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Martedì, 17 Maggio 2022
Aiga

I giovani avvocati dell'Aiga in visita al carcere di Arghillà

Attualmente sono presenti circa 293 detenuti. Molte le criticità da superare

Gli avvocati dell’Osservatorio nazionale Aiga sulle carceri, Michele Sergi del Foro di Reggio Calabria, Franco Zappia del Foro di Locri e Beatrice Bagno del Foro di Lamezia, hanno effettuato stamattina il sopralluogo nel carcere di Arghillà, in Reggio Calabria. L’iniziativa, nata dall’Aiga stess,a è stata resa possibile grazie all’autorizzazione ottenuta dal Dap e dal ministero della Giustizia che ha permesso l’ingresso contemporaneo in 19 carceri da nord a Sud. L’obiettivo è quello di garantire per la prima volta, una reale e concreta mappatura di tutti gli istituti penitenziari, edi giovani avvocati-2 allo stesso tempo, sensibilizzare l’opinione pubblica e la legislatura al fine di ottenere una riforma dell’ordinamento penitenziario.

Punti di forza della struttura

La casa circondariale di Arghillà è una struttura grande che può ospitare 330 detenuti senza che ci siano problemi di sovraffolamento. Attualmente sono presenti circa 293 detenuti.

Numerose sono le attività all’nterno dell’istituto penitenziario: dall’arte, alla musica, dallo sport al cinema fino alla formazione della scuola superiore. All’interno infatti è possibile frequentare la scuola superiore e conseguire il diploma dell’istituto d’arte.

Progetti

L’istituto penitenziario di Arghillà nel corso degli anni dovrebbe ampliarsi, in quanto è previsto un nuovo complesso pronto ad ospitare altri 200 detenuti. Nello stesso progetto è incluso un campetto da calcio e uno da bascket, in quanto al momento è sprovvisto di tutto questo.

Il Covid

Attualmente c’è un piccolo focolaio, che ha creato un po' di disagi all’interno della struttura. Fortunatamente la situazione è stata gestita senza grossi problemi. Il covid, spiega il vice direttore : "ha rivoluzionato tutto ma ha anche accellerato alcune procedure. Il ricorso a strumenti telematici ha reso più semplice sia i colloqui che i processi, senza che il personale si spostasse dall’istituto".

Problematiche

L’istituto nonostante sia nuovo, presenta molti problemi a livello strutturale. Numerose sono, infatti,  le infiltrazioni di acqua che hanno reso nel tempo impossibile l’accesso in alcune aree del carcere con la chiusura di alcune celle.

C’è poi la carenza di personale: "il vice direttore del carcere ha spiegato che è il principale problema, si riesce a gestire ma è la criticità primaria" . Sulle strutture: "Quelli che sono i lavori di straordinaria manutenzione vengono gestiti dall’esterno su autorizzazioni, quella ordinaria degli spazi interni è fatta dai detenuti stessi". Da migliorare? "Sicuramente l’uso degli spazi comuni- aggiunge - Il controllo, visto l’organico ridotto di personale, non permette di sorvegliare alcune stanze quando sono libere".

Infine, grave è la carenza di personale sanitario nel carcere, ci spiega il vice direttore: "prima della pandemia avevamo il personale sanitario presente sul posto 24H su 24H, adesso la disponibilità è stata ridotta a 8 ore a giorno, mentre solo gli infermieri sono disponibili 24h“. Servirebbe un intervento imminente prima che la situazione degenerasse.

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