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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

"Nelle carceri situazioni al limite": il garante dei detenuti Siviglia chiede interventi urgenti

A palazzo Campanella la presentazione delle linee guida dell'attività del neo rappresentante regionale. Nei 12 istituti penitenziari calabresi sono presenti 2.819 detenuti, 62 sono donne

"Era fondamentale che la Regione si dotasse di una figura di garanzia così delicata e importante anche perchè la situazione delle carceri e calabresi non desta molta tranquillità". Lo ha affermato Agostino Siviglia, neo garante regionale dei diritti delle persone detenute a Palazzo Campanella durante la presentazione delle linee guida della sua attività in attuazione della legge regionale 1/2018 che ha istituito la figura del garante.

All'incontro erano presenti il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, primo firmatario della legge regionale 1/2018 e il presidente della commissione Affari istituzionali Franco Sergio. Siviglia nel corso del suo incontro ha fatto il punto sulle presenze dei detenuti nei dodici istituti calabresi "a fronte di una capienza di 2713 posti, sono presenti 2.819 detenuti, 62 sono donne al momento ospitate fra l'istituto di Castrovillari e quello di Reggio Calabria San Pietro. Gli stranieri presenti sono 671 mentre a Rossano sono detenuti quelli accusati di terrorismo islamico". 

La situazione ha affermato il garante "è ai limiti del disallineamento tra il senso di umanità delle pene previste dalla Costituzione e l'articolo 3 della Convenzione dei Diritti umani rispetto trattamenti inumani e degradanti.  "Ci sono situazioni in cui è necessario intervenire - ha precisato il garante - perchè siamo ai limiti del disallineamento tra il senso di umanità delle pene previste dalla Costituzione e l'articolo 3 della Convenzione dei Diritti umani rispetto trattamenti inumani e degradanti. L'assistenza sanitaria, all'esterno del carcere mostra i suoi problemi, all'interno del carcere si esaspera in maniera parossistica". 

Come riportato anche dall'agenzia Dire: "Ci sono comunque anche buone prassi che vanno consolidate - ha ribadito Siviglia - penso al carcere di Arghillà dove da quattro anni i detenuti ormai svolgono, in maniera strutturata, attività di lavoro volontario gratuito nei confronti della collettività, nell'ottica della Giustizia riparativa. Penso anche esperienza molto importante a Vibo Valentia o con l'impresa Callipo che da diversi anni assume detenuti dell'Istituto penitenziario di Vibo.

Quest'anno ne ha assunti sette a tempo determinato  per confezionare 12.000 cassette per i regali di Natale. "Questo è un aspetto non secondario, in quanto l'apporto della comunità esterna consente al detenuto non solo di qualificarsi professionalmente - ha concluso Siviglia - ma anche di avere una prospettiva una volta uscito dal carcere".

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