rotate-mobile
La prossima tappa

"No bullying": il progetto I Walk the Line colora il Preti Frangipane

Al via la seconda settimana di incontri dell'iniziativa della Metrocity e targata SviProRe. Appuntamenti a Reggio Calabria, Rosarno e Locri per parlare di bullismo e cyberbullismo

"No bullying" è la scritta colorata che prende vita durante il primo incontro del nuovo capitolo di I Walk The Line, il progetto promosso dalla Città metropolitana di Reggio Calabria e targato SviProRe.

L’artista Krish dà vita a un coloratissimo murales mentre all’interno dell’aula magna del liceo artistico reggino si parla di bullismo, cyberbullismo, body shaming e violenza di genere. Tematiche più che mai attuali se si pensa che, alle nostre latitudini, un ragazzo su quattro subisce atti di bullismo, nelle sue più varie forme.

A moderare l’incontro l’avv. Alessandra Callea, capo progetto del secondo ciclo di appuntamenti nelle scuole dedicati al bullismo. "Parleremo ai ragazzi di temi molto seri ma con un approccio snello, veloce e a tratti anche divertente che permetta ai giovani di comprendere i rischi che si celano dietro ad alcune espressioni o utilizzo di parole che io definisco "di conflitto"".

Più di 150 studenti hanno partecipato in modo attento, interessato e soprattutto attivo. Come difendersi dal cyberbullismo, quali parole non utilizzare nei commenti social, chi contattare e quali le azioni prioritarie nel caso in cui si è vittima di comportamenti aggressivi e violenti che si scatenano sul web e che spesso comportano gesti estremi.

"A questo proposito i numeri dei suicidi in Italia sono altissimi - ricorda l’amministratore unico di SviProRe, Michele Rizzo – durante il 2023, al mese di agosto si contano 608 suicidi e 541 tentati suicidi. Sono tanti, tantissimi, quasi tre al giorno. Ai ragazzi diciamo di chiedere aiuto, di non rassegnarsi e di ribellarsi".

Reagire dunque e rompere il silenzio per contrastare e abbattere il muro del bullismo. "A volte le famiglie non sono presenti e spesso l’inerzia incide più dell’azione - spiega la prof. Paola Minniti - il bullismo è stato sempre presente nelle nostre vite ma era più latente e compresso in una società che aveva maggiori regole di etica morale. Oggi i giovani non hanno ideali ed è per questo che progetti come questi risultano fondamentali".

La logica del gruppo, si sa, diventa spietata ed è quindi doveroso da parte del mondo degli adulti, insegnare a rigare dritto e a non uniformarsi. E’ questo lo scopo di I Walk The Line, il progetto di inclusione sociale promosso dalla Città metropolitana di Reggio Calabria nell’ambito del Pon Legalità 2014-2020.

"Il progetto iniziato circa due anni fa vede coinvolte le 3 aree della Città metropolitana, la zona centrale, quella ionica e l’area tirrenica, con attività  gestite da circa 60 professionisti al cui vertice c’è il coordinatore generale dott. Sergio Rugolino – spiega la dott.ssa Rita Leuzzi, orientatrice del progetto – ci sono poi 3 coordinatori di aria, assistenti sociali, psicologi, orientatori, educatori, animatori e amministrativi che svolgono le attività di progetto in equipe per supportare i ragazzi dai 14 ai 25 al fine di contrastare il loro disagio sociale e aiutarli nell’inserimento al mondo del lavoro. A tal fine da poco abbiamo attivato circa 110 tirocini sia di inclusione sociale che extra curriculari con il partenariato di Azienda Calabria Lavoro”.

L’incontro è stato intervallato da alcuni interessanti ed originali video realizzati per sensibilizzare le nuove generazioni sul fenomeno del bullismo dai videomaker reggini Onofrio Maccarone e Daniele Melara.

"Il titolo del mio intervento ‘Giochiamo tutti un’altra partita’ rappresenta l’idea di come il Csi voglia stimolare i ragazzi in un ‘gioco’ alternativo al ‘gioco’ brutale del bullismo – spiega il presidente Csi Reggio Paolo Cicciù – Con lo sport  si allontana la dipendenza dal gioco virtuale o da internet. E’ importante giocare in campo e non ‘fuori’ dal campo”.

Secondo un recente studio un ragazzo in media trascorre sui social o su internet oltre cinque ore al giorno. "E’ un tempo enorme - spiega la prof.ssa Angela Busacca – Spesso superiore a quello dedicato all’aria aperta e di interazione con gli amici. E’ molto facile quindi, in un mondo virtuale dai confini sfocati, superare la linea tra il lecito e l’illecito. Può capitare infatti, in modo anche involontario, di conferire i propri dati e che gli stessi vengano in modo illecito. L’utilizzo della rete deve passare da tre parole: conoscere, capire e poi condividere".

Ed è proprio sul concetto delle parole che si è soffermata la dott.ssa Francesca Chirico. "Abbiamo ragionato insieme ai ragazzi sulle parole del bullismo attraverso due vocaboli, confine e social. Il confine deve essere inteso come frontiera che ci consente di stare uno di fronte all’altro. Social è lo spazio invece, senza confini e senza filtri, che i ragazzi vivono ogni giorno e nel quale, spesso, non percepiscono il limite che li porta a entrare violentemente nel campo delle fragilità. Impariamo dunque a usare le parole responsabilmente perché spesso le parole uccidono, usandole nel modo giusto possiamo salvare vite".

A conclusione dell’incontro il prof. Matteo Flora, già protagonista nei giorni scorsi a Reggio Calabria, ha parlato in collegamento streaming agli studenti del Preti-Frangipane offrendo loro importanti consigli su come segnalare un contenuto privato non autorizzato su Meta.

I Walk The Line torna sul versante tirrenico, a Rosarno, all’interno dell’istituto Piria, domani martedì 14 novembre per un altro capitolo della narrazione relativa al bullismo.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"No bullying": il progetto I Walk the Line colora il Preti Frangipane

ReggioToday è in caricamento