Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Imprenditori balneari, Ripepi: "Falcomatà colpisce ancora, in fumo aiuti per 50 mila euro"

"Il bando della Regione Calabria, che concede un contributo fino ad un massimo di 50 mila euro agli impresari balneari per rinnovo, ristrutturazione, risanamento delle loro strutture, ha come unico criterio che la licenza sia rinnovata in modalità pluriennale"

"Non c’è pace per la città di Reggio e i suoi pochi imprenditori continuamente vessati. Ora anche quelli balneari inciampano nell’inettitudine della squadra targata Falcomatà, la più scarsa della storia, che a causa della propria impreparazione e incapacità di progettare a lungo termine, sottrae un’altra risorsa importante per il rilancio turistico della città, sicché gli imprenditori del turismo estivo non potranno accedere ai sostegni regionali".

Ripepi Massimo-3-4E' il commento del consigliere comunale, Massimo Ripepi, che rincara: "Stavolta vanno in fumo finanziamenti per 50 mila euro e tutto per una banale “concessione”. Il bando della Regione Calabria, che concede un contributo fino ad un massimo di 50 mila euro agli impresari balneari per rinnovo, ristrutturazione, risanamento delle loro strutture, ha come unico criterio che la licenza sia rinnovata in modalità pluriennale.

E che cosa fa il comune di Reggio Calabria? Rinnova le licenze solo fino al 31 ottobre 2021 e quindi, addio contributo. Una clamorosa presa in giro, una scontata e amara conclusione, laddove c’è un pugno di politicanti miopi e inidonei a reggere le sorti economiche di un territorio, che ormai sta boccheggiando. Era l’occasione per avere un pò di ossigeno in un momento storico, che definire “emergenziale” risulta eufemistico. Ma è mai possibile che Falcomatà e i suoi riescano a collezionare soltanto fallimenti? Dobbiamo ancora assistere inerti, al “depredamento” quotidiano del nostro territorio?" 

Secondo Ripepi: "Questa volta il sindaco e i suoi tecnici hanno raggiunto il margine del paradosso e il fatto di aver concesso un limitato rinnovo delle licenze balneari, senza essersi prima debitamente informati di come si muovesse la Regione in materia, dimostra con evidenza plateale, che questa amministrazione è “disconnessa” da questa nostra realtà territoriale, che pretende di governare a suon di proclami e di azioni politiche votate all’improvvisazione.

Di fatto, però, le improbabili mosse di Falcomatà, ricadono sul già esile tessuto imprenditoriale e professionale di Reggio. E’ un’assurda conduzione amministrativa quella che, con smaccato menefreghismo del bisogno impellente di risorse fresche, tarpa le ali persino all’unico bene di cui potremmo usufruire per risollevarci: il mare.

La Regione dunque, sta dando l’opportunità a tutti gli imprenditori volenterosi di trasformare questo bene naturale in un’occasione, per impiantare attività competitive sul piano turistico e marittimo, di riqualificazione dell’offerta, di innovazione del servizio proposto, con contributi in conto capitale. Purtroppo, la domanda per accedere agli aiuti di riqualificazione previsti per l’intera regione Calabria, richiedono un regime di “regolare concessione della licenza demaniale”. Eppure il sindaco della Città metropolitana ha avuto il coraggio di mettersi di traverso di fronte ad un’opportunità senza precedenti".

Il consigliere poi aggiunge: "E che cosa dobbiamo dire del progetto del secolo da 6500 posti di lavoro “Mediterranean Life”, incagliato nei meandri della burocrazia; e del Piano Spiagge che non tiene conto della nostra attitudine marittima, tagliando fuori altri possibili introiti dal traffico diportista? E i finanziamenti per il rinnovo dei mezzi pubblici e la promozione di una “mobilità dolce”?

Insomma, di che cosa stiamo parlando? Dovrebbe essere immediata la reazione di un’amministrazione capace, revocare la decisione presa e concedere una possibilità ai suoi imprenditori balneari di accedere al sostegno regionale; poi, chiedere umilmente scusa alla cittadinanza, per la vergognosa e penosa conduzione amministrativa, che sta gettando nello strazio economico e nell’inciviltà un territorio il quale, ridotto a questo punto, può solo sperare in un miracolo".

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