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Cronaca

"I miei superpoteri", il nuovo libro di Eleonora Geria: "Ora parla mio figlio"

Dopo il successo del suo primo titolo "Un senso di te", la scrittrice reggina torna ad affrontare l’argomento sordità, questa volta dando voce al figlio e mostrando a tutti l’altro punto di vista della storia che ha appassionato tanti lettori

Torna a pubblicare la reggina Eleonora Geria dopo il successo del suo primo libro “Un senso di te”, e lo fa con un piccolo volume che ha già venduto tutte le copie al Salone del libro di Torino: “I miei superpoteri”, edito da La Corte, che ci racconta la stessa storia, ma attraverso la “voce” di Nicola.

Non si può parlare de “I miei superpoteri”, senza fare un cenno a “Un senso di te”, che racconta e descrive i sentimenti, le paure, lo smarrimento di una mamma che si sente dire “Tuo figlio è sordo”. 

Lo smarrimento iniziale, però, deve necessariamente lasciare spazio, seppur senza mai sparire, alla fermezza e all’immediatezza di decisioni da prendere, di eventi da affrontare, tra visite mediche e diagnosi difficili da accettare. 

Proposto al Premio Strega “Un senso di te” porta la scrittrice reggina sul piccolo schermo, ad affrontare questo delicato argomento, veicolando un messaggio di certo condiviso, e riconosciuto da tanti nella stessa situazione, e catapultandoci su un terreno nuovo dove tutto è difficile, dove la forza di una madre deve uscire prepotentemente fuori a supporto della volontà di dare al figlio una vita quanto più possibile normale.

“Mio figlio è sordo ma con l’amore ho imparato a farmi sentire”, sono le parole di Eleonora Geria che cerca di comunicare con ogni mezzo col suo bambino, districandosi tra consigli e pareri medici assolutamente contrastanti.

“I miei superpoteri” è una straordinaria narrazione che riprende le fila dal testo precedente, ma non lo fa seguendo un rigido ordine cronologico bensì ponendoci da altro punto di osservazione: quello di Nicola.

“Quale sarà la decisione migliore per mio figlio?”, si chiede Eleonora.

Ecco che, dalla storia che racconta i primi anni di vita di Nicola, dal momento della scoperta della sordità, vista con gli occhi di una mamma, si passa al punto di vista diverso, quello di Nicola, che oggi è un ragazzo, quasi adulto, che attraverso “I miei superpoteri” costruisce un ponte di contatto, forse prima un po' perso, con il mondo degli udenti.

Copertina de I miei superpoteri

Come ha vissuto quegli anni Nicola? Gli anni in cui la mamma si interrogava su cosa provasse, su quale decisione prendere.

Come, Nicola, ha affrontato la sua situazione? È proprio qui che nasce “I miei superpoteri”.

Come ha reagito Nicola non appena gli ha fatto leggere la bozza di “Un senso di te” che parlava di lui, del percorso compiuto in 13 anni di sordità?
“Malissimo. Non era assolutamente d’accordo che venisse pubblicato. Non capiva il perché si dovesse rendere pubblica la sua storia. È stata la logopedista a fargli comprendere l’importanza e il valore del messaggio da diffondere”. 

Probabilmente anche leggere alcune delle cose accadute lo avrà fatto riflettere?
“Si. Molto. Spesso mi chiede, stupito, la conferma di ciò che legge. Se veramente si sia comportato come io descrivo nel libro, se i fatti che io descrivo sono reali”.

Lo sono?
“Assolutamente si”.

"Adesso Nicola condivide appieno il suo progetto, tanto da accompagnarla alle presentazioni e da decidere di essere direttamente lui a raccontarsi attraverso la tua seconda pubblicazione…
“Esattamente. È entusiasta del nuovo libro dove lui è assolutamente protagonista. Lo abbiamo scritto assieme, ma io ho solo dato voce ai suoi pensieri”.

“Un Senso di te” si chiude con Nicola che ha 13 anni. Come si evolvono la sua storia e la sua personalità? Che rapporto è il vostro?
“C’è stato un momento di distacco. Un momento in cui lui ha sentito la necessità di allontanarsi dal mondo degli udenti per avvicinarsi a chi vive la sua stessa condizione. A 14 anni ha deciso di andare a vivere al Convitto per sordi. Quindi compie una scelta precisa, allontanandosi da noi genitori”.

Ma il vostro rapporto si è poi ricucito?
“Si. È proprio” I miei superpoteri” a fare da ponte tra noi, a creare la condivisione delle nostre realtà”.

Come nasce “I miei superpoteri”?
“Ad un certo punto della vita di Nicola cresce la consapevolezza della sua sordità. E nel momento in cui raggiunge questa coscienza iniziamo a parlare molto con lui. Di come si concepiva prima, e di come si vede oggi. Scherzandoci su, anche. E questa sua visone del prima e del dopo è la scintilla che dà vita a I miei superpoteri”.

Mi dica di più
“Quando Nicola era piccolo, prima della consapevolezza, riconosceva in sé stesso cose che non si spiegava. Attraverso la fantasia di bambino, guardando in tv i cartoni animati, si convince di avere dei superpoteri”. 

Credo sia una cosa positiva darsi una spiegazione e reagire…
“Si, solo che essendo un supereroe si doveva nascondere agli altri, per non farsi scoprire…”.

La presa di coscienza ha aiutato o ha reso le cose più difficili?
“La presa di coscienza è quasi un sospiro di sollievo, perché non deve più nascondersi e si sente meno solo”.

Quale è stata la difficoltà più grande nella gestione della sordità di Nicola, a parte l’aspetto prettamente sanitario?
“Mantenere gli equilibri. Tenere tutto sotto controllo perché Nicola non si sentisse diverso, ma nel contempo perché anche i suoi due fratelli non si sentissero meno di Nicola”.

Cosa le ha insegnato Nicola?
“Tante cose. Ultimamente la reciprocità e la fratellanza. Lo scambio di pezzi di mondo tra udenti e non udenti. Oggi Nicola grazie alla sordità si sente di avere altri superpoteri, che non sono quelli di bimbo”.

Per esempio?
“Per esempio riuscire a sentire la musica con una mano, attraverso le vibrazioni”.

A chi è consigliata la lettura di questo libro?
“A tutti! Abbiamo voluto scrivere un libro che contenesse un messaggio positivo. Tutto il libro è un messaggio positivo!”.

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