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Imprese calabresi, primo trimestre in chiaroscuro: 32 aziende al giorno chiudono

Il report di Movimprese di Unioncamere. I flussi di aperture e chiusure di imprese restano comunque ancora al di sotto della media del periodo pre-pandemia

Continua, dopo la frattura pandemica, il percorso di recupero della normalità all’anagrafe delle imprese italiane. Tra gennaio e marzo il bilancio tra aperture e chiusure di attività economiche si è attestato a -10.951 unità, un valore più elevato rispetto allo stesso trimestre degli ultimi tre anni ma ancora ben al di sotto della media dell’ultimo decennio (-14mila imprese).

È il quadro allarmante di Movimprese di Unioncamere.  Secondo lo studio nel primo trimestre del 2024 il saldo riflette, da un lato, l’accelerazione delle cancellazioni (117.832 pari al 7,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2023) e, dall’altro, una moderata crescita delle iscrizioni (106.881, il 5% in più dell’anno precedente). Nel complesso, entrambi i flussi di aperture e chiusure di imprese restano comunque ancora al di sotto della media del periodo pre-pandemia.

I dati in Calabria 

Secondo Unioncamere c'è una variazione negativa nello stock di aziende registrate in Calabria con ben 2.885 attività, lo scorso anno erano 2.837, finite fuori mercato e costrette a chiudere da gennaio a marzo:  32 al giorno. 

Sono 2.629 attività (nel 2023 erano 2.732) quelle nate nei primi tre mesi dell’anno, con un saldo negativo di 256 (105 lo scorso anno) aziende in meno dopo che i trimestri d’esordio del 2022 e del 2021 si erano chiusi con un bilancio positivo. 

Nelle regioni

In termini territoriali, tutte e quattro le principali macro-ripartizioni hanno registrato saldi negativi, con il Centro che si segnala per l’arretramento più contenuto del trimestre (-0,11% contro la media di -0,18%) e il Sud e le Isole per la migliore tenuta rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: - 0,16% quest’anno contro -0,15% dell’anno scorso. Tra le regioni, solo Lazio e Basilicata hanno registrato un saldo positivo, rispettivamente di 993 e 32 imprese. Al contrario, Piemonte (-1.934 unità) e Veneto (-1.518) hanno sperimentato le riduzioni più sensibili in termini assoluti.

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