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Lunedì, 15 Agosto 2022
Cronaca

Graduatoria emergenza abitativa, l'Osservatorio: "Penalizzati i casi più gravi"

Su 311 domande presentate, 278 sono state valutate non ammissibili. Su tali dati l'associazione spiega che "la Commissione avrebbe potuto chiedere delle integrazioni per superare l’eventuale errore"

Momento favorevole da registrare, ma andando più in fondo dei dubbi restano. Lo scorso 14 luglio il Comune ha finalmente pubblicato la graduatoria delle cruciali domande di emergenza abitativa. Un atto considerato dall'Osservatorio sul disagio abitativo "in sé positivo ma presenta fin troppi limiti."

La novità istituita dal Comune permetterà di gestire "in modo più trasparente rispetto al passato. L'idea di una graduatoria - spiega ancora l'Osservatorio insieme alle varie associazioni interessate - per le emergenze abitative nasce, soprattutto, dalle richieste presentate dalle  associazioni a partire dal 2016, per superare la discrezionalità gestionale attribuita al  sindaco dalla normativa regionale (art. 31 Lr 32/1996), evitando quindi che le assegnazioni per emergenza abitativa  possano avvenire in modo arbitrario e  clientelare. Le richieste  delle associazioni, riviste dai consiglieri comunali in commissione, hanno portato nel gennaio 2018  all’approvazione di un regolamento comunale e pochi giorni fa finalmente alla pubblicazione della prima graduatoria.

Purtroppo i consiglieri comunali - sottolinea l'Osservatorio - hanno accolto la richiesta di regolamentare le assegnazioni delle emergenze abitative, ma non le proposte specifiche per rendere più efficace e coerente la regolamentazione, tra le quali una procedura informatica e la priorità per le emergenze più gravi. Il regolamento approvato infatti  presenta molte contraddizioni che oggi si manifestano nella graduatoria e nel tortuoso percorso che ha portato alla sua pubblicazione. I risultati e i tempi biblici lo evidenziano."

Analizzando i dati in suo possesso, l'Osservatorio rileva che "dalla graduatoria pubblicata risultano complessivamente presentate 311 domande per emergenza abitativa, a partire dal mese di aprile 2018 (data della pubblicazione del modulo di domanda) fino a poche settimane fa. Di queste 311 domande, 7 sono 'sospese', mentre  ben 278 sono state valutate non ammissibili, vale a dire il  91,44% delle domande prese in esame. Solo 26 sono risultate ammissibili, ossia l’8,56%. Il regolamento comunale prevede all’articolo 9 che le domande possano essere inammissibili se non contengono gli elementi previsti dal modulo di  domanda predisposto dal Comune e/o gli  allegati necessari. Questo significa, ci chiediamo, che 278 domande sono state compilate male? Se così fosse, l’articolo 9 del regolamento comunale prevede anche che durante l’istruttoria preliminare possano essere richieste integrazioni e delucidazioni. Quindi in caso di errore formale presente nella  domanda e, soprattutto per i casi di provata emergenza abitativa,  la Commissione avrebbe potuto chiedere delle integrazioni per superare l’eventuale errore.

Un dato  paradossale che inoltre - riflettono le associazioni - emerge è proprio la grave penalizzazione dei casi di emergenza abitativa più gravi, ossia gli sfratti e le violenze domestiche. Questo è, soprattutto, dovuto al regolamento, che non fissa alcuna priorità tra le emergenze più gravi e quelle meno gravi, con  il risultato che i casi di sovraffollamento dell’alloggio finiscono col precedere in graduatoria quelli di sfratto esecutivo e di violenza domestica. Tuttavia, il regolamento consente di presentare istanza di riesame. Certo, trattandosi di situazioni di emergenza, il fattore tempo ha un’importanza non secondaria. E dunque se, a nostro avviso, i risultati sono paradossali, i tempi non lo sono da meno. 

Le emergenze abitative - conclude l'Osservatorio sono situazioni che  dovrebbero essere trattate necessariamente  entro tempi  brevi  per evitare le gravi conseguenze. Basta pensare agli sfratti esecutivi delle famiglie a basso reddito e alle violenze domestiche ai quali si dovrebbe rispondere tempestivamente. I tempi invece sono stati incredibilmente lunghi. Dopo l’approvazione del regolamento, il 25 gennaio 2018, ad aprile dello stesso anno è stata avviata la presentazione delle domande; ma la Commissione prevista dallo stesso  regolamento, per valutare le istanze e redigere la graduatoria, è stata costituita  22 mesi dopo, a  novembre 2019. Dopo la sua costituzione, la Commissione  ha lavorato con estrema lentezza. 

Ci sono voluti otto mesi per valutare le 311 domande presentate e per redigere la relativa graduatoria. C'è da chiedersi  entro quanto tempo verranno assegnati gli alloggi alle  26 famiglie ammesse in graduatoria. E anche quali saranno i tempi di risposta della Commissione alle istanze di riesame che saranno presentate nelle prossime settimane."
 

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