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Tre posti per malati Covid, la terapia intensiva torna alla normalità

C'è solo una donna ricoverata per Covid e il reparto ritorna ad essere aperto come rianimazione con undici posti disponibili per altre malattie. Parla il direttore Nuccio Macheda

La campagna vaccinale contro il Covid sta producendo risultati e piano piano si torna a vivere. Caduto l'obbligo di indossare la mascherina all'aperto, però, c'è da stare ancora attenti anche per le varianti. Lo spiega bene Nuccio Macheda, direttore del reparto di terapia intensiva e anestesia del Grande ospedale metropolitano, in prima linea in questa pandemia nella battaglia ad un nemico invisibile e mortale.

“Qui al Gom – afferma Macheda – in atto abbiamo una sola paziente in terapia intensiva per Covid, una giovane donna straniera che sta combattendo contro questo terribile virus. Il reparto sta tornando alla normalità e infatti abbiamo riaperto 11 posti come rianimazione e restano tre posti per i malati Covid, in tutta sicurezza. In ospedale da subito è stato istituito un percorso preferenziale per le persone contagiate, il reparto di terapia intensiva è stato separato ermeticamente, è stata approntata la cosiddetta “Torre covid” dove sono stati trattati i casi meno a rischio. Per questo, soprattutto, sono stati approntate nuove postazioni di rianimazione nel blocco operatorio”.

“C'è un forte calo dei ricoveri e questo fa ben sperare per i prossimi mesi. Ancora ci sono però una ventina di pazienti nel reparto di malattie infettive e speriamo non debbano avere necessità della terapia intensiva, ma in caso siamo pronti ad accoglierli”. nuccio macheda-2

“Adesso è opportuno però continuare a proteggersi – aggiunge il dirigente – usando le mascherine anche se è caduto l'obbligo all'aperto, continuiamo ad usarle nei luoghi chiusi o quando ci sono molte persone vicine, manteniamo le regole del distanziamento fisico e utilizziamo la profilassi ormai nota. Sappiamo bene che in Italia e nel resto del mondo stanno circolando le varianti e bisogna stare attenti. Sembrerebbe che bastino pochi secondi per essere contagiati. E' opportuno per questo vaccinarsi, con entrambe le dosi, così da diminuire il rischio di contagio. C'è infatti da evidenziare che non si hanno certezze sulle varianti e su quella indiana perché bisogna studiarle e avere una certa casistica. Richiamiamo, quindi, alla prudenza e a comportamenti corretti”.

Quanto è contagiosa la Variante Delta 

Prima si parlava di contatti di 15 minuti con persone infette, adesso sembra che  5-10 secondi di contatto ravvicinato possano rappresentare un problema. Si sa infatti che la variante Delta è circa il 60% più contagiosa del ceppo Alpha, inglese, che già era il 50% più trasmissibile del ceppo originario di Wuhan arrivato in Europa nel 2019.

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