Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Gallico

"Il lungomare di Gallico in totale abbandono": la denuncia di Ripepi

Il consigliere comunale: "Che cos’altro ci serve per provare l’incapacità di Falcomatà a guidare un territorio come il nostro? È sotto i nostri occhi l’abbrutimento di una Reggio, che ormai solo nella memoria ritorna bella e gentile"

"Lo scenario di totale abbandono e deprimente incuria non cambia a Gallico. Tutto perfettamente uguale in ogni angolo della città più bella e martoriata del mondo. Basta entrare nel lungomare di Gallico, dalla parte di Archi, per vedere la piazzetta inaugurata qualche anno fa da Falcomatà, pronta a crollare mentre bambini, giovani ed anziani gli gravitano intorno sperando che non succeda nulla. Tutto perfettamente in linea con lo stile Falcomatà, che tutto annuncia e nulla porta a compimento ivi incluso il Lungomare di Gallico che giace nell’abbandono totale e nell’incuria".

E' quanto denuncia il consigliere comunale Massimo Ripepi che ribadisce: "Non è storia delle ultime stagioni, bensì di sette anni lasciati trascorrere nell’indifferenza amministrativa, senza che questo sindaco faccia nulla al riguardo. La bella marina di Gallico si è ormai trasformata in una discarica a cielo aperto, ma neanche questo è una novità. Aggiungiamo i lavori lasciati a metà, cantieri abbandonati alla mercé delle sterpaglie, scarichi fognari, che si immettono nel nostro meraviglioso mare allagando la spiaggia e generando un olezzo senza precedenti, acuito dal caldo torrido e dalla presenza dei ratti nonchè i vecchi progetti dell’ex amministrazione Scopelliti prima partiti e ora fermi.

Non c’è traccia di riqualificazione, ma l’unico segno è quello di una politica locale, incapace di portare a termine persino quanto cominciato dalle precedenti amministrazioni". Ripepi continua: "Possiamo riconoscere una sola cosa al nostro primo cittadino: di saper creare degrado, deterioramento e imbarbarimento del territorio. In questo è ormai specialista, a parte gli annunci, i proclami e le cerimonie di inaugurazione, e sul tema non lo batte nessuno.

Effettivamente è una competenza la capacità di fare terra bruciata di tutto il bello possibile e immaginabile a suon di immondizia fetida lasciata nelle traverse, di manti stradali e aree pedonali divelti, di spazi pubblici pronti a crollare su passanti e residenti. Tutto questo riguarda il Lungomare di Gallico, ma le altre periferie di Reggio Calabria appaiono nella medesima veste, mentre la città è più che mai paralizzata come un paralitico che grida, ma non se ne sente la voce. Bloccati i lavori, bloccata la crescita e lo sviluppo della città, bloccate le occasioni, bloccata la consultazione popolare, bloccata la democrazia.

Questo è lo slancio di Falcomatà: non essere nemmeno in grado di far cambiare un depuratore facendo iniziare i lavori per tempo; l’ultimo a mettervi mano era stato il sindaco Arena". Per iol consigliere comunale "la situazione del Lungomare di Gallico è perfettamente speculare alla situazione del Parco Lineare Sud; come dire, che da nord a sud del territorio reggino, il sindaco ed i suoi tecnici e progettisti del futuro reggino, non sbagliano un colpo. Eppure recentemente proprio Falcomatà, a margine di un incontro sulla progettazione del suddetto Lungomare, sentenziava come cosa fatta, “ridisegniamo uno dei borghi marinari più suggestivi”. In che modo vorremo capirlo, visto che tutto tace e tutto giace trascurato.

Il progetto è rimasto parola morta, fine a sé stessa, come la maggior parte delle sue azzardate dichiarazioni; un ormai non più giovane ragazzo, che gioca con il destino dei suoi concittadini e monta e smonta cantieri come se usasse i lego. Ribadiamo dunque, che questa è una giunta sciagurata, che appare come un maleficio e presta attenzione al suo tornaconto politico, mandando in malora anni di pianificazione e di denaro pubblico.

Che cos’altro ci serve per provare l’incapacità di Falcomatà a guidare un territorio come il nostro? È sotto i nostri occhi l’abbrutimento di una Reggio, che ormai solo nella memoria ritorna bella e gentile. Infine, chi pagherà il conto? Ovviamente sempre noi cittadini!"

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