Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

"Alla Ciambra 200 bimbi vivono tra i rifiuti e senza servizi igienici": la denuncia dell'Unicef

Il presidente Francesco Samengo punta il dito sulle precarie condizioni sanitarie, all'interno degli alloggi popolari. Nei prossimi giorni, nuova riunione in Prefettura

Il rione Ciambra

Montagne di rifiuti, topi e carcasse abbandonate. Nel rione Ciambra di Gioia Tauro, circa 200 bambini vivono in condizioni sanitarie precarie, anche a causa della mancanza di servizi igienici all'interno dei complessi abitativi di edilizia popolare.

La denuncia arriva dal presidente di Unicef Italia, Francesco Samengo, intervistato dall'agenzia Dire. "Nel quartiere Ciambra i bambini vivono in una situazione ambientale davvero disastrosa, che deve essere risolta al più presto- ha affermato Samengo - noi abbiamo presentato un progetto di riqualificazione ambientale e sociale, che si chiama 'Gioia Tauro citta' amica dei bambini 4.0', con l'obiettivo di sostenere quella comunità nell'adozione di strategie per migliorare le condizioni di sostenibilità del territorio in maniera sistemica, tenendo in particolare considerazione la salute e la tutela dell'infanzia. Noi diamo la nostra disponibilità e offriamo anche i tecnici, ma anche le altre istituzioni dovranno dare il loro contributo". 

Ma è possibile stabilire se ci sia stato tra i bambini un aumento dei casi di malattie legate a queste condizioni sanitarie precarie? 

"Non posso dirlo con esattezza - ha risposto Samengo alla Dire- ma ci sono stati casi particolari, già ben noti al capo del Dipartimento per le Libertà civili e l'immigrazione prefetto Michele di Bari, a cui abbiamo presentato il nostro progetto".

E proprio su questo tema a febbraio è stato istituito un tavolo permanente di coordinamento, nel corso di una riunione che si è tenuta al ministero dell'Interno per identificare interventi volti a migliorare le condizioni di vita dei bambini che vivono nei complessi abitativi di edilizia popolare di via Ciambra (dove ci sono circa 87 famiglie), nel complesso di case abusive di via Asmara (dove ci sono circa 30 famiglie) e di 5 famiglie nel complesso Petrace.

Alla riunione erano presenti, oltre al presidente dell'Unicef Italia, Francesco Samengo, anche il capo del Dipartimento per le Libertà civili e l'immigrazione, prefetto Michele di Bari, il prefetto Massimo Mariani, il garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, che si è occupato più volte della questione; il sindaco di Gioia Tauro, Aldo Alessio e il vicesindaco Valerio Romano, gli assessori alle politiche sociali Francesca Guerrisi e ai lavori pubblici Giuseppe Romeo, il consigliere Andrea Macino. 

Quali saranno i prossimi passaggi?

"Al più presto ci sarà una nuova riunione in prefettura alla presenza del garante e dei sindaci di Reggio Calabria e Gioia Tauro".

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