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8 marzo / La forza delle donne

"Ho lasciato il lavoro per stare accanto a chi ha vissuto il lutto", la storia di Anna Lisa Nucara e del gruppo di mutuo aiuto

L'associazione Compagnia delle Stelle, con Risalire insieme, propone percorsi che rimettono in moto la vita e trasformano il dolore in un progetto per continuare ad amare in modo diverso chi non c'è più

Le sue parole scivolano dolci e la sua voce è serena, accogliente, come il suo sguardo non giudicante. Parla Anna Lisa Nucara, e ogni parola è scelta con cura, con attenzione verso l'altro, perché lei ha scelto di stare accanto a chi ha subito un lutto e lo aiuta a superare il dolore per la morte del proprio caro. 

Questa è la storia di Anna Lisa Nucara, una professionista che lavorava in banca, moglie e madre di due figlie, e che a un tratto della propria vita decide di cambiare tutto, lascia il lavoro e si dedica agli altri. Gesti concreti e tanta preparazione, per questa donna, forte e dolcissima, che sa toccare l'anima delle persone e sa accogliere il dolore dell'altro. 

Non è stata indolore la sua strada: anche per lei una grave perdita e poi si è ritrovata a compiere delle scelte, capaci, nel bene e nel male, di condizionare la sua vita. È nato così il gruppo di mutuo aiuto per il lutto Risalire insieme della Compagnia delle Stelle.

Da più di dieci anni si "nutre" delle parole di chi vive un lutto, dieci anni di storie, di racconti che sembrano essergli scivolati addosso, ma che in realtà Anna Lisa ha saputo trasformare in amore, in accoglienza e condivisione.

"Ho perso la mia mamma, - racconta Anna Lisa Nucara - in pochi mesi e ho vissuto sia la malattia che il lutto in solitudine, ma nonostante tutto ero riuscita a risalire, facendo quello che sentivo, a modo mio, cioè con il bisogno di autenticità che fa parte di me, quel prendere di petto le difficoltà senza scorciatoie o sconti. Nacque così, dopo pochi mesi, il bisogno di aiutare chi come me era rimasto solo".

Libro Nucara elaborazione lutto

Prima la formazione con Nicola Ferrari dell'associazione Maria Bianchi e poi è nato il gruppo Risalire insieme.

Il gruppo di mutuo aiuto

"Tutto iniziò nel 2010, - ricorda Nucara - L'idea di occuparci di lutto venne in mente alla mia instancabile presidente Antonietta Romeo. Così invitammo Nicola Ferrari a Reggio Calabria per parlarci del suo metodo. Il gruppo di mutuo aiuto, poi nacque nel 2013, ed io sono la facilitatrice. Con me ci sono i volontari Raffaele, Mariella e Grazia. Il metodo utilizzato è quello della narrazione guidata dell'associazione Maria Bianchi.

Ogni quindici giorni, il venerdì, ci incontriamo con i partecipanti, nella nostra sede in vico Vitetta, zona sud di Reggio Calabria, dalle 15 alle 17,30 che a volte diventano le 18, e si condividono le storie di perdita. Ognuno parla, racconta il proprio vissuto e chi era la persona cara venuta a mancare. 

Il gruppo è composto da 8 persone, fino a un massimo di 12. Ognuno ha una storia diversa, un percorso proprio, ma sono tutte unite da una sofferenza comune. Ognuno porta il proprio sé, e attraverso la condivisione, le parole, lascia andare il dolore e riesce a risalire. Il mio compito è quello di facilitare, di stimolare la riflessione".

Stanno seduti in cerchio e parlano. È un fluido di parole che circola per capire come sopravvivere al dolore, all'assenza di chi muore. 

"La morte è ancora un tabù, - evidenzia Anna Lisa Nucera - chi vive un lutto spesso non trova in chi sta accanto la comprensione del proprio dolore, quasi venisse sminuito e ricorrono frasi che a volte feriscono, frasi che vorrebbero essere di incoraggiamento ma che fanno male perché portano con sè la mancanza di ascolto: "Devi riprenderti", "La vita va avanti", "Tutti prima o poi dobbiamo morire". Ecco queste sono frasi che non riconoscono e non accolgono il dolore di chi sta vivendo un lutto. Ma riuscire ad esprimere il proprio dolore e raccontare chi era la persona perduta e ciò che ci ha lasciato, attraverso l'utilizzo della narrazione guidata, contribuisce all'elaborazione del lutto".

Un servizio gratuito, c'è solo una piccola quota annuale per le spese da sostenere ed il percorso è lungo. "Ovviamente dipende, - evidenzia Anna Lisa Nucara - dalla capacità di relazione e di mettersi in gioco di ogni persona, ma dall'esperienza avuta posso dire che il percorso è variabile, ma il minimo è dodici, diciotto mesi. C'è anche chi, finito il percorso, decide di restare come volontario".

Più di dieci anni accanto a chi soffre, come si fa a non farsi travolgere dal dolore degli altri? "Inizialmente, nei primi anni di facilitatrice ero schiacciata dal dolore e della sofferenza che ascoltavo. Poi piano piano ho imparato ad avere "il giusto distacco" che non vuol dire non essere più empatica, ma solo più razionale.

Ancora oggi entro fortissimamente in relazione con le persone che ascolto, e poi durante la settimana mi porto dietro il ricordo di quanto detto e lavoro alla ricerca delle parole da utilizzare nel prossimo incontro.

All'interno del gruppo si instaura fiducia e ognuno si sente libero di esprimersi. La parola ci aiuta a superare il lutto, ma anche a instaurare un cambiamento e a capire che il dolore si può trasformare in un progetto per continuare ad amare in modo diverso chi non c'è più".

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