoria il notaio Carlo Zagami - e i nostri campi estivi erano misti. Cose queste che oggi sono del tutto naturali, ma che allora ci facevano essere veramente all'avanguardia”.

“I suoi insegnamenti di vita, di comportamento, di necessità di credo, di rispetto e tolleranza, di princìpi come libertà, uguaglianza e fratellanza mi hanno accompagnato fino ad ora”, ha scritto il medico Arturo Occhiuto, in una memoria su quegli anni di commissariato Zagami. “Ci ha fatto crescere cittadini del mondo la consapevolezza che la diversità è un valore aggiunto e non una causa di frizione e di scontro, il rispetto dell'altro è un'occasione di crescita e di maturazione, spirituale, culturale, educativa”".

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