Giovedì, 18 Luglio 2024
L'incontro

Giustizia consensuale: focus su un nuovo modo di gestire i conflitti

L'evento, organizzato da Nancy Stilo, avvocato e mediatrice, col patrocinio di Aiga, tenuto presso il cortile della Chiesa degli Ottimati, è stato rivolto agli operatori del diritto e ai semplici cittadini

"Giustizia consensuale – Un nuovo modo di gestire i conflitti" è il tema dell’incontro, organizzato da Nancy Stilo, avvocato e mediatrice civile e commerciale, col patrocinio di Aiga, sezione di Reggio Calabria e dell’organismo di mediazione Adr Intesa.

Considerata la tematica, l’evento, tenutosi presso il cortile della Chiesa degli Ottimati, è stato rivolto tanto agli operatori del diritto quanto ai semplici cittadini. Ciò in quanto, come veicolato dalla gran parte dei relatori intervenuti, per giustizia consensuale si intende quell’insieme di strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, prima fra tutti la mediazione civile e commerciale, che pongono al centro della riparazione del conflitto “la persona”.

Strumenti che, diversamente dal sistema di giustizia ordinario, che tende a stabilire chi ha ragione e chi ha torto, mirano risanare il rapporto tra parti in lite aiutandole a trovare un accordo, una soluzione che sia soddisfacente per entrambe.

In tal senso si è espressa la prof. Tiziana Rumi, dell’Università Mediterranea, parlando proprio della mediazione civile come strumento di gestione dei conflitti a salvaguardia delle relazioni umane. Una provocazione, invece, quella lanciata dall’avv. Giuseppe Mazzotta il quale, a seguito di una disamina del settore giuslavoristico, ha prospettato il luogo di lavoro come possibile strumento di soluzione dei conflitti.

Stefano Musolino, procuratore aggiunto a Reggio Calabria e segretario nazionale di Magistratura democratica, si è poi soffermato sulla conflittualità quale base anche del diritto penale, aderendo a una prospettiva attenta alla mediazione dei conflitti e alla riparazione dei suoi esiti laceranti.

E’ intervenuto, poi, Luciano Gerardis, già presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria, portando il suo punto di vista e la sua esperienza quale testimone di tali evoluzioni del sistema giustizia, segnalandone talune criticità. Molta attenzione ha, infine, destato il prezioso intervento del padre Gesuita Sergio Ucciardo sulle implicazioni umane ed esistenziali connesse al rapporto tra conflitto e mediazione.

Le conclusioni sono state assegnate alla prof.ssa Patrizia Praticò, coautrice - insieme a Nancy Stilo e altri autorevoli autori - del libro, edito dalla Curcio Editore, “Giustizia le nuove sfide. L’aiuto arriva dalla mediazione”, che si è soffermata sulla mediazione in ambito educativo.

Di fronte alla difficoltà nel gestire i conflitti e le eventuali reazioni violente che ne derivano, si rende necessario, anche nella scuola, attivare processi di recupero delle risorse relazionali e la mediazione educativa rappresenta la via concreta per far fronte all’emergenza conflittuale in atto, insegnando a prendersi cura dell’altro. La mediazione scolastica, rappresenta lo strumento migliore di prevenzione, educando i più giovani a confrontarsi con le proprie emozioni, con il rispetto delle regole e degli altri.

Se la giustizia consensuale nasce, quindi, inizialmente, per supplire a quello che è il fallimento o l’inefficienza del sistema di giustizia ordinaria, al fine di rispondere tempestivamente a quelle che sono le esigenze dei cittadini e la tutela dei loro diritti; l’esperienza della mediazione, a partire da quella scolastica fino ad arrivare a quella civile, si inserisce, invece, in un più ampio progetto formativo di socializzazione e di valorizzazione reciproca, in cui la gestione del conflitto diventa motivo di crescita culturale della persona, un occasione per imparare a comprendere il punto di vista dell’altro, non assolutizzando il proprio.

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