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Esce oggi "Flamants Roses", nuovo album di Nicola Sergio

Il compositore di Galatro, parigino d'adozione, presenta il suo ultimo lavoro in trio con Gargano e Marguet

"Oggi è un giorno speciale. Passione, sogno, entusiasmo condiviso, tutto finalmente si materializza in un bellissimo oggetto che possiamo tenere tra le mani". E' emozionato Nicola Sergio, pianista e compositore di Galatro, nell'annunciare l'uscita del suo nuovo album Flamants Roses. Il disco da oggi è disponibile in formato fisico e per l'ascolto in streaming negli store online Bandkamp, Inouïe Distribution, Fnac e Cultura. Presto arriverà anche la versione digitale, anticipata all'inizio di ottobre dal singolo "La prière de l'autre" su tutte le piattaforme.

Si tratta di un concept album costruito attorno al simbolismo evocato dall’iconico fenicottero (flamant rose è il nome francese del volatile) per rappresentare l’eterno conflitto globale tra Bene e Male. Nella metafora immaginata da Nicola Sergio, l’eroe è il flessuoso trampoliere rosa ritratto con le grandi ali aperte sulla scenografica copertina del disco di Marie Laure Olmi: contrapposto al terribile marabù, rappresenta la parte sana della società, che nei nove brani ha come numi tutelari personaggi straordinari, da Ulisse ai giudici Falcone e Borsellino.

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L'ispirazione dell'album (nella foto) si è accesa in Sergio dopo la visione di un documentario sui fenicotteri africani dove il loro flusso migratorio era minacciata dai marabù, uccelli dall'aspetto spaventoso che per sopravvivere devono nutrirsi di carogne. Spiega il musicista: "Ho avuto subito l'idea di utilizzare quest'immagine per esprimere la lotta tra il Bene e il Male, identificando nei fenicotteri alcuni personaggi reali o letterari che hanno combattuto per realizzare i loro sogni e difendere i loro valori. I marabù invece sono diventati i loro oppositori, tutti coloro che li minacciano e vogliono fermarli".

Una storia di distruzione, resistenza e rinascita, raccontata nel disco di impronta jazz classica con temi talora incalzanti e drammatici, poi limpidi e lievi, come in “Chant de Sirène”, in cui Ulisse è simbolo di audacia e sete di conoscenza; “Le chemin des deux héros”, dedicato a Falcone e Borsellino; “La prière de l’autre”, dove un ateo prega per il dialogo tra le religioni in guerra; mentre "Flamants roses", che dà il titolo all'album, è un omaggio al pianista Fred Hersch, che a causa di un lungo di stato di coma dovuto all'Aids, aveva perso le funzioni muscolari ma non si è arreso ed è ritornato a suonare. I diabolici "Marabouts" sono invece in agguato dall'altra parte del fiume, luogo di perdizione e isolamento dove questi animali esteticamente spaventosi covano il loro istinto di distruzione del bene.

Secondo il compositore, che da quattordici anni ha eletto Parigi come residenza artistica e sentimentale (vive lì con la moglie francese e i due figli, di cui il piccolo Marco, nato lo scorso 14 ottobre), l’idealismo leggendario dei fenicotteri rosa sin dagli albori dell’umanità è ostacolato dall’azione devastante dei marabù. Orrendi uccelli che si cibano di carogne e cercano nutrimento nell’usurpazione dell’energia altrui. Dice ancora Nicola Sergio: "I marabù sono esistiti in ogni civiltà ed esistono anche oggi, ma poiché hanno come scopo soltanto quello di impedire il volo dei sognatori i marabù saranno sempre perdenti". 

In "Flamants roses" Sergio suona in trio con Mauro Gargano al contrabbasso e Christophe Marguet alla batteria, ospite Jean-Charles Richard al sax soprano per una contaminazione atipica che sottolinea la dualità di temi dell'album.

Debutto dal vivo a Parigi, poi il tour e una sorpresa tecnologica

Allievo a Galatro del maestro Massimo Distilo, che ne ha scoperto e incoraggiato il talento, a Parigi il musicista si è affermato anche come performer apprezzato dalla critica internazionale (ha collaborato con colleghi illustri quali Javier Girotto, Francesco Bearzatti, Stéphane Kercecki e Michael Rosen, che ha portato con sè ad esibirsi anche a Scilla) e vincitore di premi. All’attivo ha quattro album da compositore, “Symbols”, “Illusions” “Migrants” e “Cilea Mon Amour”, rilettura jazz del maestro lirico. Un lavoro, quest’ultimo, a cui tiene in modo particolare: "E’ stato un vero onore, anche se inizialmente ero un po’ timoroso nel manipolare un materiale che considero musicalmente sacro. Poi ho deciso di andare fino in fondo, prendendo spunto dalle sue note immortali ma anche mettendoci dentro la mia personalità e sono soddisfatto del risultato. Inoltre, per i ricordi e le sensazioni che mi suscita, quest’album resterà sempre un punto di riferimento nel mio lavoro".

"Flamants roses" debutterà dal vivo con un concerto al Sunside di Parigi il prossimo 22 novembre. A dicembre il trio sarà in tour in Corea del Sud, ed è in preparazione un altro cartellone live europeo da gennaio 2023. Nicola Sergio anticipa poi una sorpresa legata al nuovo album, un lavoro che collega arte e tecnologie innovative, in collaborazione con un'azienda romana. 

In apparenza delicati e fragili, i fenicotteri che dormono in equilibrio su una gamba esile sono esempio di forza e resilienza. Un po' della loro grazia tenace si ritrova in tutti quelli che hanno il coraggio di perseguire gli ideali in cui credono, ma dentro di noi esiste anche una zona oscura da marabù, che dobbiamo vincere lottando contro le nostre stesse paure. 

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