Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Centro

"Lavoriamo qui, viviamo qui: esistiamo": migranti in sciopero davanti alla Prefettura

Sono arrivati dalla Piana di Gioia Tauro più di duecento braccianti per chiedere il rinnovo dei permessi di soggiorno e la possibilità di vaccinarsi

E' un grido di dolore che parte da piazza Italia. Il dolore dei braccianti, dei lavoratori migranti della piana di Gioia Tauro, che sono arrivati a Reggio Calabria per far sentire la loro voce davanti alla prefettura. Uno sciopero organizzato dalla Flai Cgil che ha portato in piazza uomini e donne che ancora aspettano condizioni di vita e di lavoro dignitosi. 

Non è il tempo della raccolta degli agrumi quando le campagne sono piene di migranti, ma anche in questo giugno molto caldo sono davvero tanti i braccianti che oggi hanno incrociato le braccia e hanno deciso di partecipare alla protesta. Tante bandiere rosse della Flai Cgil e un solo grido: “Lavoriamo qui, viviamo qui, siamo qui: Esistiamo”. Quattro autobus partiti dalla tendopoli di San Ferdinando, da Taurianova, da Rosarno e Gioia Tauro per portare più di duecento lavoratori accompagnati dai sindacalisti.

C'è anche Jean-René Bilongo della Flai Cgil nazionale, insieme a Caterina Vaiti, segretario Cgil Calabria, Celeste Logiacco, segretario generale Cgil Piana di Gioia Tauro, Rocco Borgese, segretario generale Flai Cgil Gioia Tauro e da Doumbia Mohamed e Jacob Atta, sindacalisti della Cgil Flai territoriale.

“Chiediamo al prefetto maggiore celerità  - spiega  Jean-René Bilongo - per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno e l'inclusione di tutti i migranti nella campagna vaccinale. La burocrazia particolarmente lenta qui a Reggio Calabria con permessi di soggiorno che non vengono rinnovati o rilasciati, li lascia in una condizione di sospensione che non permette infatti ai migranti di potersi registrare sulla piattaforma e poter fare il vaccino. Ancora chiediamo una accoglienza dignitosa, il potenziamento delle azioni di prevenzione e contrasto allo sfruttamento e al caporalato. Anche oggi una giornata di lotta per il lavoro e i diritti”.

La Flai-Cgil è da sempre vicina ai braccianti migranti nella Piana, con presidi sul territorio e con il sindacato di strada con il camper che gira nelle contrade e nelle campagne per spiegare i diritti a questi uomini. Non sono solo braccia, ma persone, braccianti sfruttati che  lavorano a cottimo per pochi euro: di inverno una cassa di 25 chili di arance fa 50 centesimi, mentre per i mandarini si arriva a un euro. 

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Oggi c'è anche Jacob Atta, del Ghana, che ha attraversato il deserto, ha sfidato il mare sul barcone partendo dalla Libia, ha ottenuto per il permesso di soggiorno per motivi umanitari e adesso ha un contratto con la Cgil come mediatore culturale. Lui conosce bene le difficoltà e i problemi di chi lavora la terra in Calabria, perché anche lui è stato bracciante sfruttato dai caporali e ha vissuto nei container come i “suoi fratelli africani”.

Una giornata di sciopero per ricordare che anche in tempo di pandemia da Covid 19 i migranti sono stati una risorsa nelle campagne per portare avanti il lavoro e il raccolto e adesso non ci si può dimenticare di questi uomini e donne che aspettano di veder riconosciuti i loro diritti.

I sindacalisti sono stati poi ricevuti dal prefetto Massimo Mariani che, dice Bilongo dopo l'incontro, “ha accolto la nostra richiesta di costituzione di una maggiore sinergia con la questura per un dialogo sulle istanze di questi lavoratori”.

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