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Gli arresti / Gioia Tauro

Giovane donna costretta a vivere in una stanza magazzino, in manette intero nucleo familiare

I carabinieri hanno chiuso le indagini, finiscono in carcere i genitori e due sorelle della 31enne

Maltrattameti in famiglia, è questa l'accusa dalla quale dovrà difendersi un intero nucleo familiare che è stato tratto in arresto dai carabinieri della compagnia di Gioia Tauro che hanno operato sotto il diretto coordinamento del colonnello Marco Guerrini, comandante provinciale dell'Arma.

In manette sono finiti il padre e la madre, entrambe di 58 anni, nonché due figlie una di 28 anni e un’altra di 20 anni, tutti ritenuti gravemente indiziati di aver compiuto maltrattamenti nei confronti di una terza figlia di 31 anni.

Le indagini, condotte dal mese di giugno dello scorso anno, hanno rilevato numerosi episodi nei quali la vittima era costretta a subire pesanti minacce, ingiurie ed aggressioni fisiche gratuite, con condotte tese alla totale sopraffazione.

In aggiunta, la donna veniva costretta a vivere in una stanza degradata, priva di pavimento, con la serranda rotta, in gran parte umida sui muri e con all’interno anche materiale normalmente riposto in un magazzino, quali una bicicletta, secchi della spazzatura, scale e attrezzi di lavoro. All’esterno della porta, inoltre, era presente un lucchetto, unico presente rispetto alle altre porte interne all’abitazione.

La vittima, con un lieve deficit cognitivo, veniva spesso svegliata la notte senza motivo, costretta ad alzarsi prestissimo e ad effettuare le pulizie domestiche, venendo apostrofata in continuazione con insulti ed epiteti profondamente offensivi, minacciata di morte e rimproverata senza motivo.

Le parole del cap. Andrea Barbieri, comandante della compagnia dei carabinieri di Gioia Tauro

In alcune circostanze, spiegano i carabinieri, la povera ragazza - che, a volte si domandava e domandava ai familiari il motivo di tanta violenza fisica e verbale - era percossa senza nemmeno una causa scatenante, con una rabbia incomprensibile, ancor più perché posta in essere da genitori e sorelle in un luogo - la casa - che avrebbe dovuto offrire riparo e protezione.

I giudici del tribunale di Palmi, ricevuta l’informativa dei militari della sezione operativa della compagnia dei carabinieri, emetteva in poco tempo quattro misure di custodia cautelare in carcere - tutte eseguite - nei confronti dei genitori e delle due sorelle della donna.

Il procedimento, specificano i carabinieri, si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e non si escludono sviluppi - anche in positivo - nei confronti delle persone ritenute gravemente indiziate.

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